Famiglia: il piano pastorale “La famiglia vive. Con Cristo è possibile” è il nuovo piano pastorale dell’arcidiocesi di Madrid per i prossimi tre anni. E’ stato presentato sabato 11 ottobre con una celebrazione eucaristica nella cattedrale dell’Almudena, presieduta dal card. Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid. L’obiettivo generale del Piano Pastorale per quest’anno è “aiutare le famiglie ad essere ciò che sono chiamate ad essere secondo il piano di Dio”. I prossimi anni si lavorerà su “La famiglia come Chiesa domestica” (2009-2010) e su “La famiglia, speranza della società” (2010-2011). Secondo il card. Rouco Varela, “la radice della crisi” della famiglia “è rappresentata dalla crisi della fede”, per cui l’obiettivo dell’arcidiocesi sarà “ritornale a trasmettere la fede in Gesù Cristo e richiamare l’attenzione intorno alla famiglia”. “La crisi che colpisce il matrimonio e le famiglie è grave”, ha osservato il porporato, che si è chiesto: “Quando non si vuole conoscere la verità più elementare su ciò che è il matrimonio, l’unione di un uomo ed una donna, quando non ci sono idee chiare, dove andremo a finire?”. Don Angelo Matesanz, vicario per la Pastorale dell’arcidiocesi di Madrid, ha presentato i cinque obiettivi attorno ai quali è sviluppato il piano pastorale: vivere la vocazione del matrimonio; migliorare la preparazione al matrimonio; educare all’amore; potenziare i gruppi di matrimonio e prestare aiuto in situazioni speciali. Il card. Rouco Varela ha anche scritto una lettera pastorale intitolata “La famiglia: vita e speranza per l’umanità” che servirà come base per il lavoro di questi tre anni. Nel testo viene affermato che l’istituzione familiare si sente esposta “al pubblico disprezzo, agli annunci di una sua imminente scomparsa e, in ultimo, ad evidenti attacchi alla sua natura e stabilità”. Per cui, “è arrivata l’ora di proporre un piano integrale di pastorale familiare per l’arcidiocesi, che sia capace di potenziare con nuovo impeto la coscienza dell’essere e della missione cristiana delle famiglie”. Festa nazionale: “il momento dell’unione””Ha un valore la fede cristiana in Spagna?”: la domanda è di fra Artémio Vitores, della Custodia di Terra Santa, in occasione della festa della Vergine del Pilar, che si è celebrata il 12 ottobre: tale giorno è anche stato scelto come festa nazionale della Spagna e giorno dell'”ispanidad”. A Gerusalemme, poi, è tradizione celebrare questo giorno in preghiera con una messa solenne presenziata dal Console generale di Spagna. Fra Vitores, vicario custodiale, ha ricordato due avvenimenti legati al 12 ottobre: il 12 ottobre 1492, con la scoperta dell’America, e il 12 ottobre 1808, con l’incendio del Santo Sepolcro. “Quest’incendio ha segnato – ha detto nell’omelia della messa del 12 ottobre – l’inizio dell’allontanamento delle Nazioni cattoliche dalla causa dei luoghi santi poiché la politica anticlericale dell’occidente, frutto della Rivoluzione francese, ha loro inoculato il virus della laicità”. “In teoria, non dovrebbe esistere alcuna antinomia tra religione e Stato perché la laicità dello Stato è un principio legittimo se è concepita come distinzione tra comunità politica e comunità religiosa ed i cristiani sono i discepoli di Colui che pronunciò questa frase lapidaria: ‘Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio'”, ha proseguito fra Vitores prima di continuare e di auspicare, come il Santo Padre, una laicità aperta. Infatti, “bisogna avere una chiara coscienza della funzione insostituibile della religione per la formazione delle coscienze e del contributo che può apportare per la creazione di un consenso etico profondo nella società”. Quindi, fra Vitores ha ricordato i valori che sono oggi patrimonio comune in Spagna ma che dipendono da una visione cristiana dell’uomo: l’uguaglianza e l’universalità del genere umano, la dignità della persona, l’amore per la famiglia, il rispetto della vita, la tolleranza, il desiderio di cooperazione e di pace”. Per questo nel “giorno della festa nazionale, non è il momento di dividerci ma quello di unirci. Non c’è posto per dei muri ma solo per dei ponti”, ha concluso fra Artémio.Solidarietà: il teatro per i più indifesi Il teatro a servizio dei più indifesi. È quello che è accaduto il 13 ottobre, a Madrid, dove, al Teatro Häagen-Dazs Calderón, si è tenuto un galà di solidarietà con la rappresentazione de “Il giro del mondo di Willy Fog. Il musical”. Lo spettacolo, destinato ad un pubblico di famiglie, si ispira all’omonima e famosa serie di cartoni animati. I fondi raccolti saranno devoluti all’ong “Messaggeri di pace”, fondata nel 1963 da padre Angelo García. La ong, a sua volta, destinerà i soldi raccolti durante il galà per il mantenimento della Casa della pace, un centro che ha aperto recentemente per accogliere bambini vittime di conflitti e disastri naturali residenti a Madrid dove ricevono il trattamento medico necessario per curare ferite o malattie. Anche una parte dei ricavati delle successive rappresentazioni del musical saranno devolute all’ong “Messaggeri di pace”, che opera in Spagna ed in altri 37 paesi del mondo, sviluppando attività sociali centrate sulla protezione dell’infanzia, l’attenzione agli anziani e ai disabili fisici e psichici, donne vittime di violenza domestica. Inoltre, promuove programmi di cooperazione a medio e lungo termine, oltre ad intervenire in aiuto di quei paesi in difficoltà per disastri naturali.