Le danze africane

SENEGAL

La polvere si alza nell’aria insieme al suono dei tam tam. Gli uomini con i capelli rasta picchiano selvaggiamente con le mani su jambee e sembu. Le giovani donne, fasciate nei colori delle stoffe africane, fanno lo stesso con i nudi piedi sulla nuda terra, dimenando con forza e velocità corpo e braccia come nell’ansia di volare, senza perdere il contatto con le radici, che sembrano attirarle costantemente verso il basso. Le danze dell’Africa incantano e stregano, la catarsi dei danzatori diventa presto collettiva, lo spettacolo non è mai solo per i protagonisti, ma anche per gli spettatori. Avviene con i danzatori e i musicisti del gruppo “Seuruba” del griot Ablaye Sissoko vicino Mbur e con i tanti altri gruppi incontrati lungo la strada, nelle cittadine e nei villaggi. Danze tradizionali con maschere come il covone di paglia che gira vorticosamente su se stesso come se fosse sferzato dal vento o come i mostri mezzi tigre o mezzi leone che ridono e ghignano tra le donne che ballano, o come le scene danzate che mimano un funerale tipico.Nelle danze dell’etnia Diola, nella regione Casamance (Senegal meridionale) vengono rappresentate vere e proprie scenette: in una di queste gli uomini che vanno a lavorare nei campi tornano a casa la sera e si aspettano di vedere la moglie allegra. Ma se la trovano triste si deprimono. Tutto ciò viene descritto a passo di danza.L’associazione di danzatori e suonatori che promuove le tradizioni della cultura Diola a Ziguinchor (la più importante cittadina della Casamance) racconta anche, attraverso il ballo, l’iniziazione dei giovani uomini: prima veniva fatta per tre mesi nel bosco sacro, ora per mancanza di ferie o tempo per un mese o una settimana. Tutti i bambini e ragazzi si riuniscono nel bosco con gli anziani, dove vengono educati alle responsabilità dell’età adulta, ad esempio a gestire il patrimonio di famiglia, ed essere così pronti al matrimonio. (21 gennaio 2009)