COMMISSIONE UE

Un pacchetto per l’energia

Migliorare l’efficienza europea e ridurre le importazioni

“Nell’ultimo anno il prezzo dell’energia è aumentato mediamente del 15% nell’Unione europea. Il 54% dell’energia utilizzata in Europa viene importato, con un costo di 700 euro per ogni cittadino”. “Dobbiamo affrontare con urgenza questa situazione, con misure che migliorino l’efficienza e riducano la nostra dipendenza dalle importazioni”. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, arricchisce con alcuni dati la presentazione del nuovo pacchetto di strumenti “inteso a dare impulso alla sicurezza energetica dell’Europa”. Minor inquinamento, maggiore efficienza. Il documento, richiesto dal Consiglio dei capi di Stato e di governo del marzo 2007, era atteso alla vigilia del summit di metà dicembre, in cui l’Unione dovrebbe approvare le misure per contrastare i cambiamenti climatici e perseguire l’ormai noto obiettivo del 20-20-20 (ossia riduzione del 20% di emissioni di anidride carbonica; aumento del 20% dell’efficienza, aumento del 20% delle energie rinnovabili). L’Esecutivo propone ora una “rinnovata strategia per la solidarietà in campo energetico tra gli Stati membri” e una “politica volta a incentivare gli investimenti in reti più efficienti e che distribuiscano energia a basse emissioni di carbonio”. Negli ultimi tempi la Commissione ha già varato provvedimenti per la liberalizzazione dei mercati e per lo sviluppo di tecnologie di ultima generazione. Resta poi sullo sfondo il complesso scacchiere degli accordi con partner internazionali per fonti sicure a prezzo decrescente. In tal senso sarà ad esempio importante valutare gli esiti del summit Ue/Russia del 14 novembre. Risparmiare e investire. Ma nel futuro dell’Europa non ci possono essere solo petrolio, gas, carbone: le fonti inquinanti sono già ampiamente utilizzate nel vecchio continente, mentre al nucleare ricorrono solo una parte degli Stati aderenti. L’Esecutivo conferma dunque l’obiettivo 20-20-20 che alcuni Stati contestano (i costi delle misure per tutelare l’ambiente ricadrebbero sui sistemi economici in un momento già difficile di recessione) ed esamina poi le problematiche di medio e lungo periodo che l’Europa dovrà affrontare tra il 2020 e il 2050. Inoltre, uno specifico “pacchetto di proposte a favore dell’efficienza punta a far risparmiare energia in alcuni settori chiave”, ad esempio l’edilizia, gli impianti di riscaldamento e di condizionamento. “Dobbiamo investire e diversificare” oltre che risparmiare, conferma Barroso. Il commissario all’energia, Andris Piebalgs, punta proprio sul fattore economico. “Investire in energia – afferma -, anche in efficienza energetica, significa dare alla nostra economia quella spinta di cui ha bisogno in tempi d’incertezza come questi”.Più spazio alla solidarietà. Nel presentare il nuovo piano d’azione comunitario (13 novembre), la Commissione ha definito alcune priorità inderogabili. La prima rimane “la necessità di adottare e di mettere in atto in tempi brevi azioni che permettano di realizzare le decisioni del Consiglio europeo” del marzo 2007. Il blocco di proposte della Commissione sulla riduzione di gas a effetto serra e per l’aumento di energie rinnovabili ed efficienza risale al gennaio 2008 “e nelle prossime settimane – specifica Piebalgs – il Consiglio e il Parlamento saranno chiamati ad adottarlo”. La seconda priorità del pacchetto “riguarda la necessità di far fronte alla crescente precarietà dell’approvvigionamento energetico, con alcuni punti-chiave: servono infatti infrastrutture adeguate, occorre “sfruttare al meglio le risorse energetiche interne dell’Ue, sia rinnovabili che fossili”; è oltremodo “urgente dare maggiore spazio alla solidarietà, compresi i meccanismi per affrontare fasi di crisi (scorte petrolifere, interventi in caso di interruzioni nelle forniture del gas…).Politica, cogenerazione, reti rinnovate. Oltre alla “politica estera dell’energia”, per una maggiore certezza negli approvvigionamenti, la Commissione indica la strada della diffusione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento per la produzione di elettricità. Altro “elemento fondamentale del pacchetto di proposte è costituito dagli investimenti”. “In Europa – hanno spiegato Barroso e Piebalgs – è necessario spendere miliardi di euro per sostituire infrastrutture obsolete e per passare a un’energia a basse emissioni di carbonio e basata su fonti rinnovabili”. Il Libro verde sulle reti definisce a questo riguardo sei iniziative per la sicurezza energetica: “un piano d’interconnessione del Baltico, un anello mediterraneo dell’energia, adeguate interconnessioni sull’asse nord-sud per la trasmissione di gas ed elettricità nell’Europa centrale e sudorientale, una rete offshore nel Mare del Nord, un corridoio meridionale per il trasporto del gas e forniture efficaci di gas naturale liquefatto per l’Europa”.