DIGNITAS PERSONAE
Svizzera: un “sì” incondizionato “Un sì completo alla dignità di ogni persona”: questo il giudizio espresso dai vescovi svizzeri su “Dignitas personae”, la nota della Congregazione per la dottrina della fede. In un comunicato la Conferenza episcopale ha sottolineato che nel documento “viene esplicitato il principio fondamentale dell’atteggiamento cattolico: Un sì completo alla dignità di ogni persona. Ad ogni essere umano deve essere riconosciuta la dignità di persona dal momento del concepimento fino alla morte naturale”. “Il documento pubblicato con l’approvazione di Benedetto XVI è di particolare attualità in Svizzera”, osservano i vescovi. “è in discussione la nuova legge federale in materia di ricerca sugli esseri umani. Da diverse parti si considera l’abolizione del divieto attualmente esistente della diagnostica pre-impianto (Pid). Il testo evidenzia come in molti settori della medicina riproduttiva la dignità – che è propria di ogni essere umano – venga chiaramente disprezzata mediante l’utilizzo e la successiva distruzione di embrioni, che avviene soprattutto con la diagnostica pre-impianto. Viene auspicata la ricerca eseguita su cellule staminali adulte, a condizione che il loro prelievo non arrechi danno alla persona”. “Il nuovo documento della Congregazione per la dottrina della fede” – concludono i vescovi svizzeri – “è da intendersi come prosecuzione dell’istruzione Donum Vitae del 1987″.Austria: confronto senza pregiudizi”Un importante contributo alla tutela della vita”: così il card. Christoph Schönborn, Presidente della Conferenza episcopale austriaca, ha salutato il nuovo documento sulla bioetica della Congregazione per la dottrina della fede. In un comunicato diffuso a Vienna il 12 dicembre, l’arcivescovo di Vienna ha sottolineato che “il documento dà valore ad un dialogo costruttivo con il mondo della scienza”, evidenziando che “la dottrina intende esprimere una parola di incoraggiamento e di fiducia nei confronti di una prospettiva culturale, la quale vede nella scienza un valore prezioso per il bene della vita e della dignità di ogni persona. La Chiesa guarda pertanto con speranza alla ricerca scientifica e auspica che molti cristiani si dedichino al progresso nella biomedicina. Soprattutto, i ritrovati della scienza devono essere messi a disposizione anche dei Paesi poveri e pesantemente colpiti dalle malattie”. “Proprio per via di questo atteggiamento positivo nei confronti della scienza, il documento sottolinea che la libertà della scienza e del singolo ricercatore non può prescindere dai beni fondamentali della persona, basati sulla sua dignità umana. Tale dignità umana spetta ad ogni persona, indipendentemente dall’età, dalla razza, dal sesso, dalla dotazione genetica, dalla malattia o dalla salute”, ha ricordato Schönborn. “Il documento Dignitas Personae sottolinea alla fine che la Chiesa è consapevole del fatto che la propria dottrina venga spesso criticata per il fatto di contenere troppi divieti. Ma è vero il contrario”, ha affermato. “La Chiesa deve impegnarsi per la tutela della vita anche perché la storia dimostra che le capacità che Dio ha affidato agli uomini, non sempre vengono impiegate per il servizio delle persone. Spesso ne fanno le spese i più deboli e gli indifesi. Pertanto” – ha concluso Schönborn – in occasione della pubblicazione di questo documento – “auspico un dialogo costruttivo con la scienza e la società, così come una discussione priva di pregiudizi sul documento presentato. Lo dico nella speranza che anche la persona che pensa in modo puramente scientifico ponderi l’uno o l’altro argomento e possa accettare l’intenzione positiva della dottrina a tutela della vita”. Italia: per coloro che cercano la verità “Ancora una volta, si coglie la centralità della questione antropologica; questione che deve divenire estremamente concreta: non è sufficiente affermare che la persona è da rispettare. Occorre giustificare questo, mostrando con argomenti, in cui fede e ragione dialogano, offrendo il meglio di se stessi, chi sia la persona, quali le sue caratteristiche e come questa dignità debba essere riconosciuta ad ogni individuo umano. Specialmente per l’embrione, che è l’essere umano nella fase iniziale del suo sviluppo”. È quanto afferma il teologo Marco Doldi in una nota sul SIR (Servizio Informazione Religiosa), l’agenzia di informazione dei settimanali diocesani italiani promossa dalla Conferenza episcopale italiana. “La realtà dell’essere umano, prima e dopo la nascita, in tutto il percorso della sua vita, non consente di affermare né un cambiamento di natura, né una diversa considerazione etica – precisa Doldi -, perché possiede già una piena qualificazione antropologica. L’embrione umano, quindi, ha fin dall’inizio la dignità propria della persona”. Per il teologo “Dignitas personae” si rivolge “ai fedeli e a tutti coloro che cercano la verità”, e cercare la verità “nelle complesse questioni bioetiche non sempre è facile: occorre davvero un continuo confronto e il contributo di tutti. Soprattutto, ai mass media” è affidata la “grave responsabilità” di “non creare divisioni o contrapposizioni ma documentare oggettivamente tutte le posizioni emergenti”.