GERMANIA - UNGHERIA

Perché mai più accada

La “Notte dei cristalli”: 70 anni dopo

Un invito a lottare”contro ogni forma di antisemitismo e di discriminazione, educando soprattutto le giovani generazioni al rispetto e all’accoglienza reciproca”. A lanciarlo è stato il Papa, che dopo l’Angelus del 9 novembre, ha ricordato la cosiddetta “Notte dei cristalli”; che ha dato il via alla persecuzioni del popolo ebraico. “Ricorre quest’oggi il 70° anniversario di quel triste avvenimento, verificatosi nella notte fra il 9 e il 10 novembre 1938, quando si scatenò in Germania la furia nazista contro gli ebrei”, le parole del Pontefice. “Ancora oggi – ha detto Benedetto XVI – provo dolore per quanto accadde in quella tragica circostanza, la cui memoria deve servire a far sì che simili orrori non si ripetano mai più e che ci si impegni, a tutti i livelli, contro ogni forma di antisemitismo e di discriminazione, educando soprattutto le giovani generazioni al rispetto e all’accoglienza reciproca”. Questo anniversario è stato ricordato anche in Germania ed Ungheria.“L’abisso della disumanità”. Per il 70° anniversario della Notte dei cristalli, il presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Robert Zollitsch, e il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca, vescovo Wolfgang Huber, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta di commemorazione. “Il 9 novembre è una data importante della storia tedesca. Nel 1918, la repubblica venne proclamata in quella data. Per noi contemporanei, il 9 novembre 1989 è legato a vivi ricordi – il giorno in cui cadde il muro di Berlino e venne scritto un nuovo capitolo della libertà e dell’unità in Germania. Ma nel 2008, il nostro sguardo deve rivolgersi in modo particolare all’epoca più buia della nostra storia”. “Le immagini terribili di sinagoghe in fiamme sono stampate nella nostra memoria e ci insegnano anche oggi, che là dove non c’è rispetto per il sacro e per quanto è al di là dell’intervento umano, non esiste neanche alcun rispetto per la persona”. I capi delle due Chiese hanno ricordato la testimonianza di cristiani che sfidarono gli autori dei pogrom, la quale, tuttavia, “non può coprire le titubanze o il tradimento di altri. Ci rammenta anche che le voci dell’umanità e dell’amore per il prossimo non sono mai completamente ammutolite persino davanti agli abissi più nefandi della disumanità”. “Ricordare i pogrom dei 1938 sarebbe tuttavia vano se non la unissimo alla questione della solidarietà pratica che dobbiamo a coloro che oggi sono ingiustamente perseguitati e che sono vittime della violenza”, hanno osservato aggiungendo che “l’antisemitismo e il razzismo non sono superati. Il peccato dell’indifferenza verso la sofferenza degli altri non si estingue”. “Il ricordo della notte terribile e delle sue conseguenze – hanno concluso – è di grande importanza proprio ora che le voci dei testimoni di quel periodo si spengono. Questo ricordo ci esorta a fare di tutto per realizzare una società nella libertà e nel rispetto reciproco, responsabile davanti a Dio e agli uomini”. “Una bruciante vergogna”. “Molte persone sono state uccise e migliaia deportate, più di 8000 negozi sono stati distrutti, 1.400 sinagoghe bruciate e danneggiate, , ma il mondo non ha reagito”. “Se questa cosa è successa una volta, essa può succedere ancora”. E’ il grido lanciato dal card. Péter Erdö, arcivescovo di Esztergom-Budapest, primate di Ungheria e presidente del Ccee, alla cerimonia di commemorazione della “Notte dei cristalli” che si è tenuta al memoriale dell’Olocausto a Budapest. La commemorazione – alla quale hanno preso la parola anche il rappresentante del Parlamento ungherese László Mandur, il rabbino capo István Domán e l’ambasciatore di Israele Aliza Bin-Noun, – ha dato anche il via ufficiale al 20° incontro dell’International Catholic-Jewish Liaison Committee. La tragedia dell’olocausto – ha detto il cardinale Erdö – dimostra che “la storia funziona” così se “l’umanità viene a patti con il fatto che le persone sono discriminate o uccise. Ciò potrebbe accadere anche oggi, se reagiamo con indifferenza quando le vetrine dei negozi sono rotte violentemente, le automobili bruciate o quando le persecuzioni contro i cristiani continuano in diversi Stati membri dell’India”. “Dobbiamo guardare giorno per giorno nello specchio della verità e della giustizia – ha detto il cardinale -. Dobbiamo essere attenti, se i sentimenti dell’odio risorgono. Breve è il percorso che separa il pensiero del male dal cuore alle case bruciate”, “da Birkenau a Butovo, da Voivodina alla Bosnia”. Nel suo intervento, il rappresentante del Parlamento ungherese, László Mandur ha fatto riferimento alla presenza del Comitato ebraico-cattolico di dialogo che ha scelto Budapest come sede per il suo 20° incontro. “Voi contribuite molto ad uscire da questa bruciante vergogna. I vostri discorsi, la massiccia forza della vostra fede e il vostro insegnamento basato sulla Sacra Scrittura e la saggezza umana svolgono un ruolo significativo, nonostante le nostre differenze culturali”.