KIRILL
Eletto il 16° Patriarca di Mosca e di tutte le Russie
La Chiesa ortodossa russa ha il suo primo patriarca postcomunista, il 16esimo della sua storia, come hanno ricordato i sedici rintocchi di campana che hanno annunciato la sua nomina: è il metropolita di Smolensk e Kaliningrad, Kirill, 62 anni, “ministro degli esteri” del patriarcato di Mosca, grande comunicatore, considerato l’anima dell’ala più moderna e aperta al dialogo, in particolare con la Chiesa cattolica. Lo ha eletto martedì 27 gennaio nella cattedrale di Cristo Salvatore di Mosca, con una maggioranza superiore alle aspettative (508 voti su 677validi), il Concilio locale della Chies ortodossa russa nel primo dei suoi tre giorni di assemblea, preferendolo al metropolita di Kaluga e Borovsk, Kliment (59 anni), capo dell’amministrazione della Chiesa russa ortodossa, un conservatore con ottimi agganci politici ma poco carismatico: per lui “solo” 169 preferenze. Erano i due unici candidati, dopo il ritiro del metropolita bielorusso di Minsk e Slutsk, Filarete (73 anni), che ha portato i suoi consensi – non determinanti – a Kirill. Tutti e tre erano stati proposti domenica dal consiglio episcopale, che aveva già delineato un’ampia preferenza per il primo (97 voti contro rispettivamente 32 e 16). L’insediamento ufficiale è previsto il 1° febbraio. Kirill, al secolo Vladimir Gundiaiev, era diventato patriarca reggente all’inizio di dicembre, in seguito alla morte di AlessioII, artefice in 18 anni della rinascita della chiesa ortodossa dopo decenni di ateismo di Stato e di persecuzioni comuniste, a partire dalla Cattedrale di Cristo Salvatore, distrutta da Stalin e ricostruita negli anni Novanta da Boris Ieltsin. Così i rappresentanti delle Chiese in Europa hanno accolto la notizia della sua elezione. Dalla Santa Sede. Papa Benedetto XVI ha accolto “con gioia” la notizia della elezione del metropolita Kirill a Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Lo scrive il Santo Padre a sua Santità Kirill in un messaggio di augurio. “Possa l’Onnipotente benedire i vostri sforzi – prosegue il Papa – anche per mantenere la comunione tra le Chiese ortodosse e cercare quella pienezza di comunione che è l’obiettivo della collaborazione e del dialogo cattolico-ortodosso”. Nel messaggio Benedetto XVI assicura la sua “vicinanza spirituale” e “l’impegno della Chiesa cattolica a collaborare con la Chiesa ortodossa russa per una sempre più chiara testimonianza della verità del messaggio cristiano e dei valori che possono accompagnare il mondo di oggi lungo la strada della pace, della giustizia e della cura amorevole degli emarginati”. Anche il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani saluta con gioia l’elezione. “Confidiamo – si legge in una nota – di poter continuare il cammino comune di ravvicinamento che abbiamo iniziato”. “Non vogliamo certo perdere di vista le difficoltà che ancora permangono ma siamo disposti e desiderosi a cooperare nel campo sociale e culturale per testimoniare i valori cristiani”. Dalla Russia. “Spero fermamente – dice mons. Paolo Pezzi, arcivescovo dell’Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca – che le relazioni di fraterna comprensione vicendevole, di fiducia e di collaborazione che si sono sviluppate fra le nostre Chiese negli ultimi anni del servizio del compianto Santissimo Patriarca Alessio II, possano avere un approfondimento e uno sviluppo ulteriore. Perché questo possa succedere, da parte nostra, siamo disposti a fare tutto quello che dipende da noi”. Ed il nunzio apostolico della federazione Russa, mons. Antonio Mennini aggiunge: “Penso che questo Patriarcato segnerà un proseguimento dell’apertura nel dialogo con la Chiesa di Roma”. Il mondo ortodosso russo – prosegue il nunzio – “si aspetta che il nuovo Patriarca sia una guida sicura che possa indicare a questa Chiesa mete nuove ed inedite, non solo nel dialogo ma anche nel campo della evangelizzazione soprattutto per trasmettere i valori del Vangelo alle nuove generazioni”.Dall’Europa. Congratulazioni anche dalle Chiese europee. Secondo mons. Tadeusz Kondrusiewicz, vescovo metropolita di Minsk- Mahilev (Bielurussia), “la Sua elezione al trono del Patriarcato apre nuove prospettive di relazioni future tra le Chiese cattolica ed ortodossa, di una più stretta collaborazione, di una risposta unita alle sfide del presente e di una testimonianza comune di Cristo”. Il Card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e Presidente della Conferenza episcopale francese, esprime in un messaggio augurale “la gioia” della Chiesa cattolica di Francia”. La Conferenza delle Chiese europee (Kek) nel congratularsi per le elezioni, esprime anche la “speranza” di un ritorno alla “piena partecipazione della Chiesa ortodossa russa alla Kek”. In un comunicato, la Kek ricorda che la Chiesa ortodossa russa è un suo membro. Nel mese di ottobre 2008 però, la Chiesa russa ha sospeso la sua partecipazione attiva alla Kek a causa di un problema relativo alla domanda di adesione alla Kek da parte della Chiesa ortodossa estone legata al Patriarcato di Mosca. Questione legata in realtà a problemi esistenti tra il Patriarcato di Mosca e il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Nella lettera, il Segretario Generale Colin Williams ha rassicurato il nuovo Patriarca l’impegno a “lavorare con voi al fine di garantire una piena partecipazione della Chiesa ortodossa russa nella vita della Kek”, in vista soprattutto della 13a Assemblea Kek, prevista a Lione nel mese di luglio.