SANTA SEDE - UE
Incontro del card. Bertone con gli ambasciatori europei
“Per avere società stabili e coese, occorrono famiglie stabili e queste, a loro volta, hanno bisogno di matrimoni stabili”. Lo ha ribadito il Segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, che il 10 febbraio ha incontrato gli ambasciatori dell’Ue accreditati presso la Santa Sede. Famiglie stabili. “La coppia uomo-donna unita in matrimonio, stabile e duraturo – ha detto – offre vantaggi sociali molto maggiori rispetto alle convivenze di fatto e alle madri sole”. Vantaggi che si traducono in “maggiori probabilità di buona educazione dei figli, più assidua frequenza alla scuola, migliore riuscita negli studi, più sicuro ed elevato successo professionale, minore probabilità di delinquenza, minore consumo di alcool e droghe”. Senza dimenticare quelli per la salute psico-fisica di figli e genitori e “meno depressione per le donne”. “E’ interesse pubblico che la famiglia sia fondata sul matrimonio e che sia sana”. Parlando del calo del tasso di fecondità e dell’invecchiamento delle generazioni, che “provocano difficoltà alla coesione sociale, alla preservazione dei sistemi di protezione sociale e sanitari”, Bertone ha definito “ingiusto finanziare il modello sociale europeo a spese delle generazioni future; la solidarietà inter-generazionale è un valore da rispettare ed incentivare. E’ consolidato il fatto che l’immigrazione non vada considerata come ‘la’ soluzione dei problemi demografici, per quanto sia parte di tale soluzione”. Testimonial convincenti. “In un mondo in cerca di testimonial convincenti – ha dichiarato – le famiglie con figli restano l’espressione più visibile di fiducia nella vita, nel futuro e nella vitalità della propria cultura. La famiglia – ha aggiunto il Segretario di Stato – è pilastro del modello sociale europeo: il suo apporto – in termini di educazione, ma anche di stabilità affettiva e sociale – non può essere sopperito da altri servizi pubblici”. “L’amore per la famiglia e l’importanza riconosciuta al suo ruolo – ha spiegato – figurano fra le principali ragioni per cui la Santa Sede, anche a livello internazionale, si oppone alle iniziative che promuovono un’agenda individualistica e talvolta, cercano di reinterpretare i diritti umani in nome di una presunta lotta alla discriminazione”. “So bene che l’Unione deve sforzarsi di combinare l’unità e la diversità dei suoi membri: seguo con attenzione tale sforzo ed auspico che il vostro lavoro presso la Santa Sede diventi occasione di dialogo e di approfondimento delle ragioni che stanno alla base della posizione della Sede Apostolica e degli appelli rivolti dai Pontefici all’Europa”. Africa. “Bisogna combattere la tentazione di stabilire contatti con i Paesi africani con l’esclusivo obiettivo di trarne il maggior profitto possibile; in positivo, vanno favorite partnership rispettose della dignità e dei diritti inalienabili di quegli uomini e dei loro popoli” e “occorre aiutare la soluzione dei conflitti in corso, lottare contro le ingiustizie che li hanno provocati e soccorrere le masse di profughi e di sfollati che soffrono e destabilizzano quel continente” ha sottolineato il card. Bertone, che ha espresso soddisfazione per quello che i Paesi Ue già fanno in questo campo incoraggiandoli a proseguire nonostante la crisi economica e finanziaria. In particolare il cardinale ha esortato i Paesi Ue “a rispettare gli impegni commerciali in favore dell’Africa, che sono stati assunti alle Conferenze ministeriali di Doha (2001) e di Hong Kong (2005); ad evitare misure protezionistiche che danneggino i Paesi in via di sviluppo; a risolvere rapidamente i problemi del debito multilaterale di alcuni Paesi africani; a compiere le promesse di aiuto pubblico allo sviluppo; ad aiutare la nascita di un’agricoltura che garantisca la sicurezza alimentare di quelle popolazioni”. Al centro delle raccomandazioni del Segretario di Stato vaticano anche la sanità pubblica, il commercio di armi, il traffico illegale di materie prime, il riciclaggio di denaro sporco, la fuga di capitali e la corruzione di funzionari”.Terra Santa. “La situazione rimane molto delicata e non potrà essere risolta in modo durevole e sostenibile se si prescinderà dal più ampio panorama medio-orientale. Resta viva, pertanto, l’esigenza di un approccio globale alle difficoltà dei Paesi di quella Regione, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte”. “Occorre – ha detto il card. Bertone – che i leader facciano avanzare con determinazione il processo di pace e di distensione e guidino i rispettivi Popoli verso la difficile, ma indispensabile riconciliazione”. Circa la situazione nella striscia di Gaza, il card. Bertone ha dichiarato “ancora prioritario garantire l’accesso degli aiuti umanitari destinati alla popolazione civile ed insistere perché le parti in causa non si abbandonino alla logica dello scontro e della violenza, ma seguano piuttosto la via del dialogo e del negoziato”.