Olanda: aumentano le offerte alle parrocchie Tra il 2007 e il 2008 sono aumentate le entrate delle parrocchie della Chiesa cattolica nei Paesi Bassi, si è infatti registrato un aumento di più di un milione di euro in entrambi gli anni; a fronte di questo aumento è però da registrare anche un aumento di costi, che ha fatto segnare, nel 2007, uno sbilancio di 5 milioni di euro. Sono questi i dati che emergono in occasione dell’avvio della campagna a favore del bilancio ecclesiastico 2009. Il reddito delle 1.420 parrocchie olandesi è salito, nel 2007, di quasi 5 milioni di euro, attestandosi su un totale di 170 milioni: un aumento di circa il 3% rispetto all’anno predente: il 2006, mentre le spese, in quello stesso anno avevano raggiunto 175 milioni con uno sbilancio, in negativo, di circa 5 milioni di euro. Si tratta di un trend favorevole rispetto agli anni precedenti in quanto nel 2006 il deficit era di 10 milioni di euro e nel 2005 di 13 milioni; questo vuol dire che, nel 2007, nonostante i costi più elevati, le parrocchie hanno attinto in misura minore al proprio patrimonio rispetto al passato. La fonte di reddito delle parrocchie si basa, per oltre i due terzi, sui proventi della campagna Kerkbalans (Bilancio ecclesiastico), a seguire le collette e le tariffe per i servizi ecclesiastici. Circa la metà delle entrate di questo cosiddetto “denaro fresco” deriva del programma Kerkbalans. Nel 2007 il ricavato complessivo è stato di 60,2 milioni di euro: pari ad un aumento del 2% rispetto al 2006, aumento notevole in quanto Kerkbalans nei due anni precedenti aveva registrato un aumento solo dello 0,7%. Le stime per il 2008 indicano invece un aumento del 2%, per un importo complessivo di 61,3 milioni di euro. Se si esamina la situazione delle singole diocesi, si vede che c’è stato un aumento per tutte; il maggiore si registra per la diocesi di Rotterdam (4,3%), seguono Groningen-Leuwarden (3,7%) e Harlem-Amsterdam (3,6%). Sono Roermond (0,37%) e Den Bosch (1,5%) a registrare invece gli aumenti più contenuti. Le cifre mostrano che il 44% delle famiglie cattoliche hanno contribuito al programma Kerkbalans. La partecipazione cresce con una media annua dell’1%. La situazione è diversa in ogni diocesi, colpisce che soltanto nella diocesi di Roermond la partecipazione sia diminuita negli ultimi due anni. Il contributo medio delle famiglie è stato di 70 euro. Rapportato ai 4,3 milioni complessivi di cattolici nei Paesi Bassi questa cifra equivale a 14 euro per parrocchiano.Portogallo: crisi agricola e contributo dei laiciRiuniti in Consiglio Presbiterale, i sacerdoti di Vila Real, capitale della regione settentrionale di Trás-os-Montes, hanno espresso grande preoccupazione per la crisi che sta coinvolgendo gli agricoltori del territorio: “Se si manterranno le difficoltà attuali, si assisterà ad un’ulteriore diminuzione della popolazione agricola, con una conseguente disoccupazione e uno spopolamento delle zone rurali”. “Il riflesso della crisi economica sui prezzi dei generi agricoli è già molto evidente, e si riflette in particolare sul mercato dell’olio e delle olive, ma si sta allargando ai settori della patata, della segala, del vino, del latte e della carne. Solo la castagna, la cui raccolta non è stata abbondante, è rimasto l’unico prodotto in grado di fornire un certo guadagno”. Nella medesima assemblea, i sacerdoti hanno anche analizzato la situazione dell’inserimento dei laici nelle strutture di orientamento cristiano della diocesi, chiarendo che “la loro specifica funzione deve essere caratterizzata dalla competenza professionale e dalla coscienza etica”. In questo senso, il Consiglio ha rilevato che “il loro contributo è reso difficoltoso dalla dissociazione dei due aspetti: una componente professionale che appare inquadrata in una prospettiva di protagonismo economicistico, che dimentica spesso i valori morali della giustizia sociale e del bene comune, e d’altra parte, un’etica che, a volte, appare sostituita dalla militanza settoriale o di partito”. “L’educazione dei laici, in vista di una loro collaborazione nei settori della salute, della scuola e della formazione giovanile – conclude il comunicato presbiterale – non può dunque avvenire unicamente mediante le attività liturgiche e le catechesi parrocchiali, ma richiede un gruppo di laici e sacerdoti preparati, che riorganizzino i segretariati, tenendo conto della realtà di ciascuna zona pastorale e soprattutto dello spirito comunitario diocesano”.Belgio: cordoglio per tragedia Termonde”Un gesto folle e omicida che ha gettato il Paese nel terrore e ha colpito la nostra società in uno dei suoi simboli più forti: l’accoglienza sicura dei bambini e la fiducia dei genitori”. Così mons. Luc Van Looy, vescovo di Gand, in un messaggio diffuso il 26 gennaio, esprime a nome dei vescovi del Belgio, il cordoglio per la tragedia di Termonde, dove venerdì 23 gennaio, un folle è entrato nell’asilo nido locale uccidendo due bambini, una educatrice e ferendone altri. “Porgo le mie condoglianze alle famiglie dei piccoli Korneel e Léon, e di Marita Blindeman – si legge nel messaggio – ed esprimo la mia solidarietà alle famiglie dei bambini feriti, alla direzione e al personale della scuola. Nulla può consolare il loro dolore, ma assicuro loro la mia compassione e invito i fedeli cattolici a sostenerli attraverso la preghiera. Che il Dio della Risurrezione dia loro la forza di vivere con questa nuova realtà. Questa tragedia – conclude – ha lanciato una sfida a tutti: piuttosto che bloccarci nella paura, rispondiamo a questo gesto di orrore gratuito con un supplemento di solidarietà e di fiducia”.