CHIESE CRISTIANE
Francia: morto il teologo Olivier ClémentIl teologo ortodosso Olivier Clément è morto il 15 gennaio a Parigi all’età di 87 anni. Ne dà notizia il “Service orthodoxe de presse”, Sop, che lo presenta come “uno dei testimoni più significativi dell’ortodossia in Occidente nella seconda metà del 20° secolo”. Ed aggiunge: Olivier Clément “è stato colui che, senza dubbio, ha saputo mostrarsi sempre attento agli interrogativi della modernità, che ha cercato di affrontare attraverso una riflessione potente e poetica, radicata nella tradizione della Chiesa, ma al tempo stesso creatrice e innovativa”. Nato nel 1921, Olivier Clement ha dedicato gran parte della sua vita e della sua ricerca per facilitare l’incontro tra l’Oriente e l’Occidente cristiani. E’ stato un uomo di dialogo, e come tale interlocutore di diverse personalità spirituali del nostro tempo: dal Patriarca Atenagora a papa Giovanni Paolo II al fondatore della comunità ecumenica di Taizé, frère Roger con i quali era legato da rapporti di fiducia e di amicizia. Nel 1998, fu scelto da Giovanni Paolo II per scrivere le meditazioni che furono lette quell’anno durante la via crucis del Venerdì Santo al Colosseo. Olivier Clément lascia un grande lavoro che comprende una trentina di opere di teologia, storia della Chiesa e della spiritualità, nonché numerosi articoli. “Con lui – si legge in un comunicato della Comunità di Sant’Egidio di cui il teologo era un interlocutore – scompare una grande personalità del cristianesimo, che ha saputo vivere con passione l’attualità della storia, radicato nella tradizione viva dei Padri della Chiesa e nella vita spirituale del cristianesimo d’Oriente”.Santa Sede: “la ricerca ecumenica” va avanti”Malgrado alcuni segni di stanchezza e di delusione, nella Chiesa cattolica la ricerca ecumenica continua a essere punto forte di riferimento sia di pensiero che di azione”. Lo scrive mons. Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, in un articolo pubblicato dall’Osservatore Romano e dedicato alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si svolge in uttto il mondo dal 18 al 25 gennaio. Nell’articolo, mons. Farrell fa sapere che è allo studio del pontificio Consiglio un documento che – nella sua traduzione dall’originale inglese – ha per titolo: “Progetto di Raccolta: consenso ecumenico e convergenza ecumenica su alcuni aspetti fondamentali della fede cristiana nei documenti dei primi quattro dialoghi bilaterali internazionali a cui la Chiesa cattolica ha preso parte dal concilio Vaticano II in poi”. Il “Progetto di Raccolta” è ancora in via di completamento ma già da adesso si può affermare che nel riesaminare i documenti emanati dai dialoghi iniziati a seguito del concilio Vaticano II (con la Federazione luterana mondiale, con il Consiglio metodista mondiale, con la Comunione anglicana e con l’Alleanza mondiale delle Chiese riformate), “i redattori sono stati felicemente sorpresi dal constatare la “qualità” dei risultati raggiunti in tali testi. Il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani si augura che, una volta ultimato e pubblicato, lo studio potrà contribuire a rinvigorire i dialoghi stessi con l’individuazione di vie nuove per affrontare insieme le divergenze che permangono nei rapporti tra i discepoli di Cristo”.Inghilterra: preghiera per i disoccupatiLa “Chiesa di Inghilterra” ha pubblicato sul proprio sito Internet due nuove preghiere per aiutare chi ha perso il lavoro e chi ne ha ancora uno ma si sente in colpa perché molti attorno a lui vengono licenziati. In Gran Bretagna secondo il “Chartered Institute of Personnel and Development”, l’organo professionale dei manager, quest’anno almeno 600 mila persone verranno licenziate. La “Preghiera per i disoccupati” aiuta chi ha perso il lavoro o lo sta perdendo ad esprimere la propria ansia e comprende il verso “Ascoltami mentre grido in uno stato di confusione, aiutami a pensare con chiarezza e calma il mio spirito”. La “Preghiera per chi rimane nel posto di lavoro” si concentra anche sul senso di colpa e l’aumento della quantità di lavoro che la disoccupazione in aumento provocano. Chiede a Dio: “In mezzo a questa incertezza aiutami a continuare a lavorare al meglio delle mie possibilità vivendo un giorno alla volta”. Il Vescovo anglicano di Ripon e Leeds, John Packer, presidente della commissione “Stewardship Committee” della “Chiesa di Inghilterra” che si occupa di questioni finanziarie ha spiegato che queste preghiere vogliono sottolineare il fatto che la Chiesa esiste per tutti in tutti i momenti – soprattutto in quelli di crisi. “Si tratta di una iniziativa pastorale”, ha detto il Vescovo Packer, “E’ importante non lasciare solo chi si ritrova disoccupato, stare vicino a chi ha perso il posto di lavoro offrendo alle persone nuovi modi di pregare Dio o essere disponibili ad ascoltare”.