LIGURIA

Per imprese e famiglie

La finanziaria 2009

Aiuti alle imprese e sostegno alle famiglie: sono gli assi portanti della finanziaria 2009 della Regione Liguria. La manovra è già stata delineata nelle sue linee portanti, presentata ufficialmente e sarà approvata, per la prima volta dopo 16 anni, entro la fine dell’anno precedente il suo esercizio. I temi principali sono la protezione sociale e lo sviluppo economico, con l’idea di compensare, per quanto è possibile, con fondi regionali i tagli ai servizi locali decisi dal Governo, in particolare riguardo ai servizi alle persone. Con questi intendimenti la Regione ha deciso di erogare contributi al fondo per la non autosufficienza, ai servizi all’infanzia e al fondo sociale. Sui 120 milioni necessari per i servizi alla persona, i contributi regionali ammontano a circa 80, oltre la metà. Ulteriori risorse con effetti di protezione sociale e mantenimento del livello di servizi locali sono rappresentati da due milioni di euro a favore delle comunità montane, da 1,5 milioni aggiuntivi per il trasporto locale e due milioni di euro per la viabilità. Per quanto riguarda gli aiuti alle piccole e medie imprese, la Regione procederà al cofinanziamento di tutti i fondi europei, nell’ordine del dieci per cento. Per gli investimenti saranno a disposizione due milioni di euro. Soddisfazione per l’attenzione alla famiglia. “Soddisfazione” per gli “stanziamenti prioritari a favore delle famiglie” è stata espressa dal Forum ligure delle associazioni familiari. Il presidente del Forum, Anna Maria Panfili, ha affermato che “in un momento economicamente così delicato” il fatto che “il bilancio previsionale della Regione si proponga di tenere conto delle sofferenze dei bilanci delle famiglie è certamente in linea con una corretta interpretazione del decentramento delle competenze e in linea anche con il principio di sussidiarietà”. “La scelta della Regione di dare ampio spazio alle spese per il sociale – ha aggiunto – dimostra senso di responsabilità e conferma che è concretamente possibile, per le pubbliche istituzioni, agevolare la famiglia e l’adempimento dei suoi compiti, come prevede la nostra Costituzione”; per fare ciò “è sufficiente riconoscere che la famiglia è il metodo più efficace di tutelare i diritti e le libertà della persona ed assegnarle priorità nell’azione legislativa ed amministrativa”.Favorire l’autonomia. Panfili ha poi espresso l’augurio che “nell’attuazione dei piani di spesa sia garantito un adeguato coinvolgimento della voce delle famiglie, in linea con le ottime esperienze già maturate dalla Regione” come, ad esempio, il “Progetto Liguria famiglia”. Per il presidente del Forum, inoltre, “è importante che la spesa per il sociale sia finalizzata a garantire la consapevolezza e l’autonomia della famiglia, e la conseguente attuazione delle libertà fondamentali delle persone che la compongono, non bastando a tal fine che siano assicurati interventi di mera assistenza”. Su questa linea “è certamente molto apprezzabile il favore espresso dalla Regione verso progetti sperimentali di abbattimento dei costi dei servizi per le famiglie (le cosiddette «family cards») o la mediazione familiare”.Puntare sulla sussidiarietà. Anche Marco Castagnola, presidente della Compagnia delle Opere (Cdo) Liguria, ha espresso il suo “apprezzamento” per la scelta della Regione “di aver privilegiato i due settori del sociale e delle imprese”. Castagnola ha manifestato compiacimento anche per il metodo che ha portato alla stesura del testo, “che si è concretizzato in numerosi incontri tra l’ente regionale da una parte e imprese, sindacati e parti sociali dall’altra”. Per Castagnola è però necessario che la Regione si muova sempre più in un’ottica di “sussidiarietà”. In altre parole, ha affermato, “in un momento come questo, anche se l’intervento delle istituzioni pubbliche è fondamentale, occorre evitare il rischio che sia sempre l’ente pubblico a risolvere i problemi”. “Al contrario – ha aggiunto – è necessario che siano le singole realtà a trovare le soluzioni”.Aiutare la collaborazione tra imprese. Castagnola ha poi sottolineato che “l’aiuto alle piccole e medie imprese dev’essere incentrato nel favorire il lavoro di rete e la collaborazione reciproca tra gli imprenditori”. “È capace di affrontare crisi e cambiamenti – ha spiegato ancora il presidente della Cdo Liguria – un imprenditore che sa riscoprire la motivazione per cui fa impresa, ossia il bene comune, e l’imprenditore che non è solo, che vede negli altri non dei competitori ma dei concorrenti, nel senso di «correre insieme»”. Oltre a queste considerazioni, Castagnola ha poi ricordato che per aiutare le imprese, oltre alle misure di sostegno al credito, basterebbe “una semplice misura a costo zero”, ossia “che le pubbliche amministrazioni pagassero regolarmente e in tempi brevi, come prescritto dalle normative europee, e non in tempi inaccettabili”. In tal modo, ha evidenziato, “si libererebbero molte risorse e gli imprenditori potrebbero non indebitarsi a breve termine, per far fronte ad esigenza di cassa, ma a lungo termine utilizzando i fondi gli investimenti”. a cura di Adriano Torti(19 novembre 2008)