Bosnia-Erzegovina si avvicina all’UeRiforme economiche e amministrative “per modernizzare il paese”; “maggiori sforzi per garantire i diritti delle minoranze”; lotta contro corruzione e criminalità organizzata; piena libertà di espressione e di informazione; favorire il ritorno dei profughi. Sono alcune delle condizioni che il Parlamento europeo ha ribadito nel dare il via libera, durante la recente sessione plenaria, all’accordo di associazione (Asa) tra Ue e Bosnia-Erzegovina. L’emiciclo ha approvato ad amplissima maggioranza la relazione dell’europarlamentare tedesca Doris Pack, per la quale “l’accordo costituirebbe un consolidamento della prospettiva europea” di Sarajevo. Durante la discussione in aula si è poi insistito sul “segnale positivo” che si trasmetterebbe all’intera regione balcanica. Per la Bosnia-Erzegovina si tratterebbe si una “opportunità unica” per “il raggiungimento della pace, della stabilità e della prosperità”. Un emendamento presentato dal gruppo Popolare e votato dall’aula ha però precisato che la futura adesione all’Ue rappresenta una prospettiva per il paese “solo in quanto Stato unico e non per le sue entità”. Secondo il testo del Parlamento, il sostegno finanziario che verrà dall’Unione quale “strumento di preadesione” dovrà favorire la “modernizzazione dei sistemi di sicurezza sociale”, i sistemi di istruzione, nonché agevolare lo sviluppo economico e le politiche ambientali. Conferenza sui diritti e le condizioni dei disabiliIl Consiglio d’Europa ha promosso per il 29 e 30 ottobre a Strasburgo una conferenza internazionale sul miglioramento delle condizioni di vita delle persone disabili: nel programma sono stati posti diversi temi, come la piena partecipazione dei soggetti portatori di handicap alla vita sociale e professionale e la loro autonomia personale. L’evento mira a “promuovere il riconoscimento e l’applicazione della Convenzione Onu relativa ai diritti delle persone disabili e l’attuazione del Piano d’azione CdE sui disabili 2006 – 2015”. Numerosi gli esperti e i politici chiamati a intervenire, mentre al commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg è assegnato l’incarico di presentare una relazione sull’attuazione nazionale dei diritti delle persone disabili. I lavori prevedono inoltre vari seminari, “che esamineranno le questioni relative ai bambini disabili, alle donne e alle ragazze disabili, all’invecchiamento e alla disabilità, alla concezione universale dell’accessibilità, all’approccio integrato dell’uguaglianza così come alla qualità dei servizi e dell’assistenza”. La conferenza è stata preceduta dall’inaugurazione di una esposizione itinerante sulla storia della disabilità, in presenza di Maud de Boer-Buquicchio, vice segretario generale CdE e di Judit Jozsef, ambasciatrice dell’Ungheria.Clima: un appello dai sindaci di 130 cittàI sindaci di 130 grandi città di 34 paesi europei raccomandano che l’Ue “continui a combattere il riscaldamento globale come una priorità a livello internazionale”, con “il fine di definire un accordo degno di questa sfida mondiale”. È uno dei passaggi della “Dichiarazione Eurocities contro il cambiamento climatico” adottata a Lione il 27 ottobre nell’ambito di una conferenza che ha raccolto i rappresentanti delle metropoli del continente. L’iniziativa era promossa dall’associazione Eurocities, sorta nel 1986, in collaborazione con la presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea e ha affrontato i temi del cambiamento climatico e dell’efficacia energetica. Fra i relatori erano presenti François Fillon, premier francese, Stavros Dimas, commissario all’ambiente e Antonio Tajani, commissario ai trasporti. Le discussioni si sono concentrate sulla necessità di adottare un “approccio integrato” per affrontare i problemi legati ai mutamenti del clima e alla promozione dell’efficacia energetica. Attenzione è stata posta anche al Libro verde Ue sui trasporti urbani. Il Parlamento dei giovani riunito a RennesDal 24 ottobre fino al 2 novembre la città francese di Rennes ospita la quarta sessione del Parlamento europeo dei giovani organizzato dalla presidenza di turno Ue sotto il patrocinio del presidente dell’Europarlamento Hans-Gert Poettering. La sessione riunisce più di 300 ragazzi tra i 16 e i 24 anni, provenienti da 30 paesi d’Europa “per dibattere e fare proprie le grandi questioni comunitarie del momento”. Il programma “dà ampio spazio – ha spiegato Xavier Darcos, ministro francese della pubblica istruzione – agli scambi tra nazionalità diverse, permettendo così ai partecipanti di vivere la loro cittadinanza europea”. Nella settimana di Rennes sono previsti interventi di Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione europea, e di altre personalità del mondo politico ed economico. I giovani, ripartiti in diverse commissioni di lavoro, redigono delle risoluzioni che vengono poi dibattute e votate in seduta plenaria. Sono inoltre disponibili mostre, escursioni, momenti culturali e si svolgerà un “concerto europeo”.