MARCHE

Un’occasione unica

Approvata la legge sugli oratori

A distanza di cinque anni dalla legge nazionale 206 del 2003 e dopo innumerevoli sollecitazioni e proposte di legge sempre naufragate, le Marche si sono dotate di una propria norma sugli oratori. La legge regionale 31 del 2008, nata su proposta della stessa Giunta regionale, è stata approvata lo scorso 5 novembre a larghissima maggioranza. All’articolo 1 si legge che la Regione, sulla base dei principi di sussidiarietà, cooperazione, partecipazione e concorso, “riconosce il ruolo educativo, formativo, aggregativo e sociale, svolto nella comunità locale, attraverso le attività di oratori o similari”. Viene ugualmente riconosciuto il “ruolo delle parrocchie” nella “promozione, accompagnamento e supporto” della “crescita armonica degli adolescenti e dei giovani” e nella prevenzione e contrasto dell'”emarginazione sociale”, del “disagio” e della “devianza”. Previsti dalla legge, quali strumenti operativi, dei protocolli d’intesa con la Regione ecclesiastica Marche: i finanziamenti (per il 2008 sono stati previsti 450.000 euro) passano comunque attraverso i comuni “associati” negli ambiti territoriali sociali. Un grande riconoscimento. Commentando la nuova legge sugli oratori don Francesco Pierpaoli, direttore della Pastorale giovanile regionale, parla di “grande riconoscimento”. “Nelle Marche – fa notare il sacerdote – ci sono circa 700 parrocchie e 200 comuni: ciò significa che questa legge non è un «contentino», «una carineria» nei confronti della Chiesa, ma la giusta presa in considerazione di chi fa una grande opera educativa sul territorio”. Proprio in questi mesi nelle Marche si sta provvedendo a fare una mappatura degli oratori presenti nelle 13 diocesi della regione. “Da qui a quando sarà firmato l’accordo tra la Conferenza episcopale marchigiana (Cem) e la Regione Marche – ci tiene a precisare il sacerdote – dobbiamo essere attenti a evitare degli atteggiamenti da «assalto alla diligenza». La cosa urgente è dunque sedersi intorno a un tavolo e pensare, tenendo presenti le esigenze anche delle realtà più piccole e meno strutturate”. Comunque questa è un’occasione “unica”, secondo don Pierpaoli, per avviare una progettualità coordinata tra le Chiese locali. Il prossimo passo da fare è, per il direttore della Pastorale giovanile, interno alle diocesi “dove, nell’ambito delle pastorali giovanili, si devono ritrovare tutti quelli che operano negli oratori”; quello successivo è una condivisione dei progetti, prima di presentarli all’ente, tra le varie Chiese: “In questo – conclude don Pierpaoli – potrebbe giocare un ruolo proprio la pastorale giovanile regionale” . Diritto di cittadinanza per i giovani. Non può che essere soddisfatto anche Daniele Tassi, presidente del Centro sportivo italiano (Csi) regionale, perché “finalmente è stato riconosciuto il diritto di cittadinanza ai giovani che frequentano le parrocchie”. Per Tassi è ora importante che la Cem promuova un “tavolo comune” che metta insieme tutte le realtà e le associazioni che lavorano negli oratori. “La legge – dice Tassi – prevede investimenti sulla formazione degli operatori: se riuscissimo a coordinarci tra di noi potremmo per esempio elaborare un progetto educativo comune da proporre a tutte le parrocchie”. E dal momento che i finanziamenti passeranno attraverso gli ambiti territoriali sociali “si aprono grandissime possibilità di sinergie nell’organizzazione di azioni comuni in risposta ai bisogni educativi dei giovani del territorio”. Tassi è anche convinto che questa sia un'”opportunità storica” per le parrocchie di “uscire dalle proprie mura e mettersi a disposizione della società”. “In certi paesi del nostro interno – spiega – gli unici punti di riferimento sono il comune e la parrocchia: gli oratori sono luoghi di aggregazione frequentati da tutti i ragazzi, compresi giovani immigrati di altra religione o non credenti, e hanno dunque una funzione educativa e di formazione civile insostituibile”. “Aspettiamo il protocollo”. Nutre speranze Alessandro Ciarapica, segretario del Coordinamento degli oratori maceratesi, un organismo che ha riunito tutti gli oratori delle quattro diocesi del territorio, tramite la Fondazione Vaticano II, e ha firmato una convenzione con la provincia di Macerata. È stato una sorta di progetto pilota che ha anticipato la norma regionale. “La legge è un riconoscimento per chi sempre si è occupato dei giovani, della loro educazione e ultimamente anche della loro integrazione”, afferma Ciarapica, anche se “bisogna aspettare il protocollo d’intesa che verrà firmato tra Regione e Cem”. Una piccola preoccupazione c’è comunque: “Questi fondi – afferma – dovranno passare attraverso Comuni, ambiti sociali e assessorati vari, speriamo che non si perdano in altri rivoli della spesa sociale”. Certo, 450.000 euro da dividere su tutto il territorio regionale non sono tantissimi, ma “aiutano” e soprattutto potrebbero “sbloccare” e incoraggiare quei Comuni che “nella nostra provincia hanno un po’ nicchiato”. In base all’accordo siglato lo scorso giugno, infatti, i Comuni dovrebbero integrare in parte i fondi messi a disposizione dalla Provincia di Macerata per i progetti presentati dagli oratori. a cura di Simona Mengascini(28 novembre 2008)