Portogallo, Scozia, Belgio

Portogallo: la Joc contro l’indebitamento giovanileLa Gioventù operaia cattolica (Joc) ha lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione e di riflessione sulle cause dell’indebitamento da parte dei giovani, volta a sollecitare una più profonda presa di coscienza delle loro scelte economiche. Interpretando l’attuale realtà, e tentando di identificare le principali condizioni che impediscono la piena realizzazione giovanile, pregiudicandone la dignità e la libertà, i militanti del movimento hanno scelto uno slogan che ha lo scopo di aprire una discussione problematica: “Indebitarsi! Dove può condurci?”. “È proprio questo che intendiamo scoprire con la campagna proposta, nella misura in cui la discussione sarà capace di individuare e sviluppare opzioni alternative e di cambiamento della realtà attuale” – ha annunciato Ana Rita Moreira, segretaria della Joc -. “Sarà importante riflettere sul fenomeno, considerato a volte come una necessità imprescindibile, che tuttavia deve essere affrontata in modo responsabile e cosciente, poiché si tratta di un’opzione che, qualora sia valutata con una certa superficialità, può portare a situazioni socialmente ed umanamente molto pericolose”. “Insieme con altri giovani, speriamo di scoprire come si struttura e si genera tutto questo enorme affare finanziario, che si mostra con le sembianze di un cammino diretto alla felicità, nel quale basta chiedere, e il denaro appare come facile soluzione di tutti i problemi”, ha aggiunto Ana Moreira: “In tal senso, la Joc si propone di incontrare tutti i giovani, siano essi lavoratori, studenti o disoccupati, per capire le loro difficoltà quotidiane, tentare di costruire insieme una coscienza collettiva delle situazioni vissute, e, alla luce del Vangelo, cercare percorsi di orientamento, che consentano lo sviluppo di azioni di trasformazione della realtà, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei giovani lavoratori, e a favore della loro dignità di Uomini e Donne libere”. La campagna nazionale si svilupperà secondo alcune tappe di “Revisione di Vita”: “Vedere”, dal settembre al dicembre 2008; “Giudicare”, da gennaio a marzo 2009; “Agire”, da aprile a giugno 2009, mentre le conclusioni saranno dibattute in un “Incontro finale”, ancora in definizione. Scozia: fondo per mamme in attesa malate di cancroIl card. Keith O’Brien, arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo ha dato il suo sostegno e quello della chiesa scozzese, al lancio di un nuovo fondo che aiuterà le mamme che si ammalano di cancro mentre aspettano un bambino. L'”Andrea Kearney Fund”, questo il nome del fondo, è stato costituito per commemorare Andrea Kearney, la moglie del direttore dell’ufficio comunicazioni della Conferenza episcopale scozzese morta all’inizio di quest’anno di cancro, diagnosticatole all’inizio del 2007, quando aspettava il suo quinto figlio. Andrea aveva 41 anni quando è morta nel maggio 2008 dopo sedici mesi di cure. “Sono molto contento di sostenere il Fondo e spero che negli anni a venire possa offrire aiuto a donne che devono affrontare la sfida difficile di una diagnosi di cancro mentre aspettano un bambino”, ha detto il cardinale spiegando i motivi della scelta. “Andrea era una donna di grande fede che ha ispirato molte persone. La sua forza durante la malattia è stato un esempio per tutti noi. Attraverso questo fondo continuerà a ispirarci come ha fatto in vita”, ha aggiunto. Una serata di musica e intrattenimento per raccogliere donazioni per il nuovo fondo è stata organizzata al Radisson hotel di Glasgow per domenica 9 novembre. Da parte sua Peter Kearney, marito di Andrea, si è detto felice per l’appoggio del cardinale.Belgio: bambini al santuario di BanneuxNel quadro del 75° anniversario delle apparizioni di Banneux e del mese missionario, sabato 11 ottobre, ha avuto luogo a Banneux la giornata interculturale “Missio” sul tema “Diventa uno strumento di pace”. Nel santuario sono arrivati oltre 1200 bambini di età compresa tra i 10 e i 12 anni che si sono divisi, secondo i loro interessi, in 120 laboratori con diverse offerte di gioco e di formazione: dai balli ai racconti delle diverse tradizioni del mondo, dalla calligrafia araba alla cucina esotica, dal trucco alla danza con disabilità; ogni laboratorio è stato animato guidato da un testimone che ha raccontato la propria esperienza nelle varie parti del mondo e le varie culture incontrate e conosciute in missione. In questo giorno tutti gli abitanti di Banneux hanno aperto le porte delle loro case per accogliere i partecipanti e favorire così lo scambio e la condizione. Tra i partecipanti anche il vescovo di Liegi mons. Aloys Jousten.