PARMAMENTO EUROPEO

Vita, lavoro e ambiente

All’ultima plenaria votate relazioni che toccano i problemi quotidiani

Incentivi e sanzioni per favorire l’emersione del lavoro nero; promuovere stili di vita sani per tutelare la salute; limitare le perdite e gli sprechi d’acqua anche con iniziative finanziate dall’Ue. Il Parlamento europeo ha votato durante l’ultima plenaria (8-9 ottobre) una serie di relazioni che affrontano temi della vita quotidiana, fra i quali un testo che chiede agli Stati membri “un sistema di reddito minimo garantito corredato di un pacchetto di misure di supporto” con lo scopo di “garantire l’inclusione sociale”. Per vivere dignitosamente. La relazione sul salario minimo, predisposta dal deputato tedesco Gabriele Zimmer, è stata approvata con 540 voti favorevoli, 57 no e 32 astensioni. Sostiene “l’approccio della Commissione all’inclusione sociale attiva, considerando che la finalità generale di tali politiche deve essere quella di dare attuazione ai diritti fondamentali”, per “permettere alla gente di vivere dignitosamente”. Il documento rileva che “le politiche di inclusione devono esercitare un impatto decisivo sulla eliminazione della povertà”, sia per quanti hanno un’occupazione, definiti “lavoratori poveri”, che “per quanti non svolgono un’attività remunerata”. La relazione sollecita poi “regimi previdenziali che motivino a cercare nuove opportunità di lavoro” e la riduzione delle tasse sui redditi medi. Accanto a questa relazione, può essere collocata quella del deputato italiano Antonio Panzeri, approvata anch’essa a grande maggioranza, con la quale si auspica una strategia comunitaria per contrastare il lavoro nero, “fenomeno complesso, in aumento in vari Stati, dove può raggiungere punte pari o superiori al 20% del Prodotto interno lordo”. Stop al lavoro nero. L’occupazione sommersa “danneggia l’economia, non tutela i lavoratori, pregiudica i consumatori, riduce il gettito fiscale e genera concorrenza sleale tra le imprese e tra gli stessi lavoratori”, ha spiegato l’europarlamentare. I settori più colpiti dal “sommerso” sono “quelli a forte intensità di manodopera”, come l’agricoltura, l’edilizia, i servizi domestici e ristorazione, “caratterizzati da precarietà occupazionale e condizioni salariali disagiate”. L’Assemblea indica la strada degli incentivi tecnici e finanziari per favorire l’emersione, la riduzione della pressioni fiscale e degli oneri amministrativi per le piccole e medie imprese, nonché sanzioni “severe per i datori di lavoro che fanno ricorso a manodopera in nero”. Il relatore ha salutato il voto di approvazione sostenendo che tale rapporto “costituisce un fatto di grande rilevanza perché imprime uno slancio nella costruzione dell’Europa sociale”. Salute, aspetti controversi. La salute “è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, che non coincide con una semplice assenza di malattie o infermità”: la definizione è contenuta nella risoluzione passata in emiciclo e stesa dal deputato sloveno Alojz Peterle. Diversi i temi affrontati, fra cui la prevenzione delle malattie, la promozione di “stili di vita sani”, la realizzazione di sistemi sanitari sostenibili, cure e attenzioni particolari verso le persone disabili. La relazione contiene aspetti positivi accanto ad altri controversi. Nel capitolo sulla prevenzione rileva, ad esempio, che “il desiderio di prevenire le malattie non deve condurre a un clima nella società che impedisca la nascita di bambini con malattie croniche o con disabilità”. Più avanti, invece, il testo sottolinea che il divieto di fare del corpo umano una fonte di lucro “dovrebbe essere considerato un principio guida nel campo della salute”, soprattutto nell’ambito delle donazioni e dei trapianti di cellule, tessuti e organi. La relazione ritiene però necessario “accrescere la sensibilizzazione del pubblico sulla salute riproduttiva e sessuale”, “per prevenire gravidanze indesiderate” e le malattie sessualmente trasmissibili”.I simboli dell’Unione. L’Europarlamento ha poi lanciato un segnale ai cittadini dei 27, facendo propri i simboli comunitari. Mentre slitta l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona – che peraltro ha rinunciato a normare tali simboli diversamente da quanto previsto nella Costituzione Ue -, l’Assemblea ha dato il via libera alla relazione del deputato spagnolo Carlos Carnero Gonzales che chiedeva di emendare il regolamento interno per disciplinare l’uso di tali simboli. In sostanza si propone di “issare la bandiera con le dodici stelle dorate su sfondo blu in tutte le sale riunione e in occasione di tutti gli eventi ufficiali del Parlamento europeo”. Inoltre l’Inno alla gioia, estratto dalla Nona sinfonia di Beethoven, sarà suonato “all’apertura di ogni sessione costitutiva che segue le elezioni europee e prima di altre sessioni solenni”. Il motto dell’Ue, “Unita nella diversità”, dovrà invece figurare su tutti documenti ufficiali del Parlamento. Infine, il 9 maggio, Giornata dell’Europa che ricorda la Dichiarazione Schuman del 1950, sarà ufficialmente celebrato ogni anno dall’Eurocamera.