CONSIGLIO EUROPEO

Alla ricerca di vie d’uscita

La crisi finanziaria all’odg della riunione del 15/16 ottobre

Come spesso accade, il Consiglio europeo, che torna a riunirsi il 15 e 16 ottobre a Bruxelles, avrà un ordine del giorno troppo nutrito per affrontare con la giusta considerazione tutti i temi nel carnet. La riunione dei capi di Stato e di governo, che si svolge in due mezze giornate, prevede infatti di valutare il pacchetto clima-energia, di approvare le misure in materia di immigrazione e asilo, di fare il punto della situazione sul Trattato di Lisbona. Ma sotto i riflettori ci sarà anzitutto la crisi finanziaria, per la quale l’Ue cerca vie d’uscita condivise.Dal G4 al summit. Il problema è stato al centro del cosiddetto G4 dello scorso week-end, cui hanno preso parte i leader di Germania, Francia, Regno Unito e Italia, assieme ai responsabili di Commissione, Banca centrale ed Eurogruppo. Se n’è poi discusso alla riunione dei 15 ministri economici dei paesi che adottano la moneta unica il 6 ottobre e quindi il giorno successivo nel corso dell’Ecofin (ministri finanziari dell’Ue27). A livello comunitario è stata avviata una fitta rete di contatti che ha coinvolto i singoli governi, le istituzioni dell’Unione, la Bce, la Banca europea degli investimenti. Ogni paese ha allo studio misure interne di intervento, mentre rimangono intensi i contatti con le autorità americane. Persino Vladimir Putin, premier russo, ha invitato a “studiare misure coordinate” vista l’eccezionalità della situazione e i rischi che “incombono sulla stabilità finanziaria” globale.Tutelare i risparmi. Dev’essere fra l’altro registrata la dichiarazione comune sottoscritta da tutti i leader Ue, in vista del summit, nella quale si impegnano ad “assumere qualunque misura necessaria per mantenere la stabilità del sistema finanziario, sia attraverso l’immissione di liquidità tramite le Banche centrali, sia mediante azioni mirate su singole banche, sia attraverso il rafforzamento degli schemi di protezione dei depositi”. L’impegno è esplicito: “Nessun risparmiatore che utilizza depositi nelle banche dei nostri paesi ha subito perdite e continueremo a prendere le misure necessarie per proteggere il sistema e i risparmiatori”. Si ribadisce infine la “necessità di coordinarsi e cooperare strettamente”.Effetti transfrontalieri. In attesa di vedere se sul fronte economico i 27 governi sapranno dimostrare unità d’azione, il Parlamento europeo, riunito a Bruxelles l’8 e 9 ottobre, ha tenuto un dibattito con gli esponenti della Commissione e della presidenza di turno francese. Intervenendo in emiciclo, il capo dell’Esecutivo, José Manuel Barroso, ha affermato: “La gravità della crisi finanziaria è chiara a tutti e il prossimo summit Ue sarà segnato da questo problema”, che “coinvolge molteplici attori” e che “evolve rapidamente”. Barroso s’è detto soddisfatto della decisione della Bce di abbassare i tassi e ha auspicato “interventi coordinati” a livello Ue. In realtà l’Europa non ha propri strumenti di azione per affrontare la crisi dei mercati finanziari e il politico portoghese ha dovuto riconoscere che “gli interventi pubblici vengono effettuati principalmente a livello nazionale, dove si trovano denaro e competenze”. Tuttavia “gli Stati membri devono agire in base a principi comuni, tenendo in considerazione gli effetti transfrontalieri delle operazioni di salvataggio”. Task force europea. Il presidente della Commissione ha poi spiegato che è in corso la predisposizione di un gruppo ad alto livello per tenere monitorata la situazione, che sarà presieduto da Jacques de Larosière, ex direttore del Fondo monetario internazionale, del quale faranno parte i commissari con delega economica. Barroso ha quindi avvertito: “Questa crisi ha già pesanti conseguenze sull’economia reale. Ci troveremo di fronte a momenti difficili”. E ancora: “Oggi dobbiamo agire per i salvataggi finanziari, ma dobbiamo anche occuparci dei salvataggi umani. Ci sono troppe persone nel mondo che muoiono di fame. Bisogna aiutare i paesi più poveri, che in questa fase soffrono più di noi”. Quindi ha concluso: “Al summit parleremo anche del Trattato di Lisbona. Ebbene, gli ultimi avvenimenti e la crisi finanziaria dimostrano la necessità di questo trattato, per avere un’Europa più forte e capace di agire”. Roadmap per Lisbona. Parlando in aula, anche Jean-Pierre Jouyet, ministro francese per gli affari europei, ha giudicato “positivo il coordinamento dimostrato finora a livello Ue”. “Rispondiamo alla crisi – ha dichiarato davanti agli eurodeputati – con i nostri mezzi e le strutture” possibili, anche perché “non siamo uno Stato federale” come gli Usa. Jouyet ha quindi esortato “il Fondo monetario internazionale ad agire come un vero vigile finanziario”. E infine, parlando del Trattato di Lisbona, ha chiarito che durante il summit della prossima settimana “il governo irlandese dovrebbe presentare una roadmap che tutti gli Stati membri potranno sottoscrivere durante il Consiglio europeo di dicembre”.