CCEE
Insegnamento della religione in Europa: continua un percorso comune
“Le Chiese cattoliche d’Europa sono consapevoli che anche attraverso il compito dell’Insegnamento della religione nelle scuole si realizza il mandato dell’evangelizzazione”.E’, questa, una affermazione che caratterizza il documento di sintesi approvato dai delegati delle Chiese cattoliche d’Europa al termine di una ricerca che li ha impegnati per un paio d’anni sulla situazione dell’insegnamento della religione (Ir) nei loro Paesi.L’Ir, è ben chiaro alle Chiese d’Europa, rientra nell’ambito della più vasta attività di evangelizzazione e di cura per l’uomo e costituisce un’opportunità preziosa per la stessa formazione del cittadino europeo.La ricerca, presentata recentemente all’assemblea plenaria dei presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa, a Esztergom/Budapest (sono in corso di pubblicazione gli atti completi), si è svolta tra il gennaio 2005 e il novembre 2007, promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), su iniziativa e con il sostegno operativo ed economico della Conferenza episcopale italiana (Cei), attraverso il Servizio nazionale per l’Irc (Insegnamento della religione cattolica).Da Roma a San Gallo. L’iniziativa è partita da Roma, dal Servizio nazionale per l’Irc, a fine 2005. Si voleva monitorare la situazione europea dell’insegnamento della religione nelle scuole anche per poter raccogliere indicazioni e suggerimenti in rapporto alla particolare situazione italiana.Il Ccee ha fatto propria l’iniziativa, permettendo così una più piena cooperazione da parte di tutte le chiese cattoliche d’Europa. A San Gallo è stata messa a punto la strategia da seguire, con la costituzione dello staff, l’individuazione delle tappe della ricerca e di finalità e obiettivi. Con una scelta di campo condivisa fin dall’inizio: la ricerca voleva sì raccogliere informazioni, “fotografare” le diverse situazioni nei Paesi europei, ma anzitutto si proponeva di muovere le comunità cristiane, le Chiese nazionali, per fare un cammino comune sui temi dell’insegnamento della religione e raccogliere il loro punto di vista, il loro vissuto. Così il gruppo di ricerca vero e proprio è stato formato attraverso le indicazioni delle Conferenze episcopali e chi ha partecipato alla ricerca lo ha fatto non a titolo personale, ma come rappresentante della propria Chiesa.Questa è stata la scelta di campo della ricerca, la sua originalità rispetto ad altre indagini in corso o già svolte da centri di studio, università, esperti a vario titolo, ai quali non si voleva né si poteva sostituirsi.I risultati. La ricerca ha permesso anzitutto di creare una rete di persone capaci di intrecciare le esperienze delle diverse Chiese d’Europa. Insieme ha anche fatto il punto sulla situazione dell’insegnamento della religione nelle scuole d’Europa attraverso i “rapporti nazionali” compilati dai delegati delle Chiese secondo le indicazioni di una sommaria griglia di rilevazione preparata dallo staff, discussa e condivisa da tutti i delegati. Nel raccogliere le informazioni l’interesse è stato maggiore per l’aspetto qualitativo che per quello quantitativo, cercando il “punto di vista” delle Chiese cattoliche. Non è stato cercato tanto il rigore classificatorio; piuttosto, insieme alla raccolta di dati di base sono stati promossi pensieri e valutazioni da parte delle Chiese coinvolte nel progetto, con il risultato, tra l’altro, di far emergere le molte diversità esistenti proprio tra le Chiese cattoliche d’Europa. Con alcuni dati dei rapporti nazionali (ricchissimi di informazioni) lo staff ha predisposto una preziosa tavola sinottica.Tutti questi materiali (a breve disponibili su www.ccee.ch) costituiscono un riferimento unico e senza uguali, prezioso per chiunque voglia conoscere e approfondire la situazione dell’insegnamento della religione in Europa. Oltre i rapporti nazionali, un impegnativo e attento lavoro collegiale ha poi permesso di comporre un documento conclusivo, di sintesi della ricerca.Le prospettive. La ricerca – emerge con chiarezza anche dal documento finale approvato dai delegati – vorrebbe segnare non tanto un punto d’arrivo, quanto piuttosto un nuovo punto di partenza nella cooperazione ecclesiale e nell’impegno di evangelizzazione e di cura per l’uomo che si realizza anche grazie all’insegnamento della religione nelle scuole.Una delle raccomandazione espresse dai delegati delle Chiese d’Europa è infatti quella di mantenere viva una rete di persone che possa approfondire e confrontarsi sui temi dell’insegnamento della religione nelle scuole d’Europa. Tra le ipotesi di sviluppo futuro c’è quella di eventuali seminari di studio, ascolto e confronto sui temi emersi dalla ricerca (ad esempio le questioni tra insegnamento scolastico e catechesi, o quelle legate alle “coperture giuridiche” dell’Ir nei diversi Paesi, oppure alla cooperazione ecumenica…).