Polonia, Germania, Olanda

Polonia: Stato e Chiesa per la famigliaUna commissione congiunta del governo e dell’episcopato polacco, riunitasi in questi giorni a Varsavia, ha adottato una dichiarazione per le politiche a favore delle famiglie che prevede l’aumento dei sussidi per le famiglie e di azioni contrastanti i conflitti e la disgregazione dei nuclei familiari. “la famiglia – si legge nel documento – è il soggetto principale delle azioni messe in atto dallo Stato”. Tali azioni dovrebbero essere intraprese “con la collaborazione delle autorità locali, delle parti sociali e delle organizzazioni non governative”, mentre “la Chiesa cattolica, le altre Chiese e le associazioni religiose sono un’importante e valida controparte nell’ambito di tali attività”. Il governo si è impegnato a predisporre entro il primo trimestre del 2009 un programma di interventi intitolato “Solidarietà delle generazioni: azioni a favore dei bambini e della famiglia”. Tenendo conto che un terzo dei bambini polacchi vive in famiglie numerose, la dichiarazione prevede ance l’aumento dei sussidi a questo tipo di nuclei familiari, senza dimenticare un’attenzione particolare alle famiglie con redditi più bassi. Sono previste anche agevolazioni, soprattutto per le madri, per conciliare i tempi della famiglia e i tempi del lavoro. Problema, questo, sentito soprattutto per le famiglie con disabili. La dichiarazione contempla anche il caso dei minori abbandonati e la necessità di un sostegno per le famiglie affidatarie. I firmatari del documento hanno anche sottolineato la necessità di una maggiore protezione dei bambini e del contrasto della violenza nei loro confronti, in tutti gli ambienti. La dichiarazione inoltre prevede che si dovranno valutare gli effetti delle leggi e delel modifiche delle leggi esistenti sulle famiglie. Germania: “no” al suicidio assistitoQuestioni etiche relative ai trapianti, le disposizioni dei pazienti e l’accompagnamento alla morte: questi alcuni dei temi discussi in un colloquio svoltosi nei giorni scorsi a Berlino tra rappresentanti della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd) e della Federazione dell’Ordine dei medici della Germania. Sulle disposizioni dei pazienti, in un comunicato stampa congiunto gli interlocutori hanno affermato che “è da evidenziare l’importanza del testamento biologico, affinché in casi gravi sia coinvolta una persona che gode della particolare fiducia del paziente. Occorre inoltre incrementare i servizi offerti dagli hospice e le possibilità della medicina palliativa”. “Una partecipazione di medici al suicidio contrasta con l’etica medica e non è moralmente giustificabile”, hanno affermato gli interlocutori, respingendo anche la limitazione giuridica dell’obbligo di garante del medico o qualsiasi base giuridica all’assistenza medica al suicidio. All’incontro hanno preso parte mons. Robert Zollitsch, Presidente della Dbk, Wolfgang Huber, presidente dell’Ekd e Jörg-Dietrich Hoppe, presidente dell’Ordine dei medici tedesco.Olanda: confortati dal funerale religiosoSono circa il 47% gli olandesi che traggono consolazione dalla partecipazione a un funerale di tipo religioso. Questo è il dato che emerge da uno studio diffuso nel mese di novembre dall’istituto di ricerca Kaski, condotto su richiesta del Kro e del Koninklijke Facultatieve. Tre quarti degli olandesi dichiarano di aver partecipato a un funerale religioso, questo vale per la maggior parte dei credenti, ma anche per i due terzi dei non credenti. Il 68 % dei cattolici sperimenta il conforto del coinvolgimento della Chiesa in occasione delle cerimonie funebri; questa percentuale sale al 72% per i protestanti e si attesta al 21 %per i non credenti. Un olandese su 5, pari al 22% della popolazione, considera positivo il recarsi in chiesa per il funerale di una persona cara. I cattolici (31%) e i protestanti (31%) si dichiarano più favorevoli alla Chiesa dopo aver partecipato a una cerimonia funebre di quanto faccia la media degli olandesi. Quasi la metà degli olandesi (48%) infatti non è favorevole al recarsi in chiesa: nello specifico si tratta del 64% dei non credenti, del 28 % dei cattolici e del 33% dei protestanti. Positivi sono invece gli olandesi sul ruolo personale del pastore durante la cerimonia funebre; sono infatti più della metà (53%) coloro che dicono che il pastore ha avuto un ruolo di supporto al funerale religioso. La larga maggioranza dei cattolici (62%) e dei protestanti (69%) sostengono la validità di questa esperienza e anche una buona parte (40%) dei non credenti riconosce al pastore il ruolo di sostegno. Tuttavia, per i propri funerali la maggioranza della popolazione dichiara di non richiedere un pastore o altra figura spirituale. Il 35% richiederebbe un buon amico, il 28% il sacerdote o pastore, soltanto il 7% si dichiara a favore dei riti. I cattolici (57%) e i protestanti (75%) si indirizzano ovviamente sulla scelta di un pastore o ministro.