COMMISSIONE UE
Si prevede una lenta ripresa economica dal 2010
Ulteriore rallentamento del Prodotto interno lordo, peggioramento dei conti pubblici, disoccupazione in crescita. Secondo le stime “intermedie” (fra quelle d’autunno e quelle di primavera) presentate il 19 gennaio dalla Commissione Ue, il 2009 segnerà il momento peggiore della recessione in atto, sperando in una lenta ripresa a partire dal prossimo anno.Nessuno può sentirsi al riparo. Nel presentare le Previsioni economiche intermedie, il commissario agli affari monetari Joaquin Almunia non ha nascosto la sua preoccupazione; ha poi indicato la strada della concertazione degli interventi per rilanciare i settori produttivi e ha ricordato la necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici. Stando alle tabelle distribuite dall’Esecutivo, il Prodotto interno lordo dell’Unione europea dovrebbe toccare -1,8% nel 2009 (era +0,9% nell’anno trascorso), per poi risalire a +0,5% nel 2010; nell’area dell’euro il Pil segnerebbe addirittura -1,9% quest’anno e +0,4% il prossimo anno. Secondo gli esperti della Commissione, la crisi finanziaria e la “decelerazione” dell’economia reale “si manifestano nella forte contrazione degli scambi internazionali e della produzione manifatturiera”: nessun settore può sentirsi al riparo dalla recessione, ha chiarito Almunia. Inoltre “la gravità del rallentamento economico avrà ripercussioni su occupazione e finanze pubbliche”.Pil in frenata. Le previsioni della Commissione non risparmiamo alcun paese aderente all’Ue. Presi singolarmente, i dati dei singoli Stati mostrano problemi sul versante del Pil, dell’indebitamento lordo, del deficit e dell’occupazione. Per quanto riguarda il Prodotto interno lordo, le previsioni per il 2009 nell’area della moneta unica segnano -2,3% per la Germania, -1,8 per la Francia, -2,0 per Italia e Spagna; l’Irlanda raggiunge addirittura -5%. Risultati sotto lo zero anche per Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo e Finlandia. Fuori dall’area euro diversi altri paesi hanno Pil negativi, con un -2,8% per il Regno Unito. Ma la situazione peggiore è prevista in Lettonia, Lituania ed Estonia. Con dati positivi rimangono, fra gli altri, la Polonia (2%), la Slovacchia (2,7), Romania e Bulgaria (1,8). Per quanto concerne il debito lordo delle Pubbliche amministrazioni, l’Italia guida la classifica negativa: la stima per il 2008 è al 105,7%; nel 2009 salirebbe al 109,3. Debiti in salita anche per Germania, Francia, Regno Unito e per molti piccoli paesi.Inflazione giù, disoccupazione su. “Le misure per stabilizzare il mercato finanziario, le politiche monetarie di allentamento e i piani di rilancio economico ci consentiranno di arginare il deterioramento dell’economia e creare le condizioni per una ripresa graduale nella seconda parte dell’anno”, ha osservato Almunia. “Occorre adoperarsi affinché queste misure siano efficaci”, per rilanciare le imprese, incoraggiare gli investimenti e i consumi privati. Per rafforzare la fiducia degli operatori economici e delle famiglie “è inoltre fondamentale che gli Stati membri s’impegnino a risanare, non appena la situazione sarà tornata alla normalità, le proprie finanze pubbliche”. L’unico dato positivo sembra dunque il rallentamento dell’inflazione: nell’Ue27 dovrebbe passare dal 3,7% del 2008 all’1,2% di quest’anno. La disoccupazione complessiva salirebbe invece dal 7% dello scorso anno all’8,7% del 2009 fino al 9,5% del 2010.Deficit oltre Maastricht. Analizzando le tabelle relative ai deficit nazionali, si scopre che fra i 16 paesi che adottano la moneta unica ben pochi rimarranno entro i parametri di Maastricht. Il caso più evidente è quello dell’Irlanda, particolarmente scossa dalla crisi finanziaria, tanto da segnare un rapporto deficit/Pil a -11% quest’anno e -13 nei prossimi dodici mesi. Nel 2009 la Germania mostra un -2,9% (-4,2 nel 2010), la Francia -5,4%, l’Italia -3,8%, la Spagna -6,2%. Il commissario Almunia ha messo le mani avanti, sostenendo che l’Esecutivo dovrà porre in evidenza le situazioni più compromesse: il 18 febbraio egli stesso invierà al Consiglio dei ministri delle finanze (Ecofin) i rapporti sui singoli Stati, ma anche se formalmente dovessero essere aperte le procedure per “deficit eccessivo”, i provvedimenti resterebbe in sospeso per non gravare ulteriormente su sistemi economici già in difficoltà.Regna l’incertezza. In merito agli scenari internazionali, la Commissione registra una brusca frenata nell’ultimo trimestre del 2008, mentre “a partire dalla seconda metà del 2009 dovrebbe esserci una ripresa” mondiale, “graduale ma moderata, grazie al miglioramento dei mercati finanziari e agli effetti delle politiche” di sostegno attuate soprattutto da Usa e Ue. Bruxelles avverte peraltro che “una grande incertezza grava su queste previsioni, in quanto ci troviamo di fronte alla peggiore crisi che l’economia mondiale abbia attraversato dalla seconda guerra mondiale”.