CCEE

Valori per l’Europa

La presidenza incontra a Roma la stampa dopo l’udienza con Benedetto XVI

“La vita umana gode di piena dignità e deve essere protetta dal concepimento alla morte naturale”. Lo ha detto il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria) e presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee) incontrando il 18 dicembre a Roma i giornalisti subito dopo l’udienza che la presidenza del Ccee ha avuto in Vaticano con papa Benedetto XVI. Sacralità della vita umana. Riguardo al problema dell’eutanasia e all’incontro che il Papa ha avuto, sempre ieri, con l’ambasciatore del Lussemburgo, il card. Erdő ha ricordato che “proprio la scorsa settimana, cattolici e ortodossi hanno sottoscritto una dichiarazione comune” sul tema della famiglia in cui figura tra “i punti chiave in comune” il rispetto per la vita umana. “L’essere umano – si legge nella dichiarazione – è l’unico essere creato a immagine e somiglianza di Dio e questo fatto costituisce la sua dignità particolare”. “La sacralità della vita umana dal concepimento alla morte naturale dovrebbe essere pienamente rispettata”. “Nel testo – ha commentato il cardinale – si parla di morte naturale e non di morte provocata. La scienza permette oggi molte cose, per questo bisogna avere chiarezza morale negli indirizzi fondamentali”. Riguardo poi alle elezioni europee che si terranno nel giugno 2009, il carc. Erdő ha detto: “Ciascun Paese ha la sua situazione concreta”, per cui le singole Chiese indicheranno i valori morali in generale, ovviamente senza indicazione di un partito”.Cittadini e credenti. “Cristiani e musulmani devono essere al tempo stesso cittadini e credenti, stando in Europa senza diluirsi né rinchiudersi nel privato, poiché le religioni sono ‘organizzazioni sociali’ che possono offrire un prezioso contributo alla società”. A sottolineare questo “impegno comune” di cristiani e musulmani è stato il card. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e vicepresidente del Ccee. “Cristiani e musulmani – ha detto – possono impegnarsi insieme per difendere la famiglia e promuovere tutto ciò che facilita la giustizia e la concordia sociale, anzitutto il diritto alla libertà di coscienza e di religione”. “Questo ultimo aspetto – ha spiegato al SIR a margine dell’incontro – è stato riconosciuto nella dichiarazione finale della Conferenza cristiano-musulmana di Malines (dello scorso ottobre, ndr), ed è già un primo passo, ma all’interno della libertà di coscienza vi è anche la libertà di lasciare una religione per convertirsi ad un’altra o anche decidere di farne a meno, e questo per i musulmani è più difficile da accettare”. Moschee rispettose dell’ambiente umano e culturale. Quanto all’apertura in Europa di nuove moschee, il card. Ricard ha dichiarato: “La libertà religiosa prevede che i fedeli abbiano i propri luoghi di culto, e ciò vale per i cristiani e per i musulmani, in Europa e nei Paesi islamici”. Il porporato si dice favorevole a nuove moschee in Europa, “a condizione che siano rispettose dell’ambiente umano e culturale nel quale vanno ad inserirsi e si adattino al Paese che le ospita”. In concreto, spiega, “in alcuni Paesi la costruzione dei minareti per l’invito alla preghiera suscita fastidio e ostilità. Per questo si dice sì alla moschea, no al minareto”. Ai timori di alcuni, che la costruzione di nuove moschee possa costituire un pericolo per la sicurezza del continente, il card. Ricard risponde: “I rischi saranno maggiori quanto più l’islam rimarrà sotterraneo e nascosto. Rendere, al contrario, questa religione più ‘ufficiale’ e visibile contribuirà a mio avviso a garantire maggiore sicurezza a tutto l’Occidente”. Migranti, Africa, scuola. “La Chiesa deve avere una maggiore attenzione pastorale per i migranti che sono anzitutto persone, e deve spronare le istituzioni statali e gli organismi internazionali a promuoverne dignità e diritti” ha affermato l’altro vicepresidente Ccee e arcivescovo di Zagabria,il card. Josip Bozanic. Richiamando il recente seminario Ccee – Secam (Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar) sulle migrazioni (svoltosi in novembre a Liverpool, il secondo dopo quello del 2007), il card. Bozanic ha annunciato che il successivo si terrà nel 2010 in Africa, giacché “nel 2009 – ha detto – il continente africano ospiterà il secondo Sinodo per l’Africa, annunciato nel 2004 da Giovanni Paolo II in un’udienza ai vescovi Ccee e Secam”. Sulla scuola cattolica si è soffermato il segretario generale Duarte da Cunha, per il quale essa è anzitutto “scuola per tutti”. Non a caso, ha rammentato, dall’indagine diffusa nelle settimane scorse sulle scuole cattoliche in Europa, emerge che “un’alta percentuale di alunni non è cattolica, soprattutto in alcuni Paesi, e che nei nostri istituti non mancano ragazzi islamici”. Da Cunha ha reso noto che l’indagine verrà presentata ufficialmente nella primavera 2009 a Strasburgo “per chiedere una maggiore partecipazione delle Chiese nell’educazione”. Il segretario Ccee ha inoltre annunciato che il tema della prossima plenaria, in programma a Parigi (1-4 ottobre 2009), sarà il rapporto tra la Chiesa e lo Stato.