POLONIA
Unità dei cristiani e memoria delle vittime dell’Olocausto
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (dal 18 al 25 gennaio) si è tenuta per la nona volta in Polonia con incontri organizzati in tutti i maggiori centri del paese, in occasione della Giornata dell’islam celebrata il 26 gennaio: “I valori comuni al cristianesimo e alla religione musulmana sono particolarmente ribaditi dal tema guida della Giornata dell’islam di quest’anno”: “Insieme per la dignità del matrimonio e della famiglia”, ha sottolineato in una nota la Conferenza episcopale polacca (Cep) che, ricordando la tragica situazione delle famiglie in Medio Oriente e soprattutto nella Striscia di Gaza, ha riaffermato il grande valore degli incontri con i musulmani “che permettono ai cattolici e ai musulmani polacchi di conoscersi meglio, favoriscono il rispetto reciproco e dimostrano quanto unisce i fedeli di entrambe le religioni”. A fronte di una storia secolare, i musulmani in Polonia costituiscono attualmente una minoranza pari allo 0,06% della popolazioneNon solo una Settimana. Nel corso della Settimana di preghiera sono stati numerosi gli interventi della Chiesa polacca a favore di un rinnovato dialogo tra cristiani. In un opuscolo del Consiglio per gli affari ecumenici della Cep e del Consiglio ecumenico polacco, è stata evidenziata la necessità che l’anelito all’unità dei cristiani non sia “limitato solo ad una settimana all’anno”: “Le preghiere per l’unità del mondo cristiano vengono portate in modo particolare anche nel giorno di Pentecoste, e in occasione delle varie festività religiose o nazionali” e “siamo convinti che il terzo millennio di cristianesimo appena iniziato offrirà molte opportunità per superare le divisioni, affinché il Vangelo possa essere annunciato in modo ancora più efficace, e possa impregnare la vita dei singoli e di tutta la Chiesa nel nostro paese”. Tra le diverse iniziative a carattere ecumenico, l’arcivescovo di Poznan, mons. Stanislaw Gadecki, ha pregato per l’incontro europeo dei giovani organizzato dalla Comunità di Taizé proprio nella città sul fiume Warta (dal 29 dicembre al 2 gennaio 2010) affinché possa portare “un gran bene per la città e per tutta la regione di Wielkopolska” ed essere “un antidoto alla confusione e all’uniformazione della vita solo nella sua dimensione orizzontale” aiutando a “ritrovare la dimensione verticale della vita, da terra verso il cielo, dando alla vita umana un senso più profondo”. Al termine della Settimana il card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, ha ricordato che “il compito comune di noi tutti, discepoli di Cristo, è quello di ritrovare la speranza in un mondo anelante al bene, all’amore, e alla pace”: “I compiti e le sfide che affronteremo in comune ci aiuteranno ad annunciare in modo più efficace il Vangelo, e a trasformare i nostri ambienti in modo che siano più conformi all’immagine di Dio, e al contempo a quella dell’uomo. E allora con un ardore ancora più grande pregheremo per l’unità dei cristiani, affinché il nostro comune impegno e la nostra testimonianza siano convincenti in un mondo sempre più scettico”.Legame spirituale. In occasione della Giornata internazionale in memoria delle vittime dell’Olocausto (27 gennaio), mons. Jozef Zycinski, arcivescovo di Lublino, ha invitato i fedeli a mettere sulle finestre delle candele le cui fiamme potessero “simboleggiare il legame spirituale con le vittime dell’Olocausto”: “Che questo lume esprima la solidarietà con coloro che perirono nel mondo travolto da un odio cieco”, ha spiegato l’ordinario della diocesi polacca, e “che ricordi a noi tutti l’inviolabile dignità umana che non può mai essere soggiogata da una fanatica visione di qualche ideologia” perché i lumini “esprimono la nostra cultura cristiana e, al contempo, evocano la memoria viva delle tragedie patite dalla generazione dei nostri padri”. Il copresidente da parte cristiana del Consiglio dei cristiani ed ebrei polacchi, Zbigniew Nosowski, ha poi messo in evidenza che “sempre più ebrei vedono la necessità del dialogo con i cristiani, mentre sempre più cristiani capiscono l’insegnamento di Giovanni Paolo II riguardante l’ebraismo e cercano di renderlo vivo”. Durante la giornata di commemorazione della Shoah, Nosowski ha ribadito che in Polonia “un sempre maggiore interesse per la storia locale porta alla scoperta che essa non può essere scritta senza conoscere la storia di ebrei polacchi”: “La rinascita della vita ebraica in Polonia è un dato di fatto mentre gli ebrei, affermando la propria identità senza più impedimenti, sono sempre più aperti al dialogo”.