INGHILTERRA E GALLES
Adozione: una legge mette a rischio l’attività delle agenzie cattoliche
Agenzie di adozione cattoliche del Regno Unito: da quando la legislazione britannica ha stabilito che si devono considerare anche le coppie omosessuali come potenziali genitori, scelta che contraddice l’insegnamento della Chiesa, la loro esistenza è a rischio. Per capire bene che cosa sta succedendo Silvia Guzzetti, per SIR Europa, ha intervistato Philippa Gitlin, direttrice di “Caritas Social Action Network”, organizzazione che raccoglie 28 “charities” di Inghilterra e Galles che si occupano di adozioni rifacendosi all’insegnamento della Chiesa cattolica.La legge sulla parità, entrata in vigore lo scorso aprile, stabilisce che non si può essere discriminati in base al proprio orientamento sessuale quando si ha bisogno di beni o servizi. Di conseguenza, lo Stato britannico ha imposto alle agenzie di adozione di accettare come coppie adottive anche gli omosessuali pena la chiusura. Perché?“In Gran Bretagna il processo di adozione è controllato in modo rigido dallo Stato. Le agenzie di adozione cattoliche selezionano i genitori adottivi e preparano l’adozione, ma la decisione spetta allo Stato che finanzia anche, almeno in parte, le agenzie”.Che cosa succederà?“Non poter più escludere dal processo adottivo le coppie omosessuali pone le agenzie cattoliche in un dilemma. I “trustees”, gli amministratori di queste agenzie di adozione, devono mettere al primo posto gli interessi dei beneficiari dei servizi dell’agenzia ovvero i bambini. Le agenzie cattoliche hanno avuto molto successo in passato – dati statistici lo dimostrano – perché sostengono i genitori adottivi per un periodo più lungo rispetto ad altre agenzie, grazie a fondi extra che sono superiori a quelli garantiti dallo Stato. L’adozione è un processo molto delicato e faticoso che spesso fallisce a metà strada, soprattutto quando i bambini sono più grandi e quindi più difficili da gestire. Grazie a questi aiuti economici le agenzie cattoliche possono sostenere i genitori più a lungo e il processo di adozione ha un esito positivo”.La Chiesa di Inghilterra e Galles ha chiarito che le agenzie di adozione cattoliche, se vogliono continuare a operare in conformità con la legge, devono rinunciare allo status di agenzie diocesane. Che cosa comporta questo?“Le agenzie non potranno più raccogliere fondi attraverso le Chiese, come è avvenuto fino ad oggi, una volta all’anno. Molte di queste agenzie fanno anche un lavoro che va oltre l’adozione. Gestiscono case di accoglienza per bambini di famiglie difficili, case di riposo per anziani, unità per giovani con problemi di comportamento e servizi per persone con difficoltà di apprendimento. I vescovi di Nottingham, Cardiff e del Suffolk hanno detto che per i cattolici è possibile sostenere tutte queste attività purché non sponsorizzino la parte che riguarda l’adozione nel caso l’agenzia decidesse di considerare anche coppie omosessuali”.Quante agenzie cattoliche hanno chiuso?“L’agenzia di Salford, a Manchester, ha chiuso il proprio settore di adozione perché aveva un numero molto basso di casi e continua con altri tipi di servizi. Le agenzie di Northampton e di Nottingham, l’agenzia “Cabrini Society”, che copre le diocesi di Southwark, Arundel e Brighton e Portsmouth e l’agenzia di Lancaster hanno rinunciato al loro status di agenzie diocesane. Prima la diocesi aveva il diritto di nominare un trustee nel comitato di controllo dell’agenzia, ora non ce l’ha più. Le agenzie rimangono guidate da un’etica cattolica di aiuto agli ultimi e, poiché sono note come enti cattolici, non riceveranno molte richieste di adozione da coppie omosessuali”.E le altre?“La “Father Hudson Society” di Birmingham, l’agenzia “Catholic care” di Leeds e la “Westminster Catholic Children Society” di Londra hanno fatto appello alla “Charity Commission”, l’organo che controlla le “charities” britanniche, chiedendo di cambiare il loro obbiettivo operativo e di voler fare soltanto lavoro adottivo secondo gli insegnamenti della Chiesa Cattolica. L’appello è stato respinto e le tre charities sono ricorse in tribunale e aspettano una risposta”.Pensa che dietro questo scontro tra Stato britannico e Chiesa ci sia la difficoltà di far coesistere alcuni valori del “politicamente corretto” con quelli cristiani?“Credo che vi sia la convinzione nella società del Regno Unito che i valori religiosi non abbiano un ruolo nello spazio pubblico dove diventano soltanto un problema. Questo rappresenta una sfida per enti religiosi ad essere più attivi e trovare nuovi modi di contribuire al bene pubblico. Quello che la Chiesa fa nel settore del “welfare” deve cambiare con i tempi. Quando non esisteva il servizio sanitario nazionale, la Chiesa garantiva cure mediche. Oggi questo non avrebbe senso. Così il motivo per cui sono nate le agenzie di adozione cattoliche, il bisogno di provvedere a bambini nati da ragazze madri cattoliche che non erano in grado di allevarli, non esiste più”. Insomma è giunto il momento di diversificare i servizi di assistenza? “La Chiesa deve chiedersi chi sono i più bisognosi nella società, quelli dei quali non si occupa nessuno. Questo non è il caso di bambini a rischio perché lo Stato per legge deve occuparsi di loro e, infatti, vi sono oltre 300 agenzie di adozione gestite da enti locali. Credo che oggi i più bisognosi siano anziani, immigrati e rifugiati politici”.