BARACK OBAMA
L’auspicio e la speranza dell’Unione Europea
Se ancora fosse stata necessaria la conferma che l’elezione del presidente degli Stati Uniti è un evento di portata mondiale, ogni dubbio si è dissolto all’indomani del voto del 4 novembre. Da ogni angolo del pianeta sono giunti auguri, complimenti e auspici al neo eletto Barack Obama, primo “afroamericano” (come si definisce) a insediarsi, dal prossimo gennaio, alla Casa Bianca.Un new deal per un nuovo mondo. “Abbiamo bisogno di un new deal , una nuova intesa, per un nuovo mondo”; “spero sinceramente che con la leadership del presidente Obama gli Stati Uniti d’America uniranno le loro forze con l’Europa per questa nuova intesa. Per il bene delle nostre società, per il bene del mondo intero”. José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, è stato tra i primi a complimentarsi con il vincitore delle elezioni. “Voglio rassicurare il senatore Obama – ha aggiunto da Bruxelles il capo dell’Esecutivo – sul sostegno della Commissione europea e mio personale per affrontare insieme le tante sfide che ci attendono. Dobbiamo trasformare la crisi attuale in una nuova opportunità”. Anche il presidente dell’Europarlamento, Hans-Gert Poettering ha citato il “difficile momento” e le “grandi sfide” che attendono gli Usa di Obama. Del resto l’esito delle urne “ha confermato la capacità di ripresa che è stata spesso evidente nei momenti di difficoltà della storia americana”. Poettering ha invitato Obama al Parlamento Ue, in occasione della sua visita in Europa (aprile 2009) per il summit della Nato.Partenariato transatlantico. “Calorose felicitazioni” sono state espresse a Obama da Nicolas Sarkozy, presidente francese e presidente di turno del Consiglio europeo. “Più che mai gli europei hanno seguito con passione la campagna elettorale negli Stati Uniti: anzitutto perché la democrazia americana è capace di esprimere grandi disegni, di grande ambizione; e soprattutto perché l’Europa ha bisogno di un’America pienamente impegnata nel dialogo e nella cooperazione”. L’Ue, ha aggiunto Sarkozy, “vede in questa elezione la promessa di un partenariato transatlantico rafforzato, al servizio dei valori universali che ispirano i popoli dell’Europa e degli Stati Uniti e in grado di far fronte, insieme, alle sfide del ventunesimo secolo”.Auguri da tutti i continenti. Vari leader europei e di altri continenti hanno sottolineato ciascuno specifici elementi della figura del neo eletto democratico. Il premier britannico, Gordon Brown, ne ha indicato i “valori progressisti” e la positiva “visione del futuro”; la cancelliera tedesca Angela Merkel s’è detta “convinta che, in stretta e fiduciosa collaborazione tra Stati Uniti ed Europa, riusciremo ad affrontare con decisione i nuovi pericoli e sfruttare le numerose possibilità che si offrono nel nostro mondo globale”. Il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha ribadito il legame “storico e politico, culturale e umano” fra popolo americano e italiano. Reazioni favorevoli anche da Russia, Afghanistan, varie nazioni africane e sudamericane, da Israele (“radioso future per le relazioni con gli Usa”) e Autorità palestinese (“accelerare gli sforzi comuni per la pace in Medio Oriente”). Il presidente cinese, Hu Jintao, ha dichiarato: “In questa storica era, guardo alla possibilità che le nostre relazioni bilaterali giungano a un nuovo livello di cooperazione costruttiva”; “il miglioramento delle relazioni fra i due paesi sarà un bene per i popoli cinese e americano, ma anche per i popoli di tutto il mondo”.Le voci dall’Europarlamento. Tornando all’Europa, si sono registrati vari interventi di leader politici del Parlamento dei 27. Joseph Daul, capogruppo popolare a Strasburgo, ha commentato il voto a partire dalle urgenze economiche: “Nel momento in cui la crisi finanziaria, e le sue ricadute sull’economia, provengono essenzialmente dall’assenza o dal deficit di regole dei mercati americani, il nostro compito è di lavorare mano nella mano con gli Stati Uniti” e “con le altre potenze mondiali, per dotarci di regole adatte a una nuova economia”. Martin Schulz, alla guida dei socialisti, ha spiegato: “Esorto il presidente eletto a rinnovare le relazioni tra Usa e Ue e a lavorare con noi per il progresso nel mondo. Chiudendo Guantanamo e stracciando il piano per lo scudo missilistico su suolo europeo, invierebbe un primo segnale delle sue intenzioni per una nuova epoca delle relazioni tra i nostri continenti” Il capogruppo liberaldemocratico Grahman Watson ha sostenuto invece che “da candidato, Obama si era impegnato a porre termine alle divisioni fra gli americani e fra l’America e la comunità internazionale: divenuto presidente, non gli resta che concretizzare questi impegni”. Francis Wurtz, presidente del gruppo della sinistra unitaria, ha sottolineato come l’elezione di un “afroamericano” alla presidenza sia avvenuta “solo una quarantina d’anni dopo la dura lotta per i diritti civili” in America.