Lussemburgo, Portogallo,

Lussemburgo: eutanasia, una legge impensabile”Anche in circostanze esistenziali avverse, la dignità e la vita dell’essere umano rimane inviolabile”: questo il concetto ribadito con forza dalla Conferenza episcopale del Lussemburgo, tornata ad esprimersi nei giorni scorsi sull’eutanasia con un comunicato stampa. “Presto la questione della liberalizzazione e della regolamentazione dell’eutanasia sarà nuovamente all’ordine del giorno delle discussioni dei parlamentari”, ricorda l’arcivescovo mons. Fernand Franck. “Verrà creato un diritto esigibile all’eutanasia. Ciò cambierà radicalmente le condizioni in cui avviene la convivenza tra le persone in Lussemburgo. La potenza simbolica e il segnale offerto dalle leggi non può essere sottovalutato. La possibilità di uccidere a richiesta, come previsto dalla proposta di legge in discussione, diventerà rapidamente una cosa normale e presto anche un’offerta considerata legittima della società nei confronti dei propri cittadini. Anche chi non volesse avvalersi della possibilità dell’eutanasia, dovrà rispondere – a causa della situazione giuridica da un lato e dalla crescente pressione sociale dall’altro – alla domanda del perché non intende avvalersi dell’offerta dell’eutanasia”. L’arcivescovo ricorda che “nel momento in cui la società, nella persona di un terzo – che in base alla proposta di legge deve essere sempre un medico – acconsente al fatto che una persona possa essere uccisa per sua volontà, detta società si pronuncia sul valore della vita. Di fatto, con l’eutanasia, si pronuncia contro il valore della vita. Una legge sull’eutanasia non è pensabile, né realizzabile senza che la società si attribuisca una decisione concreta sul valore della vita del singolo. La grave responsabilità legata a ciò verrà scaricata sui medici, senza che essi ne abbiano fatto richiesta (e anche contro la volontà esplicita dell’Ordine dei medici”. Questa valutazione sulla vita da parte della società è oggetto delle riflessioni della Chiesa. Essa è profondamente convinta che sia dovere della società trovare un senso per ogni vita umana e adoperarsi attivamente per questa vita. E a questo senso dell’esistenza corrisponde la proposta di legge sulle cure palliative e sull’assistenza, che si trova in posizione diametralmente opposta rispetto alla bozza di legge sull’eutanasia, anche nella versione modificata. L’incompatibilità dal punto di vista della politica sociale tra le due leggi è evidente”. “La Chiesa del Lussemburgo rivolge nuovamente un appello alle coscienze dei singoli deputati, affinché non diano ai cittadini un messaggio a favore della vita e uno contro di essa”. Portogallo: l’allegria del donoIn vista delle imminenti festività, le esortazioni natalizie rivolte dai vescovi portoghesi alle loro diocesi sono state caratterizzate da una forte preoccupazione per le persone maggiormente in difficoltà. Di fronte all’attuale situazione di profonda crisi economica, mons. Antonio Marto, vescovo di Leiria-Fatima, ha auspicato che: “il Bambino Gesù risvegli in tutti noi sentimenti di compassione e carità, di comprensione e solidarietà nei confronti di coloro che stanno compiendo la dura esperienza della fragilità: i poveri, i malati, gli anziani, le persone sole, quelle senza lavoro, senza casa, gli emarginati, coloro che sono respinti e quelli che si sentono disperati”. L’arcivescovo di Braga, mons. Jorge Ortiga ha invitato i propri parrocchiani a “non chiudere gli occhi di fronte alla realtà e ad accorgersi delle sofferenze di molti concittadini, per i quali il presente è già motivo di preoccupazione ed il futuro appare terrorizzante”. A parere del presidente della Conferenza episcopale portoghese (Cep): “L’unica e concreta risposta che si può dare alle sofferenze e alle necessità di base di così tante persone si trova nell’allegria del dono e dell’aiuto”. A sua volta, mons. Manuel Pelino, vescovo di Santarém, ha ribadito la necessità di “combattere un ambiente sociale viziato dal consumismo e dal materialismo, dalla vanità e dalla cupidigia, dal vano rumore e dalla dispersione sociale: tutti fattori che non favoriscono l’esperienza spirituale e quell’arricchimento interiore che prelude all’incontro con il mistero di Dio”. Infine, nel suo primo messaggio natalizio rivolto alla diocesi di Portalegre-Castelo Branco, anche mons. Antonino Dias, ha voluto ricordare che “Gesù, sin dal primo momento, si è dimostrato una presenza scomoda per il potere costituito sull’ingiustizia e il dispotismo: Gesù è come un sasso nella scarpa dei potenti della terra, degli egoisti, degli avidi, dei violenti, degli sfruttatori, di coloro che si ritengono padroni delle risorse economiche del mondo e pienamente legittimati a sfruttare del prossimo, dei manipolatori delle coscienze altrui e di quelli che non fanno altro che rivendicare diritti, aggrappandosi ad esenzioni e privilegi”.