VITA RELIGIOSA

La porta ben aperta

Storia di speranza e speranza per la storia d’Europa

Suor Lutgardis Craeynest (Kortrijk, 1938), belga, figlia di Maria Ausiliatrice, è dal febbraio del 2008 presidente dell’Unione dei superiori e delle superiore maggiori d’Europa (Ucesm). Ha studiato pedagogia a Roma e catechetica a Lovanio; è stata maestra delle novizie e ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Fma). È stata anche superiora dell’Auxilium, la facoltà di pedagogia delle Fma a Roma. Durante la sua recente visita a Madrid, in occasione della XV Assemblea generale della Conferenza spagnola dei religiosi (Confer), celebratasi presso la sede dell’istituzione dall’11 al 14 Novembre, Ans (agenzia salesiana di informazione) le ha rivolto alcune domande.Qual è il contributo che la vita religiosa può offrire all’Europa?“Quello che possiamo offrire, oggi, come religiosi all’Europa è il nostro stile di vita in comune, che può essere molto significativo. Nel nostro contesto ha molta importanza tutto quanto si riferisce alla comunione e alla riconciliazione, all’apertura agli altri. Possiamo, inoltre, offrire la nostra disponibilità per gli altri, la nostra «presenza samaritana» nelle nuove povertà. Per questo è importante essere coscienti di essere religiosi e che portiamo la forza del Vangelo”.Molti tra i compiti della vita religiosa vengono ora assolti dalle istituzioni statali o da organizzazioni. Qual è il senso della vita religiosa nell’Europa di oggi?“Credo che abbia più senso che mai! Nella nostra società ci sono nuovi tabù; per esempio parlare di quello che c’è dopo la morte. Su questo tema noi possiamo mostrare cosa significhi una vita, come la nostra, dove giochiamo una sola carta: la prospettiva dell’escatologia. Possiamo offrire il nostro senso dell’aldilà vivendo in pienezza qui e ora. È un segno forte ai nostri giorni. Ma dobbiamo renderci contro che il nostro miglior apporto all’Europa di oggi è offrire quello che siamo e quello che facciamo. Nella prossima assemblea dell’Ucesm, che avrà luogo in Polonia, tratteremo esattamente di questo, come le congregazioni religiose siano storia di speranza e come noi siamo speranza per la storia dell’Europa di oggi”.La vita religiosa, soprattutto in Europa, è caratterizzata dalla mancanza di vocazioni, dall’innalzamento dell’età, dalla mancanza di incisività…“Sì, ma tutto ciò bisogna viverlo senza pessimismo! È vero che abbiamo difficoltà, però dobbiamo essere coscienti che c’è una forza più grande che portiamo in noi, la forza del Vangelo. Credo che anche la prospettiva della morte sia evangelica: Cristo realizza la sua missione fino alla croce, che è un segno evangelico ed è parte della sua passione. In questo momento, con la forza della fede, possiamo affrontare questi problemi e riempire di vita le nostre congregazioni. In questa linea è importante recuperare l’idea di comunità, che dev’essere un cenacolo con la porta aperta. Un cenacolo radunato attorno alla Vergine e al Signore, con la porta ben aperta e con coraggio e audacia per proseguire la nostra missione”.Per continuare ad offrire…?“Tra le altre cose è molto importante il senso di trascendenza. Avere le radici ben fondate nel Signore, grazie all’incontro quotidiano con Dio, ci rende persone spirituali, serene, e la gente lo sente: comprende se siamo orientati al Signore e se siamo convinti, se siamo comunità. Questo è molto importante, perché conduciamo una vita nella quale non ci siamo scelti tra di noi, però siamo uniti, condividiamo la medesima vocazione e, insieme, ci apriamo verso le necessità del prossimo sentendoci sempre inviati”.Ha partecipato all’assemblea della Conferenza dei religiosi spagnoli. Come le sembra il lavoro realizzato?“Ho visto che si lavora molto, con coraggio, che si sta facendo un intenso lavoro in un clima fraterno di cordialità, di allegria, d’impegno serio. La Spagna, in relazione alla vita religiosa, è una forza nell’Europa”. SchedaL’Unione dei superiori e delle superiore maggiori d’Europa (Ucesm) è un’associazione ecclesiale di diritto canonico, nata per intensificare la comunicazione fra i religiosi e le religiose di 26 nazioni europee; rappresenta 38 Conferenze nazionali e circa 400.000 consacrati. La prima assemblea generale di presidenti e segretarie generali delle Conferenze nazionali d’Europa occidentale si tenne a Parigi nel 1980, e nominò un comitato provvisorio per dar vita all’Ucesm. Il comitato lavorò fino alla seconda assemblea generale a Roma (1981), nella quale fu scelto il nome dell’organismo e votati gli statuti canonici. Nel 1982 gli statuti vennero approvati dalla Congregazione vaticana per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Fino al 1992 i segretari generali dell’Ucesm risiedevano nel loro Paese d’origine. Desiderando essere presenti sugli stessi luoghi della costruzione europea, negli anni novanta venne istituito un segretariato permanente a Bruxelles, che è ora accolto dalla Conferenza delle superiore maggiori belghe nei propri locali.