PRESIDENZA UE

Un nuovo semestre

Dal 1° gennaio la Repubblica Ceca subentra alla Francia

“La Francia ha fatto molto lavoro”. Nel secondo semestre 2008 “s’è dovuto far fronte ad avvenimenti imprevisti: la guerra tra Russia e Georgia, la crisi finanziaria. L’approccio utilizzato in questa situazione dalla presidenza Ue, mettendo d’accordo tutti gli Stati membri, è per me una fonte di ispirazione”. Mirek Topolanek, primo ministro della Repubblica ceca, assumerà lo scettro nell’Ue27 dal 1° gennaio. Un ruolo che, inutile negarlo, ha destato qualche preoccupazione negli ambienti comunitari, visto che Praga non gode fama di Paese “euroentusiasta”. Non a caso, assieme all’Irlanda, è rimasto l’unico Stato a non aver ancora ratificato il Trattato di Lisbona. Ma il premier ritiene di poter svolgere un buon lavoro e per questo ha messo in campo le migliori energie della politica e della diplomazia nazionali.Il motto e le “tre E”. “Un’Europa senza barriere”: il motto prescelto dalla presidenza di turno della Repubblica ceca nel semestre gennaio/luglio 2009 punta a sottolineare le quattro libertà fondamentali tradizionalmente assicurate dall’Ue: circolazione delle persone, dei capitali, dei beni e dei servizi. “Noi ne aggiungiamo simbolicamente una quinta – spiega Topolanek -, ossia la libera circolazione delle informazioni e della conoscenza”. Alla vigilia dell’assunzione dell’incarico, il premier osserva che “la preparazione a questo evento è durata due anni”. Le grandi priorità della presidenza ceca possono essere riassunte sotto la sigla delle “tre E”: “economia, energia, Europa e mondo”. Il futuro responsabile del Consiglio europeo ricorda che il programma semestrale non è stato ancora reso noto nel dettaglio “per rispetto all’attuale presidenza in esercizio”; d’altro canto tale programma rispecchierà quella parte del calendario di 18 mesi a suo tempo concordato con il governo francese e con quello svedese, che guiderà il Consiglio europeo nel secondo semestre 2009. Nel frattempo ha preso forma il calendario del semestre. A parte alcuni incontri preparatori, svoltisi a dicembre soprattutto a livello di diplomatici e di “sherpa”, il primo appuntamento ufficiale è fissato per il 7 gennaio, per il confronto operativo con la Commissione Ue. Agenda fitta di incontri. La comparsa sulla scena europea del governo ceco avverrà poi fra il 12 e il 15 gennaio, durante la sessione dell’Europarlamento a Strasburgo: Topolanek sarà chiamato a illustrare il programma ai deputati, raccogliendo pareri, critiche e suggerimenti dei gruppi politici che siedono in emiciclo. Tra i momenti-clou del semestre figurano i due summit del 19-20 marzo (temi economici, sociali e ambientali) e del 18-19 giugno (questioni politiche e istituzionali). Ma soprattutto la Repubblica ceca sarà al timone della “casa comune” nella fase di preparazione e di svolgimento delle elezioni del Parlamento Ue, fissate fra il 4 e il 7 giugno. Dopo che si è avuta la certezza che per quella data il Trattato di riforma dell’Unione definito a Lisbona non sarà ancora entrato in vigore, ci si chiede come si potrà stimolare l’attenzione dei cittadini europei, portando alle urne gli elettori per conferire una base democratica la più ampia possibile all’Assemblea. Praga, Brno, Luhacovice. Intanto la presidenza di turno non rimane con le mani in mano: i suoi emissari a Bruxelles chiariscono che “sono già fissate, oltre alle riunioni del Consiglio dei ministri (agricoltura, finanze, cultura, ambiente, affari sociali…) e alla partecipazione alle sedute parlamentari, 14 riunioni ministeriali informali”, che toccheranno le principali città del Paese est-europeo, come la stessa Praga, Brno, Luhacovice e altre: le sfide cui è chiamata l’Ue si moltiplicano e la formula della “concertazione permanente” sta prendendo piede a livello comunitario. Anche questa è una eredità di Sarkozy. Il premier ceco torna quindi sulle “tre E” e sofferma l’attenzione sull’economia, mirando “ad accrescere la competitività, a rafforzare la fiducia nell’economia di mercato, soprattutto da parte dei consumatori e delle piccole e medie imprese” e al “miglioramento del tasso di occupazione”. Lisbona e gli euroscettici. Il futuro capo del Consiglio europeo non si sottrae nemmeno alle questioni più spinose, in primis la mancata ratifica di Lisbona e le critiche mosse al Trattato dal presidente della Repubblica. “Il Trattato prosegue il suo cammino verso la ratifica – spiega -. L’Irlanda terrà un nuovo referendum, e non è escluso che si svolga sotto presidenza ceca. Nel nostro Paese, invece, la Corte costituzionale s’è pronunciata su sei articoli del Trattato e non vi ha ravvisato contrasti con la nostra Carta fondamentale. Così l’iter è ripartito e la Camera dei deputati si pronuncerà il 3 febbraio prossimo”. Nel frattempo Topolanek ritiene che le posizioni interne anti-Lisbona, sostenute fra l’altro – come egli riconosce – dal presidente Vaclav Klaus, possano rappresentare “un disastro”, benché siano legittime e “benefiche per il dibattito sull’avvenire d’Europa”.