COMECE

Il passaggio da compiere

Chiesa cattolica e futuro dell’Europa nel pensiero del nuovo segretario

Si terrà dal 12 al 14 novembre a Bruxelles l’assemblea plenaria d’autunno della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Tema dell’incontro, al quale per la prima volta prenderà parte il nuovo segretario generale, padre Piotr Mazurkiewicz, “Le sfide attuali dell’Europa”. La plenaria si svolgerà nei nuovi locali della Comece, che lascerà la sede attuale di rue Stévin 42 per trasferirsi a Square de Meeüs 19/1. La nuova sede verrà inaugurata ufficialmente in occasione della plenaria di primavera nel marzo 2009.Ciò che siamo e ciò che vogliamo essere. “Ciò che siamo e ciò che vogliamo essere: questo è il passaggio che ci attende e ci impegna per definire l’identità europea senza ambiguità. Si tratta di pensare e realizzare un progetto culturale adeguato all’oggi e al quale la Chiesa cattolica offrirà il suo specifico contributo perché siano tutelati e promossi i diritti fondamentali dell’uomo, compresa la libertà religiosa, e perché ‘i principi non negoziabili’ illuminino sempre il pensare e l’agire politico”. Padre Piotr Mazurkiewicz, nuovo segretario generale della Comece, al suo primo incontro con i giornalisti a fine ottobre nella sede della commissione stessa, ha avuto parole chiare sul futuro dell’Europa. “La Comece – ha spiegato riferendosi al ruolo dell’organismo ecclesiale di cui coordina l’iniziativa – ha il compito di informare correttamente le Chiese europee dell’attività delle istituzioni e di riportare correttamente il pensiero delle stesse Chiese alle istituzioni realizzando così, nel rispetto e nell’autonomia di entrambi, un rapporto di cooperazione in risposta alle diverse esigenze dei cittadini”. Ad esempio, di fronte alla attuale crisi finanziaria “la dottrina sociale della Chiesa offre indicazioni morali ed etiche preziose anche per l’inedita riflessione che, di fronte alla grave questione, l’Unione europea ha avviato sul rapporto politica, economia ed etica”.Il pensiero europeo. “Europeanizzazione”, dal titolo di una sua tesi di dottorato, è una parola difficile e padre Mazurkiewicz la spiega così a SIR Europa: “Il termine europeanizzazione richiama il termine colonizzazione che ovviamente non può essere minimamente accettato. Intendo solo indicare un rischio da evitare e cioè confondere l’integrazione con l’omologazione e con l’appiattimento che portano alla scomparsa o alla emarginazione delle diversità e delle minoranze. Tutti i popoli e tutte le persone abiteranno nella casa comune europea e contribuiranno a renderla migliore se si sentiranno rispettati. Il rispetto dell’altro è il fondamento di un ‘Europa autenticamente unita. Occorre, quindi, intendersi bene sull’identità culturale che, non c’è dubbio, rifiuta sia lo scetticismo sia l’ottimismo superficiale e inconcludente. Il progetto culturale europeo a cui alludo si pone come percorso intellettuale e di fede che la Chiesa cattolica è chiamata a percorrere e a proporre in coerenza alla Parola di Dio e al magistero. È un itinerario di speranza quello che i cattolici vivono nei loro diversi Paesi e che indicano anche all’Europa sempre in un atteggiamento di dialogo serio e onesto con tutti coloro che, nelle diverse culture, confessioni cristiane e religioni sono alla ricerca della verità. Ed è proprio la verità su Dio e sull’uomo che le radici cristiane richiamano con vigore chiedendo ai cattolici un supplemento di pensiero e di presenza sul cammino europeo. È un progetto da definire e rendere efficace, è il passaggio da compiere per il bene dell’Europa”Da Varsavia a Bruxelles. Padre Piotr Mazurkiewicz è stato eletto il 9 settembre 2008 dai vescovi membri della Comece e in accordo con il Vaticano per un mandato di tre anni. Padre Mazurkiewicz – di nazionalità polacca – succede a mons. Noël Treanor, ordinato vescovo di Down & Connor (Irlanda del Nord) il 9 giugno scorso ed è entrato in carica il 1° ottobre. Mons. Adrianus van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della Comece, ha salutato la nomina di padre Mazurkiewicz “come un segno di speranza per la Chiesa in Europa”. Nato nel 1960, il nuovo segretario generale della Comece è un sacerdote dell’arcidiocesi di Varsavia dove dirige l’Istituto di Politologia alla Università Cardinal Stefan Wyszynski. È specialista di questioni europee, di filosofia politica e di dottrina sociale della Chiesa. Nel 2002, ha sostenuto una tesi di dottorato su “Europeanizzazione dell’Europa. L’identità culturale dell’Europa nel contesto del processo di integrazione”. Al servizio della Conferenza episcopale polacca, è membro del gruppi dei consiglieri sulla Unione Europea e a questo titolo ha collaborato più volte con la Comece, partecipando anche alla redazione del rapporto dei vescovi europei “Il divenire dell’Unione Europea e la responsabilità dei cattolici”.