UE27

Tempi difficili

Preoccupanti le previsioni economiche 2008 – 2010

È cambiato il clima che si respira nei corridoi della Commissione europea. L’instabilità dei mercati finanziari si è trasformata in stagnazione economica o in crisi vera e propria e ora occorrono quei provvedimenti “efficaci e coordinati” invocati da mesi. Così Joaquin Almunia, commissario agli affari monetari, presentando il 3 novembre le Previsioni economiche 2008-2010 per la zona euro e per l’Ue27, ha parlato, senza mezzi termini, di “situazione precaria” e di “considerevoli incertezze per il futuro”.Recessione generalizzata. Il documento preparato dall’Esecutivo è stato preso in esame dall’Ecofin nella riunione del 4 novembre. Nella stessa sede i ministri economici e finanziari Ue hanno discusso le proposte che l’Unione europea dovrebbe portare al vertice internazionale di Washington il prossimo 15 novembre, quando, al capezzale di un’economia malata siederanno anche Stati Uniti, Giappone, Russia, Cina, India e gli altri “giganti” mondiali. Almunia si sofferma, più che sui numeri, sugli effetti di una “recessione generalizzata” che colpisce i sistemi produttivi, gli scambi commerciali, i bilanci pubblici e i consumi delle famiglie europee. Nel 2008 la crescita economica dell’Unione dovrebbe collocarsi all’1,4%, ossia la metà rispetto allo scorso anno; un ulteriore rallentamento si dovrebbe confermare per il 2009 (0,2%), per poi “riprendere progressivamente” la marcia nel 2010. Nei 15 Stati che aderiscono alla moneta unica la flessione è ancora più evidente: 1,2% nel 2008; 0,1% nel 2009; 0,9% l’anno successivo. Economia ferma, disoccupazione in crescita. Almunia ricorda che a livello europeo e internazionale si stanno assumendo dei provvedimenti per sostenere l’economia, ma i risultati “per ora non si possono misurare”. Allo stesso modo è atteso “un aumento del tasso di disoccupazione di circa l’1%” nel medio periodo, mentre l’inflazione dovrebbe rimanere sotto controllo, “anche grazie alla contrazione dei prezzi del petrolio” e alle misure assunte dalle Banche centrali. L'”orizzonte a tinte fosche” tracciato dal commissario Almunia riguarda l’Europa ma non esclude gli altri competitori planetari. “Finora – ha aggiunto Almunia – le economie emergenti hanno resistito meglio rispetto a quelle di Ue e Stati Uniti, ma anch’esse non dovrebbero uscirne indenni”. Sempre secondo gli esperti di Bruxelles, il Prodotto interno lordo degli Usa dovrebbe arrivare all’1,5% nell’anno in corso, per scendere a -0,5% nei successivi dodici mesi e risalire all’1% nel 2010 (a politiche invariate). Comunque uno sguardo internazionale lascia intravvedere una sensibile frenata: dopo tassi medi di crescita nel mondo pari al 5% per il periodo 2004-2007, si passerebbe al 3,7% del 2008 e al 2,2 nel 2009. Gli effetti paese per paese. Secondo gli esperti della Commissione, le “prospettive economiche saranno poco incoraggianti per l’Ue” nel medio periodo e mentre ci si può attendere un raffreddamento dei prezzi, dovrebbero peggiorare i conti pubblici e crescere la disoccupazione in diversi paesi. La crisi dell’economia reale sembra avere conseguenze differenti nei vari Stati Ue. In Germania il Prodotto interno lordo, che nel 2007 era al 2,5%, quest’anno scenderebbe all’1,7% e l’anno prossimo avrebbe una crescita nulla (0%). Una frenata sensibile è stabilita per la Francia e peggio ancora dovrebbe andare nel Regno Unito (dal 3% del 2007 a -1% nel 2009). All’Italia è assegnata una crescita nulla sia quest’anno che nel 2009. Pur in una situazione generalizzata di contrazione economica, non mancano le realtà nazionali più dinamiche, come Finlandia, Paesi Bassi e Grecia. Per la Polonia il dato del Pil nel 2007 era al 6,6%: quest’anno scende al 5,4% e al 3,8% nel 2009. Buone le performances di Slovenia e Slovacchia, mentre per alcuni paesi è previsto uno choc: ad esempio l’Irlanda passerebbe dal 6,0% nel 2007 a dati sotto lo zero nel 2008 e 2009; la Lettonia addirittura dal 10,3 del 2007 a -2,7 nel 2010. Recessione certificata inoltre per Spagna ed Estonia, mentre l’Ue è già accorsa nei giorni passati in aiuto dell’Ungheria. Contromisure Ue. Il commissario spagnolo cerca però di guardare avanti e avverte che “occorre un’azione coordinata a livello comunitario per sostenere l’economia reale, simile a quella condotta sul versante finanziario”. Almunia ribadisce le proposte di massima avanzate dall’Esecutivo la scorsa settimana “per stimolare gli investimenti e sostenere il lavoro e la domanda”: un vero e proprio “piano” sarà presentato il 26 novembre e, come ha spiegato il presidente della Commissione José Manuel Barroso , “comprenderà anche misure a breve termine”. La Commissione vorrebbe stanziare “ulteriori fondi mentre pensa a nuovi usi dei fondi esistenti”; intende poi “aumentare i capitali messi a disposizione della Banca europea per gli investimenti”, l’istituto di credito dell’Ue. “La banca ha già messo insieme un pacchetto di prestiti di 30 miliardi di euro per venire in aiuto alle piccole imprese che hanno difficoltà a ottenere finanziamenti”.