Russia terzo partner commerciale dell’Ue27Crescono le relazioni economiche fra Ue27 e Russia: fra il 2000 e il 2007 gli scambi di beni si sono triplicati; in aumento anche gli scambi di servizi e gli investimenti diretti. È quanto ha certificato Eurostat alla vigilia del summit tra Ue e governo russo, fissato per il 14 novembre a Nizza (Francia). L’istituto statistico della Comunità ha aggiunto che “questa crescita rapida è proseguita nel primo semestre 2008: il valore delle esportazioni dei paesi dell’Ue verso la Russia è passato da 40 miliardi di euro nel primo semestre 2007 ai 50 miliardi” dello stesso periodo di quest’anno. Uguale segno positivo si registra per le importazioni dell’Ue27 dalla Russia, passate da 69 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2007 a 88 miliardi da gennaio a giugno 2008. La Russia assorbe l’8% delle esportazioni totali dell’Unione europea e rappresenta l’11% delle importazioni dei 27 Stati membri dell’Unione. Il grande paese eurasiatico rappresenta di fatto il terzo partner commerciale dell’Ue, dopo Stati Uniti e Cina. Tra gli Stati membri, la Germania (con 16 miliardi di euro) è di gran lunga il primo paese esportatore comunitario verso la Russia, seguito da Italia (5 miliardi) e Finlandia (4). La Germania è anche il primo importatore, seguito dai Paesi Bassi. Crisi finanziaria e situazione economica mondiale sono stati posti fra i punti all’ordine del giorno del summit, assieme al nodo del conflitto caucasico, alle forniture energetiche e ai cambiamenti climatici. Volontariato e lavoro, le richieste dei giovaniDedicare il 2011 al volontariato. La proposta, già emersa in passato, è ora ripresa nel documento conclusivo della Settimana europea della gioventù, svoltasi in tutta l’Ue dal 2 al 9 novembre. Oltre 500 manifestazioni si sono tenute in tale contesto, con la partecipazione di diverse migliaia di under30. Fra di esse, la Festa dei giovani di Bruxelles del 5 novembre e la conferenza nella sede dell’Europarlamento il giorno successivo, alla presenza del commissario Jan Figel’ e di vari deputati. Sono stati altresì valutati 33 progetti in ambito interculturale delineati da giovani, provenienti da tutto il continente, e tre di essi sono stati premiati dalla Commissione. Nel testo finale della Settimana, trasmesso alle autorità Ue, si chiedono alcuni interventi come, ad esempio, “la soppressione di tutti gli ostacoli burocratici e giuridici che ostacolano la partecipazione dei giovani alla vita pubblica e sociale”. Nel settore solidarietà si riconoscono i positivi sostegni e i progetti dell’Unione europea, fra cui il Servizio di volontariato europeo e le attività comprese nel programma “Gioventù in azione”. “Tuttavia permangono numerose difficoltà che dissuadono” ragazzi e ragazze a operare in tale direzione: anche per questa ragione giunge la richiesta di fare del 2011 l’Anno europeo del volontariato. Altri temi affrontati nel corso della Settimana e nel documento finale sono il lavoro (occupazione, qualità degli impieghi, formazione), lo spirito d’impresa, l’integrazione sociale. Figel’ ha ribadito che le indicazioni emerse verranno prese in considerazione nel corso del 2009, quando l’Ue dovrà riformulare le politiche giovanili Ue.Lavoro, quale parità fra uomini e donne?”Di fronte alle sfide economiche, demografiche e sociali dell’Europa, e sebbene ci sia stato un miglioramento sensibile della situazione occupazionale” femminile, “sono ancora necessari sforzi per migliorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la conciliazione tra la vita familiare e la vita professionale”. In tale quadro di riferimento, l’Ue ha promosso il 13 e 14 novembre al Grand Palais di Lille (Francia) una conferenza intitolata “Parità tra uomini e donne nella vita professionale, un obiettivo economico a fronte della sfida demografica”. Lo scopo della riunione internazionale era di “precisare i vari aspetti legati alla questione della parità professionale” tra maschi e femmine, ma “anche di definire gli obiettivi da raggiungere e di valorizzare le buone pratiche esistenti nei paesi europei”. L’evento è ruotato attorno a quattro tematiche principali ed altrettante tavole rotonde: la prima dedicata alla questione del “carattere misto” delle professioni (diversificazione dell’orientamento delle ragazze e dei ragazzi nei corsi di studio e degli impieghi) e dell’accesso delle donne ai posti di decisione; la seconda sulla “qualità” delle occupazioni delle donne e della tutela dei loro percorsi professionali. La terza tavola rotonda era fissata sulla parità retributiva tra uomini e donne, a fronte di una situazione in cui esse “guadagnano in media il 15% in meno degli uomini” a parità di mansioni. Infine la quarta tavola rotonda era centrata sulla conciliazione tra la vita professionale e la vita personale (orari di lavoro, part-time, servizi per l’infanzia, servizi alle famiglie).