SVIZZERA
La pastorale dei media cattolici nella Confederazione elvetica
In armonia con l’organizzazione federalista della vita ecclesiastica in Svizzera, anche i mezzi finanziari stanziati per la pastorale dei media vengono impiegati soprattutto a livello locale e cantonale. La Conferenza centrale cattolica della Svizzera e il Fastenopfer (Sacrificio Quaresimale) – che insieme con la Conferenza episcopale finanziano le varie istituzioni sia a livello dell’intera confederazione, sia a livello di gruppi linguistici – utilizzano meno del 10% dei circa 25 milioni di Franchi svizzeri (oltre 16 milioni di Euro) disponibili per la pastorale dei media. Per via della situazione delicata in cui si trova da anni il finanziamento delle attività specifiche delle diverse aree linguistiche, così come di quelle portate avanti a livello federale, queste tre istituzioni hanno fondato nel 2002 un gruppo di lavoro comune, incaricato di elaborare un rapporto sul tema “Priorità di pastorale e realtà finanziarie nell’ambito dei progetti relativi a tutta la Svizzera”. Rolf Weibel, ex redattore capo della Schweizerischen Kirchenzeitung, traccia per SIR Europa un quadro della situazione. I cattolici in Svizzera rappresentano circa il 42% della popolazione, che é di 7.581.520 abitanti. La confederazione è suddivisa in 26 Cantoni, una decina dei quali sono cattolici.La comunicazione per la comunione. Quattro le prospettive pastorali fondamentali evidenziate da tale rapporto, consegnato nel 2005 e che rivendica la necessità di “lavorare nella rete della comunicazione”, in quanto non può esistere “communio” ecclesiastica senza “communicatio”. “In una società sempre più orientata ad essere una società della comunicazione, il dialogo e la comunicazione all’interno della Chiesa, ma anche tra la Chiesa e il suo molteplice ambiente, acquistano un’importanza determinante”. Pertanto, il rapporto consiglia di incaricare una persona qualificata per “analizzare l’intera questione dell’acquisizione e della trasmissione di informazioni sulla Chiesa e nella Chiesa”, nonché per “elaborare una proposta di ridefinizione del compito e della procedura di lavoro, così come del fabbisogno finanziario”.L’analisi di un esperto. La Conferenza episcopale ha accolto questo invito nominando Reinhold Jacobi, ex direttore dell’Ufficio dei media della Conferenza episcopale tedesca, nella primavera del 2006. Nel febbraio 2007, Jacobi ha presentato la propria analisi, intitolata “Flussi di informazioni della Chiesa cattolica nella Svizzera. Risultati, analisi, opzioni”, nella quale ha analizzato, come richiestogli, l’area regionale di lingua tedesca (nella Svizzera romanda – di lingua francese – e nel Canton Ticino – di lingua italiana – le strutture dei media ecclesiastici sono meno complicate e la percezione della Chiesa da parte dell’opinione pubblica è migliore). Nel frattempo, l’aver circoscritto l’incarico alla sola area germanofona è stato ritenuto un errore, tant’è vero che la Conferenza episcopale ha incaricato Jean-Paul Rüttimann, esperto di comunicazione di Friburgo, di redigere relazioni integrative per le altre aree, presentate a febbraio e ad ottobre 2008.Giornali e agenzie. Ad eccezione del “Giornale del Popolo”, di proprietà in gran parte della diocesi di Lugano, i giornali sono media secolari. Non esistono periodici diocesani, ma sono diffusi i bollettini parrocchiali, che vanno dal semplice foglio per la comunità a settimanali illustrati diffusi in tutto il Cantone. Sul fronte delle agenzie d’informazione, l’agenzia cattolica svizzera (Kipa-Apic) è presente su tutto il territorio nelle edizioni in lingua tedesca e francese, ma la sua presenza è piuttosto debole nel Canton Ticino. A livello locale, nei giornali gli intervistati giudicano quantitativamente e qualitativamente la Chiesa nel suo complesso con valutazioni positive. Nelle testate regionali e sovraregionali, i fatti relativi alla Chiesa vengono riportati con una frequenza ritenuta adeguata, ma sono state date valutazioni anche discordanti.Radiotelevisione. L’emittente radiotelevisiva pubblica è la Società svizzera di radiotelevisione (Srg Ssr idée suisse), il cui palinsesto risponde a criteri fissati dalla Costituzione. La collaborazione delle Chiese con la Srg è differente a seconda delle aree linguistiche: nella Svizzera di lingua tedesca e retoromanza redazioni apposite della radiotelevisione si sono assunte la responsabilità dei programmi religiosi ed ecclesiastici, e la collaborazione con le Chiese è regolata da accordi. Nel Ticino e nella Svizzera romanda, invece, fin dall’inizio le Chiese hanno prestato la propria collaborazione attiva. Nella Svizzera di lingua francese, in particolare, la produzione dei programmi religiosi è stata attribuita a organizzazioni ecclesiastiche orientate a livello confessionale, che producono – su incarico e dietro compenso da parte della Radiotelevisione della Svizzera romanda – le trasmissioni religiose.