La lebbra e l’età

SENEGAL

In Senegal ci sono 11 villaggi per il reinserimento sociale degli ex lebbrosi. In quello di Tebu, nel Senegal meridionale, vivono 112 persone, quasi tutti ex malati che si sono sposati tra loro e hanno formato numerose famiglie. La metà della popolazione del villaggio sono infatti bambini e giovani. Gli aiuti arrivano dalla Germania, perché l’Oms ha affidato ad ogni Paese occidentale la cura della lebbra in un rispettivo Paese del Sud del mondo. “Lo Stato ha fatto un grande sforzo iniziale per aiutarci ma ora è latitante – afferma il capovillaggio Baba Sané -. Le case sono state costruite per farci vivere una persona, ora devono servire per famiglie intere. Abbiamo degli orti per cominciare una economia di autosufficiente, ma non basta. Abbiamo bisogno di creare occupazione, di elettricità. Tanti malati, che non hanno mani o piedi, ora sono invecchiati, per cui vivono il doppio handicap: della lebbra e dell’età”. Il capovillaggio è eletto dalla comunità, c’è un imam e una associazione dei giovani.”Normalmente c’è una tendenza ad emarginare i malati e i loro parenti – racconta un giovane -. Noi stessi abbiamo sofferto e vissuto sulla nostra pelle il rifiuto degli altri per avere i genitori malati. Ma poi la gente si rende conto che la lebbra non è così contagiosa come si crede. Molti di noi hanno studiato, alcuni sono andati perfino all’università. Ma siccome il villaggio di sta ingrandendo abbiamo bisogno di case, di terreni e di scuole, per evitare di essere ancora dipendenti dagli aiuti esterni”.(21 gennaio 2009)