Spagna

Sì all’unità, no alla confusione”Le divisioni delle Chiese cristiane sono contrarie alla volontà di Cristo che volle una sola e unica Chiesa visibile”: lo scrive la Commissione episcopale per i rapporti interconfessionali della Conferenza episcopale spagnola, in occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si svolge dal 18 al 25 gennaio. Per i vescovi l’impegno dei cristiani “per un’unità visibile nella chiesa” non deve cessare perché non è una questione legata all’iniziativa personale dei credenti ma significa fare “la volontà di Cristo”. Per i presuli già esiste un’unità “tra tutti i discepoli di Cristo” perché siamo stati tutti “battezzati nel nome della Santa Trinità”. “Con alcune Chiese, come è il caso delle antiche Chiese orientali e le Chiese ortodosse, condividiamo – ricorda il messaggio – la successione apostolica nell’episcopato e la stessa fede nei sacramenti”. Non molto tempo fa (2006), i vescovi spagnoli hanno approvato alcuni orientamenti sui servizi pastorali a persone orientali non cattoliche (2006), che invitano “a prestare con coraggio aiuto alla cura pastorale dei fedeli di queste Chiese, senza intenti di proselitismo”. In sintonia con questi orientamenti, i vescovi nelle loro diocesi hanno preso diversi provvedimenti affinché “i fratelli orientali non cattolici possano celebrare la Divina Liturgia condividendo alcuni templi” oppure, secondo le proprie possibilità, “cedendo alcuni locali per l’esercizio del culto e dell’azione pastorale”. In qualsiasi caso, si deve avere sempre la coscienza chiara della propria fede, evitando di cadere nella confusione, che è “contraria ai principi e alla pratica dell’ecumenismo. Il proselitismo e la pretesa di eliminare le differenze di fede e di culto, come se si trattasse di cose senza importanza, sono atteggiamenti contrari al vero ecumenismo”. Rispetto alle Chiese della Riforma, anche ci sono stati dei miglioramenti nei rapporti. La Commissione ha ricordato la recente presentazione a Madrid della nuova traduzione interconfessionale della Bibbia come frutto di più di trent’anni di lavoro comune di protestanti e cattolici.Come Paolo di fronte alla crisi delle comunità”Di fronte alla crisi comunità fraterne”: questo il tema scelto dalla Commissione episcopale delle migrazioni della Conferenza episcopale spagnola per il messaggio da diffondere in occasione della Giornata mondiale delle migrazioni. I presuli, richiamando il messaggio del Santo Padre per la Giornata, ricordano la figura di San Paolo come modello del migrante e apostolo delle genti. San paolo, dicono i vescovi spagnoli, “si sente destinato a portare la Buona Notizia del Vangelo ai paesi più lontani, senza distinzione di razze, culture, religioni, classi sociali…, e a costituire con essi comunità fraterne, inspirate dallo stesso Spirito, alimentate dalla Parola di Dio e dalla frazione del pane, nelle quali si vive l’accoglienza, si condividono i beni, con speciale attenzione ai più deboli e bisognosi, e i suoi membri si fortificano per dare testimonianza del Signore risuscitato”. La Spagna, ricorda la Commissione episcopale, conta oggi più di cinque milioni di stranieri, nella maggior parte immigrati, provenienti da più di cento paesi diversi, appartenenti a differenti religioni, culture, razze, classi sociali…, con una crisi economica di dimensioni e di durata imprevedibili, con una disoccupazione crescente, le cui prime vittime normalmente sono i lavoratori precari, molti dei quali senza la rete della propria famiglia e del proprio paese”. In qualche modo, fatte salve le differenze, si ripresenta “il mondo tanto vario, tanto disuguale, tanto materialista, tanto schiavo dei propri vizi, e a volte tanto ingiusto nel quale si svolse la vita e il ministero di Paolo”.Combattere la lebbraL’Associazione di Valencia di lotta contro la lebbra “Fontilles” destinerà nel 2009 1.736.000 euro a progetti di cooperazione internazionale, con un aumento del 68% rispetto a 2008, come hanno spiegato all’Associazione che inizierà il prossimo sabato i festeggiamenti per il suo primo centenario. L’aiuto internazionale consisterà principalmente in progetti di cooperazione sanitaria centrati sulla lebbra e altre malattie legate alla povertà. Attualmente, “Fontilles” realizza 34 progetti di cooperazione in 22 paesi e, nel 2008, i beneficiari diretti di questi progetti sono state 9.353.058 persone. L’Associazione conta 10.000 volontari in Spagna. I festeggiamenti inizieranno con una festa dal carattere familiare cui parteciperanno malati, religiosi gesuiti e francescani dell’Immacolata, che prestano servizio nell’Associazione, volontari, lavoratori, soci e politici. I festeggiamenti inizieranno alle dodici di sabato nel sanatorio “San Francesco” di Borja di “Fontilles”, nella città dell’Alicante de La Vall de Laguar, in coincidenza con l’arrivo, nel 1909, dei primi malati nel centro. Tra le altre iniziative per il centenario un simposio internazionale, il 29 e ilo 30 gennaio, e la pubblicazione di un libro sulla storia di Fontilles.