Portogallo: congresso della stampa cristianaSi è chiuso a Bragança il 7º Congresso dell’Associazione della stampa d’ispirazione cristiana (Aic), su “Vincere gli ostacoli”. Il vescovo di Bragança-Miranda, mons. Antonio Montes, salutando i partecipanti ha voluto indirizzare il dibattito sulla necessità di vincere gli attuali contrasti alla stampa cristiana, trasformando tali difficoltà in opportunità comunicative. Al termine dei lavori i congressisti hanno approvato diverse risoluzioni. Alle sfide portate alla stampa regionale, e principalmente a quella d’ispirazione cristiana, in questo periodo di crisi economica e sociale devono essere contrapposte strategie di attuazione a diversi livelli: maggiore professionalità, miglioramento delle strutture tecniche, commerciali, di marketing e amministrative, ma anche dei prodotti stessi, sia in termini di presentazione estetica, sia di contenuto. Secondo tale strategia di rivalutazione, la priorità dev’essere rivolta soprattutto ai lettori giovani, che garantiscono il futuro della stampa. Da qui l’importanza delle nuove tecnologie, della digitalizzazione e della formazione professionale nei nuovi linguaggi comunicativi, al fine di rendere possibile un giornalismo civico e vicino ai lettori, concepito come una comunicazione dialogica, in cui a questi ultimi sia consentito collaborare nell’elaborazione dei contenuti. Una delle maggiori sfide rivolte alla stampa regionale riguarda un’auspicabile cooperazione tra le diverse testate, affinché sia promossa la complementarietà, pur nel rispetto dell’identità di ciascuna, e sia quindi possibile un rafforzamento complessivo dell’influenza della stampa d’ispirazione cristiana. È unanimemente riconosciuto che la stampa e i mezzi digitali devono considerarsi strumenti complementari e non concorrenti, ed è necessario adattarsi a questa nuova realtà mediante l’elaborazione di progetti in rete, la disponibilità di risorse economiche e una programmazione su scala più vasta per la loro realizzazione. Germania: “scuola per tutti””Scuola per tutti, con particolare attenzione ai più deboli”: questa l’esigenza emersa nel corso del quinto Congresso federale delle scuole cattoliche, svoltosi ad Essen il 28 novembre, con la partecipazione di 250 responsabili di scuole cattoliche. Nel suo intervento, l’arcivescovo di Paderborn, mons. Hans-Josef Becker, presidente della Commissione per l’istruzione della Conferenza episcopale tedesca, ha sottolineato come “il compito educativo sociale fa parte di ciò che costituisce il nucleo delle scuole cattoliche”. “Chi gestisce scuole secondo i principi cristiani, con motivazioni cristiane, aspira a dedicarsi con particolare attenzione ai bambini e ai giovani che sono in qualche modo svantaggiati”, ha affermato. “In quanto scuole che s’intendono per tutti, con particolare attenzione ai più deboli, tutte le scuole cattoliche devono affrontare la sfida crescente di favorire proprio i bambini e i giovani svantaggiati”. Tra le cause di disparità, mons. Becker ha citato le disabilità e la povertà: “Le nostre scuole devono essere misurate in base al criterio di apertura e di accoglienza proprio nei confronti dei giovani appartenenti a famiglie povere”, ha ribadito. Anche Marianne Heimbach-Steins, docente di dottrina sociale cristiana, ha fatto presente che la scuola cattolica deve “essere aperta a tutti, senza discriminazioni, accessibile a gruppi socio-culturali differenti e deve agire in modo da favorire l’integrazione sociale. La Chiesa è tenuta a orientare il proprio impegno nel settore scolastico verso l’opzione per i poveri. Ciò riguarda decisioni relative a determinate forme, tipologie ed ubicazioni di strutture scolastiche, nonché l’azione di politica dell’istruzione della scuola”. Sono 1.140 le scuole cattoliche di ogni grado attualmente operanti in Germania, con circa 380.000 studenti.Olanda: Utrecht, sacerdoti stranieri in arrivoL’arcidiocesi di Utrecht tra breve dovrà utilizzare sacerdoti stranieri: compare nel nuovo piano pastorale che i collaboratori diocesani hanno ricevuto nei giorni scorsi. La sede arcivescovile ha carenza di sacerdoti, ma ve ne è urgente necessità per “proseguire l’attività del lavoro pastorale nelle parrocchie”. Il documento parla anche della possibilità di chiamare nuove comunità religiose, formate sia da sacerdoti diocesani, sia da sacerdoti, religiosi e religiose appartenenti ad ordini contemplativi. Per il momento si sa che circa 25 suore trappiste dell’Enschot Brabant si trasferiranno a Oesterbeek, nella provincia del Gelderland. Il loro nuovo monastero verrà consacrato il 6 ottobre 2009.