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Austria: domande, preoccupazioni e attese dopo il voto
Cosa succede all’Austria? I risultati finali delle elezioni del Parlamento, svoltesi il 28 settembre, mostrano un quadro drammatico: i due “ex grandi partiti”, Övp (Partito popolare) e Spö (Partito socialdemocratico) hanno ottenuto il minimo delle preferenze mai registrato dal 1945: Spö il 29,3% e Övp il 26%. I due partiti populisti di destra, Fpö (Partito della libertà) e Bzö (Alleanza futuro Austria) hanno raggiunto insieme il 28,2%. In Austria fa riflettere il fatto che Fpö e Bzö siano i partiti più votati soprattutto tra i giovani (fino a 30 anni). Ma attenzione: ciò non significa che un’alta percentuale di giovani austriaci appartenga all’estremismo di destra o che le ombre del cupo passato del 20mo secolo stiano tornando ad allungarsi. Un giornalista austriaco ha fornito un’analisi molto appropriata dell’elettorato dei due partiti populisti di destra: un terzo dei giovani elettori di Fpö e Bzö sono “elettori da discoteca”, giovani che vanno in discoteca ogni fine settimana. I capi di partito di Fpö e Bzö, che nonostante l’avanzare dell’età si presentano con un look volutamente giovanile, corrispondono esattamente all’immagine di questi giovani, persino per la marca di jeans che indossano. Un altro terzo degli elettori è costituita dagli “elettori di protesta”: questi, così come molte altre persone meno giovani, ne hanno abbastanza del gioco austriaco della “partitocrazia”, con i suoi intrecci con l’apparato statale e parastatale (certamente, negli ultimi dieci anni molto è cambiato ma si subiscono ancora le ripercussioni del decennale “totalitarismo a due”, così definito ironicamente da un eminente politico austriaco). L’ultimo terzo dei giovani elettori di Fpö e Bzö è invece costituito dallo “zoccolo duro” del populismo di destra. Per comprendere il risultato elettorale austriaco, occorre tener presente tre aspetti:1) L’Austria è un Paese piccolo. Il ricordo della grande Austria del passato è completamente sbiadito e viene conservato solo negli ambienti intellettuali. Sebbene il tenore di vita in Austria sia molto elevato e la vita in questo piccolo Paese sia molto piacevole, esistono paure diffuse. Proprio con queste paure giocano i politici populisti di destra. La politica austriaca in parte assurda in materia d’immigrazione e di asilo, appartiene a questo contesto. Negli ultimi anni, Spö e Övp hanno prontamente ottemperato alle richieste dei populisti di destra: ma ovviamente, gli elettori non li hanno ricompensati per questo. 2) Anche in Austria si assiste allo sgretolamento del solido sistema partitico di un tempo. Secondo una teoria politologica, taluni sviluppi politici si manifestano prima in Italia rispetto ad altri Paesi. Ciò potrebbe applicarsi anche al dissolvimento del sistema partitico tradizionale, basato sulle ideologie. Si sta sviluppando un nuovo tipo di partiti in cui non esistono più visioni sull’organizzazione della società. A questo tipo di partiti, corrispondono in parte anche Fpö e Bzö.3) Nella discussione politica e durante la campagna elettorale si è parlato molto di euroscetticismo (il che è tanto più singolare, se si considera che l’Austria è tra i Paesi che hanno beneficiato di più dell’allargamento dell’Ue). Nella decisione degli elettori, questo aspetto non ha tuttavia avuto praticamente alcun peso: dai sondaggi risulta che il dibattito sul’Ue, celebrato nei media, ha interessato ben poco le persone. Difficile prevedere come evolverà la situazione. Come previsto, il presidente federale, Heinz Fischer, ha incaricato il capo del partito socialdemocratico, Werner Faymann, di costituire il governo. In questo incarico, il presidente federale ha ribadito con assoluta chiarezza che il nuovo governo deve fare di tutto affinché l’Austria agisca da “partner affidabile dell’Ue”. Resta tuttavia da vedere se Faymann riuscirà a mettere in piedi una coalizione funzionante con l’Övp (mentre ora si levano molte voci per un ruolo nell’opposizione).