CAMPANIA
Al piano per gli asili devono seguire adeguate politiche familiari
La Giunta della Regione Campania ha approvato, il 23 dicembre 2008, un piano straordinario per il potenziamento della rete degli asili e delle iniziative sperimentali dedicate a bambini tra 0 e 3 anni. Il piano ha l’obiettivo di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro grazie alla creazione di nuovi asili nido (anche aziendali) e al sostegno di progetti di sperimentazione come “Nidi di mamma” e diverse altre esperienze avviate in questo campo. Il piano conta su un finanziamento di 165 milioni di euro provenienti da fondi europei, nazionali e regionali. Le risorse saranno assegnate attraverso avvisi pubblici. I criteri di selezione delle iniziative da finanziare sono orientati a valorizzare la qualità dei servizi offerti coerentemente con gli obiettivi di servizio definiti dall’Unione europea in questo settore.Un segnale. “Un piccolo segnale rispetto al nulla”. È lapidario Michele Tarallo, presidente del Forum delle associazioni familiari della Campania, nel giudicare il piano per il potenziamento della rete degli asili nido: “In Campania siamo a zero rispetto alle problematiche delle famiglie con bambini. Anzi, per quel che mi risulta, siamo una delle ultime Regioni come numero di asili”. Dunque, “si tratta di un intervento non eclatante, ma importante perché mostra una sensibilità in questo settore, volto a creare nuove strutture”. Nella Regione, secondo Tarallo, “c’è ancora un forte radicamento della famiglia e dei valori ad essa legata. Servono, perciò, non provvedimenti una tantum, ma di aiuto costante alle famiglie, soprattutto quelle più numerose. Infatti, sono molte le famiglie che, pur non avendo un reddito bassissimo, vivono comunque in difficoltà avendo un alto numero di figli. Purtroppo, non ci sono provvedimenti che considerino in modo sufficiente quest’aspetto”. In generale, il potenziamento degli asili è un “primo passo”, ma poi bisogna anche “incentivare il lavoro femminile” che invece “in Campania scarseggia”.Prima il lavoro e i figli. “Il provvedimento della Regione riguarda un aspetto importante, il potenziamento degli asili, ma sono molte di più le richieste che noi rivolgiamo alla politica”. A parlare è Guido Aniello, coordinatore dell’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn) per la Campania. “Le famiglie numerose purtroppo sono una realtà molto trascurata e dimenticata – afferma Aniello – il cui problema principale è di natura economica”. Oggi, chiarisce il coordinatore regionale di Anfn, “portare avanti una famiglia con tanti figli, soprattutto quando c’è un solo genitore che lavora, è un’impresa non facile. Le nostre mogli non sono casalinghe, ma delle home manager perché riescono a gestire con bravura le risorse a disposizione, per il buon andamento delle famiglia. Certo, noi che crediamo in valori cristiani ci affidiamo anche alla provvidenza”. Insomma, “a dispetto della Costituzione italiana, che prevede la tutela la famiglia”, per Aniello, “non si fa abbastanza”. “Anche il sostegno agli asili nido è troppo poco non perché non sia un piano utile, ma con esso si favorisce solo la donna che lavora, ma sono tante quelle che non hanno lavoro”. In effetti, a giudizio del coordinatore regionale di Anfn, “il problema è a monte. Bisogna incoraggiare e dare incentivi ai fidanzati che vogliono crearsi una famiglia con il bonus bebé, il bonus per la prima casa, gli sgravi fiscali in misura proporzionale al numero dei figli. Se riusciamo a sensibilizzare gli amministratori sulle esigenze della famiglia, faremo un passo avanti”. Per Aniello, “basta guardarsi intorno: per esempio, in Francia si è capito che la famiglia è il centro e il futuro della società e si sono adottati provvedimenti conseguenti. Se non si investe oggi nella famiglia saremo tra alcuni decenni una società di soli anziani”. “I ragazzi di oggi – continua – sono impossibilitati a sposarsi presto per la mancanza di lavoro e per gli elevati costi delle case: i cosiddetti bamboccioni sono costretti a restare a casa. Prima degli asili nido bisogna permettere ai giovani di mettere su famiglia e avere figli”.Attenzione anche agli anziani e alle casalinghe. Per don Pietro Lagnese, incaricato regionale di pastorale familiare della Conferenza episcopale campana (Cec), quella della Regione è “una buona iniziativa, visto che queste esperienze si sono attivate in altre regioni e province italiane con buoni risultati. Soprattutto sono state avviate in altre nazioni dell’Europa”. “Mi sembra – dice – che sia un modo per andare incontro concretamente alle esigenze della famiglia. E, poi, è anche un modo per offrire lavoro alle addette negli asili. Quindi, anche da questo punto di vista mi sembra un’iniziativa lodevole”. Certamente, ammette Lagnese, “ci sarebbe bisogno di altro: questo può essere un primo passo, ma non ci si può fermare”. Infatti, “anche la questione degli anziani nelle famiglie potrebbe essere una realtà da tenere sott’occhio: per esempio, dando la possibilità agli anziani di continuare a vivere nel contesto familiare con un sostegno per le famiglie più adeguato. E poi si dovrebbe riflettere di più sulla possibilità di dare una remunerazione alle casalinghe. La realtà attuale è sempre più quella di una famiglia frammentata dove non c’è più tempo per i figli. Anche in passato se n’è parlato, ma purtroppo queste proposte muoiono sul nascere”. a cura di Gigliola Alfaro(30 gennaio 2009)