VESCOVI LEFEBVRIANI

Belgio, Germania, Polonia

Belgio: card. Danneels, “inaccettabile insulto””Inaccettabile insulto alla memoria del popolo ebraico”. È la risposta del card. Godfried Danneels, arcivescovo di Malines-Bruxelles alle tesi negazioniste del vescovo Richard Williamson. Nel corso del programma televisivo “Controverse”, in onda domenica 8 febbraio sul canale Rtl, il cardinale è tornato a condannare le parole del vescovo tradizionalista dopo che quest’ultimo si è rifiutato di ritirarle in una intervista in Germania. Il card. Danneels, secondo quanto riferisce l’agenzia Cathobel, si è detto “imbarazzato” davanti alla comunità ebraica. “Mi scuso anche se non sono direttamente colpevole di tutto questo. Sento un po’ di vergogna ad essere vescovo come lui” ha detto il cardinale al rabbino capo di Bruxelles, Albert Guigui, anche lui ospite in studio. Quest’ultimo ha riferito di essere “dispiaciuto” e di attendersi “una presa di posizione molto forte del Papa che allontani tutti i negazionisti ed in particolare mons. Williamson e che ricordi come l’Olocausto sia una verità storica in contrasto con la fede cristiana”. Dichiarazioni già rese nei giorni scorsi dal Vaticano che, scrive Cathobel, “aveva fatto sapere che il vescovo doveva prendere pubblicamente e senza equivoci le distanze dalle dichiarazioni sulla Shoah prima di essere ammesso alle funzioni episcopali nella Chiesa cattolica”. L’incontro tra il rabbino ed il cardinale si è chiuso con un abbraccio.Germania: Zollitsch, “dal Papa atto coraggioso”Riconoscimento del Concilio Vaticano II e solidarietà al Papa: questi i temi principali toccati da mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) in un commento sul Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, l’edizione domenicale del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung. Mons. Zollitsch ha respinto l’accusa secondo cui il Papa perseguirebbe intenti restauratori, ricordando che “agisce per la responsabilità e su di lui grava in particolare il compito di prendere decisioni per l’intera Chiesa universale sul modo in cui i grandi temi del Concilio debbano essere oggi rivitalizzati”. Il vescovo ha affermato che il Papa “vuole la continuità e si adopera con molta perspicacia ed energia per mostrare la Chiesa pre e postconciliare come l’unica Chiesa”. Sulla questione dei lefebvriani, mons. Zollitsch ha osservato che tale vicenda “ha nuociuto alla Chiesa cattolica”, in quanto “ha destato l’impressione erronea che la Chiesa si sia affannata prematuramente per avvicinarsi a persone sinistre e per tornare al passato”. Ciò, ha aggiunto, “addolora chiunque si senta legato alla Chiesa e stimi la forza della fede cristiana. Per questo motivo è importante non dividersi a livello interno e non restare intrappolati in consigli reciproci sulla migliore reazione in questa situazione. Piuttosto, occorre la solidarietà reciproca e nei confronti del Papa”, ha concluso.Polonia: Michalik (Kep), lettera di unità al Papa”L’apertura delle porte verso un dialogo volto a risanare un dolente scisma è atto di grande coraggio e di vera carità pastorale”. Lo affermano i vescovi polacchi in una lettera, indirizzata in questi giorni a Benedetto XVI. La presidenza della Conferenza episcopale polacca (Kep) nella “lettera dell’unità con il pontefice” ricorda la virtù dell’amore che “per primo cerca le vie d’incontro e le strade di riconciliazione”. L’episcopato polacco auspica che “il gesto paterno” del pontefice possa ispirare “l’apertura da parte dei vescovi e dei fedeli della Fraternità San Pio X” e, di conseguenza induca loro “ad adottare senza remora l’intero magistero e disciplina della Chiesa e, tra questi, del Concilio Vaticano II e dell’insegnamento degli ultimi papi”. I vescovi assicurano che la Chiesa in Polonia “incessantemente accompagna il successore dell’Apostolo Pietro nella sua sollecitudine per tutte le Chiese cristiane” mentre in risposta all’appello del Papa “i cattolici in Polonia pregano affinché ogni passo verso l’unità dei fedeli in Cristo porti gli auspicati frutti”. La lettera, a nome dell’intero episcopato, è stata firmata dal presidente della Kep mons. Jozef Michalik, dal vicepresidente mons. Stanislaw Gadecki e dal segretario generale mons. Stanislaw Budzik.