SUOR EMMANUELLE

Un soffio vivente

È morta a 99 anni una donna che ha donato la vita ai più poveri

Nel 2006, appariva per il secondo anno consecutivo al primo posto delle donne più amate di Francia, davanti a famose attrici e donne di successo in vari campi. Lei che ha speso tutta la sua vita per combattere la miseria e l’esclusione sciale, vivendola in prima persona tra i poveri del Cairo. È suor Emmanuelle, che si è spenta nella notte del 19 ottobre all’età di 99 anni. “Per sua stessa volontà”, i funerali si celebreranno oggi 22 ottobre a Callian (Var, in Costa Azzurra) “in forma strettamente privata”. A comunicarlo è una nota della Conferenza episcopale francese che fa anche sapere che sempre oggi, nella cattedrale parigina “Notre-Dame” si celebrerà una messa di Requiem in suo onore. Sarà anche celebrata, sempre “secondo i suoi desideri”, una messa in sua memoria a Parigi, sabato 25 ottobre, nella cappella di “Notre-Dame de la Médaille miraculeuse”. Fino alla fine. “Fino alla fine – si legge nel comunicato dell’associazione Asmae, nata ispirandosi alla sua vita – e nonostante la sua età, suor Emmanuelle è rimasta un soffio vivente per tutti coloro che continuano e portano avanti le sue azioni”. Era nata il 16 novembre 1908 a Bruxelles. A 20 anni, Madeleine Cinquin (questo era il suo nome) decide di entrare in convento e a 23 anni pronuncia i voti religiosi nella congregazione di Notre-Dame de Sion (1931), prendendo il nome di suor Emmanuelle. Insegna lettere prima a Istanbul, poi in Tunisia e, infine, in Egitto. In quegli anni sensibilizza i suoi studenti delle classe più agiate a farsi carico delle difficoltà delle popolazioni più povere del loro Paese. Nel 1971, all’età di 63 anni e ormai in pensione, decide di condividere la vita dei poveri, integrandosi nella comunità dei senza dimora del Cairo dove vi rimarrà per 22 anni. Nel 1976 si unisce a lei anche suor Sarah e insieme diventano l’anima della comunità. Nel 1980, per sostenere le azioni portate avanti a favore dei poveri, fonda l’associazione Asmae (Association soeur Emmanuelle) ma nel 1993, ubbidendo alle sue superiori, la religiosa lascia definitivamente l’Egitto per unirsi alla comunità. Continua anche dall’Europa a battersi per la solidarietà. Scrive numerosi libri, partecipa ad incontri e conferenze. Nel 2002, Jacques Chirac le conferisce il grado di “commandeur” della Legione d’onore. Il 16 novembre prossimo avrebbe compiuto 100 anni. “La sua scomparsa – scrive Trao Nguyen, presidente di Asmae – lascia un vuoto immenso nei nostri cuori ma la forza del suo messaggio continuerà ad aiutarci ad essere fedeli alla sua consegna: Vivere è agire, Yalla”.“Un seme di eternità”. La morte della religiosa ha suscitato emozione e cordoglio in tanti che la conoscevano e che seguivano la sua opera. Gratitudine “infinita” è stata espressa dalla Chiesa di Francia per la “testimonianza di amore” che suor Emmanuelle ha dato con la sua vita “interamente consacrata a Dio e agli altri”. Il card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese, parla di “donna di cuore e di azione che ci mancherà”. “Ha saputo mobilitare i suoi contemporanei in favore dei più diseredati con il suo parlare schietto e la sua semplicità. Fino al suo ultimo respiro, ha saputo dare prova, instancabilmente, di un’immensa energia e di un’incrollabile fede. Penso soprattutto ai numerosi bambini e famiglie che lei ha accompagnato lungo la sua vita, prima come insegnante, poi vivendo tra i poveri nelle bidonville del Cairo e, infine, nella sua preghiera quotidiana. Ricordo un proposito che aveva appuntato in una delle sue opere: Provo una immensa riconoscenza per tutti coloro che mi hanno insegnato che l’amore è più forte della morte e porta in sé un seme di eternità”. “Seguendo il suo esempio – conclude l’arcivescovo – non cesseremo di agire per i più poveri e di testimoniare l’amore di Dio agli uomini”.Entusiasmo contagioso. Sulla stessa lunghezza d’onda anche i vescovi del Belgio: “È con profonda emozione che abbiamo appreso della sua morte, pochi giorni prima del suo centesimo compleanno – si legge in un messaggio – Per quasi un secolo, questa grande donna ha irradiato la sua generosità ed entusiasmo contagiosi in tutto il mondo. La sua vita ci invita a una maggiore solidarietà nelle prove e ci ricorda che è l’amore che salva il mondo”. “A nome dei cattolici del Belgio – un paese che è stato un po’ suo – presentiamo alla famiglia di Suor Emmanuelle e alla sua comunità religiosa il nostro cordoglio. Non dobbiamo essere tristi! Parlando della sua morte, ha detto suor Emmanuelle non ha di recente: Mi preparo al grande incontro con il Signore. Vedendo la morte ogni giorno un po’ più vicina, penso al bambino che sta per buttarsi nelle braccia di suo padre. Con suor Emmanuelle, vogliamo soprattutto ringraziare Dio per questa vita così pieno di gioia e di speranza”.