UMBRIA
Insediata la Consulta regionale dell’immigrazione
Insediata a Perugia la “Consulta regionale dell’immigrazione” per far fronte ai problemi dei lavoratori extracomunitari e delle loro famiglie. L’organismo ha visto la luce dopo diciotto anni: la sua costituzione era, infatti, prevista fin dall’approvazione della legge regionale n. 18 del 1990, “Interventi a favore degli immigrati extracomunitari”. L’occasione dell’istituzione della Consulta è stato un incontro in Regione per discutere il primo Rapporto sulla condizione dei migranti in Umbria e per esprimere un parere sul “Programma 2008” relativo agli interventi in materia. Fanno parte del nuovo ente rappresentanti delle comunità straniere presenti sul territorio regionale, delle organizzazioni produttive e sindacali, dei patronati, del mondo della cultura, dell’istruzione e del tempo libero. La Consulta si deve subito confrontare con i nuovi dati sull’immigrazione in Umbria, pubblicati nel Dossier statistico immigrazione di Caritas/Migrantes, edizione 2008. Nella patria dei santi Benedetto e Francesco, precursori dell’accoglienza dello straniero sul territorio regionale, gli immigrati regolari sono più di 82.000 su 884.450 umbri. 65.200 sono i cittadini stranieri soggiornanti nella Provincia di Perugia; 17.000 quelli soggiornanti nella provincia di Terni.Iniziativa apprezzabile. La Consulta regionale, sottolinea l’avvocato Giorgio Pallucco, impegnato per conto della Caritas proprio nel sostegno ai cittadini immigrati e alle pratiche burocratiche che devono adempiere, “rappresenta un organismo di collegamento tra l’istituzione regionale e le associazioni del volontariato, sia cattoliche che laiche, il mondo sindacale e quello della scuola. Può anche essere uno strumento per collaborare sempre più con le numerose associazioni di immigrati presenti, tutte fortemente impegnate a rappresentare le istanze collegate al fenomeno migratorio nel territorio umbro”. L’auspicio, continua l’avvocato, è che “la Consulta sappia cogliere ogni impulso proveniente dai suoi componenti al fine di raggiungere un sempre maggiore livello di integrazione tra la popolazione umbra e i suoi nuovi cittadini”. La Caritas regionale, aggiunge Pallucco, esprime “apprezzamento per la costituzione di questo organismo e si impegna affinché le proposte provenienti dal mondo cattolico possano trovare contenuto e concretezza nella programmazione regionale riferita alle politiche migratorie”.Per una vita migliore. Per conto della Chiesa umbra nella Consulta c’è la Migrantes, rappresentata da mons. Luigi Filippucci. Il sacerdote della diocesi di Foligno esprime apprezzamento per la decisione del neo-organismo di realizzare un Rapporto sull’immigrazione in Regione attraverso gli esperti dell’Agenzia Umbria ricerche (Aur). “In questo studio però – evidenzia Filippucci – bisognerebbe conoscere gli immigrati come persone-testimoni che vengono a noi per dirci cosa avviene per causa della fame, delle ingiustizie, delle violenze, delle rivalità etniche nelle loro terre, e che portano non solo forza lavoro, ma anche valori per la nostra cultura sempre più grigia e un grande desiderio di una vita migliore”. Sarebbe anche interessante, a giudizio del sacerdote, “riuscire a sapere cosa si aspettavano venendo in Italia e invece cosa hanno trovato”. Mons. Filippucci propone quindi un salto di qualità nel considerare l’immigrato: non vederlo più solo come soggetto da assistere, ma come persona che ha un suo lato politico, sociale, morale e religioso. Il sacerdote anticipa che è intenzione della Migrantes di incontrare, nel prossimo futuro, i sacerdoti extracomunitari presenti in Umbria per cercare di capire meglio le esigenze dei loro connazionali.Legislazione carente. “Speriamo che la Consulta funzioni”. È in sintesi il pensiero dell’associazione immigrati in Umbria, una delle numerose realtà che affiancano i cittadini extracomunitari che si affacciano in Umbria. Livia Maitino, referente dell’associazione, è scettica circa il funzionamento della Consulta. “Ho partecipato a quella del Comune di Perugia – racconta – e non ha avuto un grande successo. Purtroppo, dobbiamo constatare che le istituzioni sono poco preparate in tema di immigrazione. Personalmente, e la mia idea era stata anche condivisa dall’Istituto scolastico regionale, avevo proposto un Forum anziché una Consulta”. Un Forum tematico al quale “potessero partecipare tutti gli immigrati interessati a questo o quel problema. Ognuno avrebbe potuto portare la propria idea. Noi che siamo in prima linea e che viviamo le varie situazioni di un cittadino immigrato ci rendiamo conto che in Umbria la legislazione in questo settore è carente e, spesso, è anche carente il modo con cui viene interpretata”.a cura di Francesco Carlini(12 novembre 2008)