ECUMENISMO
Moldavia: prima celebrazione ecumenica”La vocazione all’unità di tutti i cristiani è un’ispirazione divina, è un segno dei tempi che lo Spirito di Dio trasmette e che non può essere nascosto”. Lo ha detto il vescovo Anton Cosa di Chisinau, durante la celebrazione ecumenica celebrata sabato, 24 gennaio, nella cattedrale della Divina Provvidenza. È stata la prima volta di una celebrazione ecumenica nella cattedrale cattolica di Chisinau. L’incontro di preghiera ha visto riuniti un gran numero di fedeli insieme al vescovo Cosa, clero diocesano e rappresentanti della Metropolia Ortodossa di Bassarabia. “Sappiamo bene – ha detto il vescovo di Chisinau – che non tutti i cristiani sono ugualmente aperti e fiduciosi riguardo al movimento ecumenico, ancor di più perché alcune Chiese e comunità cristiane da varie aree geografiche hanno avuto esperienze dolorose, che hanno lasciato ferite ancora aperte”. “Nonostante questo – ha aggiunto – chi avrà il coraggio di opporsi allo Spirito di Dio che soffia dove vuole e inspira la Chiesa di Cristo e la guida lungo la storia?”. La diocesi di Chisinau mantiene da anni relazioni fraterne con la Chiesa Ortodossa della Repubblica Moldova attuando anche varie collaborazioni nel campo sociale.Romania: appello dell’arcivescovo di Bucarest “Per fare ecumenismo, abbiamo bisogno di conversione, di conoscerci meglio e di rimanere fedeli alla preghiera per l’ideale della ricostruzione dell’unità”. Lo ha affermato mons. Ioan Robu, arcivescovo e metropolita di Bucarest, alla conclusione della celebrazione ecumenica svoltasi sabato, 24 gennaio, nella cattedrale cattolica di san Giuseppe, durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Ricordando i suggerimenti del documento conciliare “Unitatis Redintegratio”, l’arcivescovo Robu ha sottolineato che, nel dialogo con gli altri e sugli altri, bisogna mantenere sempre “la misura del buon senso e dell’amore”. “Ultimamente – ha spiegato l’arcivescovo – è apparso, a volte alla radio, sui siti Internet o in vari opuscoli, un linguaggio offensivo e degradante”. “Credo – ha proseguito mons Robu – che dobbiamo essere molto sensibili rispetto a questo fenomeno e di non incoraggiarlo con il nostro silenzio, ma piuttosto, prendere posizione, perché è estremamente pericoloso”. “Se permetteremo all’odio di crescere – ha aggiunto l’arcivescovo -, allora non siamo fedeli alla vocazione che Dio ci ha lasciato”. Il metropolita ha insistito sulla necessità di stare “attenti a come parliamo tra noi e di noi stessi”, mantenendo il legame e la misura dell’amore: dell’amore che tutto capisce, dell’amore che tutto perdona, che tutto sopporta, dell’amore che avvicina tutti”. La Settimana di preghiera svoltasi a Bucarest si è conclusa domenica 25 gennaio con un incontro ecumenico nella Chiesa Anglicana.Inghilterra: il card. O’Connor al Sinodo anglicanoIl card. Murphy-O’Connor, arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, prenderà la parola al Sinodo generale della Chiesa (anglicana) di Inghilterra (9-13 febbraio). Il suo intervento è previsto il primo giorno della assemblea sinodale. C’è molta attesa per questo appuntamento della Chiesa inglese guidata dall’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, perché durante i lavori sinodali sarà presentato un pacchetto di proposte volte a spianare la strada alla ordinazione episcopale delle donne. Le proposte sono state elaborate da una apposita commissione di vescovi e rese pubbliche sul sito www.cofe.anglican.org. Secondo il settimanale cattolico inglese “Tablet”, il card. Murphy-O’Connor parlerà dell’impatto dell’ordinazione delle donne due giorni prima che il Sinodo voti a questo riguardo. Sempre il settimanale, ricorda che i rapporti tra le due Chiese sono ottimi. “Gli accordi che abbiamo raggiunto a fatica sono stati importantissimi per il futuro della Chiesa e quindi il dialogo deve continuare”, ha detto Murphy-O’Connor definendo la Commissione di dialogo tra le due Chiese “Arcic” “una somma di denaro sicura in banca”. La Chiesa d’Inghilterra ha aperto le porte all’ordinazione sacerdotale delle donne nel 1994 e conta attualmente in servizio circa tremila preti di sesso femminile, un terzo del totale.Irlanda del Nord: una nuova associazione ecumenicaLe parrocchie cattoliche e anglicane di Drumcree, nella contea di Armagh, in Nord Irlanda, una delle zone calde del conflitto nordirlandese, hanno deciso di cooperare in una nuova organizzazione dal nome “Churches together”. La nuova associazione punta a migliorare i rapporti tra la comunità cattolica e quella protestante in questa area dove per anni, a metà luglio, si sono verificati scontri tra l’Ordine orangista che voleva marciare attraverso la cattolica Garvaghy Road e le forze dell’ordine che cercavano di fermarlo. “Churches together” comprenderà sette rappresentanti alcuni di altre denominazioni cristiane della zona. Copresidenti saranno don Michael O’Dwyer, parroco cattolico e il suo omologo protestante Gary Galway.