PUGLIA

Per suscitare interesse

La quinta edizione del Parlamento regionale dei giovani

Il 23 gennaio è stata avviata la quinta edizione del Parlamento regionale dei giovani, promosso dal Consiglio regionale della Puglia e dall’Ufficio scolastico regionale. Dal 2004 si sono candidati 1.043 studenti – con almeno 16 anni – delle scuole secondarie di II grado, hanno votato in 410 mila, sono stati eletti 148 “parlamentari” e presentate 16 proposte di legge. A dicembre sono stati eletti 30 ragazzi e 10 ragazze. Obiettivo del progetto è far vivere agli studenti la vita democratica all’interno del Consiglio regionale della Puglia, a cui gli studenti – “parlamentari”, entro giugno presentano le proposte di legge per l’eventuale approvazione. L’ultimo Parlamento ha elaborato 4 proposte: ri-utilizzo di bottiglie di vetro attraverso la cauzione; piantumazione di due alberi per ogni espianto; sostegno ai gruppi di acquisto solidale delle famiglie; promozione del software libero. I “parlamentari” si riuniscono nell’aula del Consiglio Regionale e nell’aula virtuale sul sito www.parlamentogiovanipuglia.org. Iniziativa interessante. “È molto positivo il giudizio sull’iniziativa – esordisce don Gaetano Luca, incaricato regionale per la pastorale giovanile – anche perché si sposa con il cammino del terzo anno dell’Agorà dei giovani, che riguarda la testimonianza dell’impegno sociale, politico e culturale della fede”. Da un questionario diffuso alcuni anni fa nelle diocesi pugliesi, la maggioranza dei giovani dai 18 ai 35 anni “nutrivano disaffezione e avevano una concezione negativa della politica”. Il Parlamento dei giovani può “aprire un interesse alla politica nel cuore dei giovani”. “Ultimamente – prosegue – ho la percezione che i Consigli comunali si stanno popolando di giovani tra i 25 e 35 anni, forse perché si crede alla loro speranza o volontà di cambiamento”. La Regione sta conoscendo una nuova vitalità. Esiste, infatti, “un buon numero di scuole di formazione politica, sorte grazie all’associazionismo cattolico”. Esse “presentano tre dati importanti: coinvolgono tutto il mondo della politica, con grande equilibrio; sono molto partecipate da giovani fra i 16 e 35 anni” a testimoniare “un interesse, a cui contribuisce anche la scuola nella sua funzione di agenzia educativa”; aiutano, infine, “a non demonizzare il mondo della politica e a non esasperare il rapporto tra Chiesa e politica, perché si pensa che politica debba essere lontana dalla chiesa”.Le scuole “ci fanno capire il rapporto delicato e interessante che esiste tra dottrina sociale della Chiesa e politica” e “formano nuove generazioni di cristiani impegnati in politica”. In molti Comuni, “anche sollecitati dalla pastorale giovanile, stanno sorgendo i Consigli comunali dei ragazzi”. Tre delle quattro proposte fatte dai giovani nella scorsa legislatura “tendono a far diventare il pugliese un cittadino attivo, più responsabile verso il territorio”. Quella ecologica “è una delle tematiche più gettonate tra i giovani”. Le proposte sono “molto interessanti” perché “si pensa che i giovani siano disinteressati a valori primari” come la famiglia e il creato. “Queste iniziative – conclude – potrebbero trovare un coordinamento nell’Agorà dei giovani”. Azioni concrete. “È da tempo che provo interesse per la politica e le questioni sociali”, e poi “avevo sentito che nel Parlamento dei giovani si poteva lavorare concretamente su qualcosa”. Così Michele Albergo, presidente pro tempore dell’attuale Parlamento e rappresentante degli studenti in un istituto tecnico commerciale del barese. Nel corso della prima seduta “abbiamo scelto di affrontare durante l’anno di legislatura il tema della sicurezza nelle scuole. Sappiamo che la competenza è della Provincia e non della Regione, però vogliamo comunque sollecitare una maggiore attenzione sull’argomento”. Tanto che i giovani parlamentari hanno deciso di effettuare sopralluoghi nelle scuole. Una delle proposte scaturite dal primo incontro è venuta da “un ragazzo di Taranto e riguarda il registro dei tumori”. “I temi che mi sono cari – conclude – sono il precariato e l’abbattimento delle barriere architettoniche”. L’impegno prosegue. “Stare nell’aula del Consiglio regionale ci faceva sentire parte dell’ente e sentivamo di rendere un servizio alla regione, sebbene il nostro sia un reality game”, dice Giuseppe De Benedictis, presidente del Parlamento lo scorso anno e oggi studente al primo anno della Facoltà di giurisprudenza a Bari. “L’esperienza è stata bella e nuova perché ci ha avvicinato alla politica. Ora il mio impegno prosegue con la Uni.A., associazione degli universitari aclisti”. “La difficoltà maggiore – riprende – è stata passare dalle belle idee alle proposte di legge, un po’ perché non sapevamo cosa fossero, un po’ per gli adempimenti burocratici da espletare”. De Benedictis ricorda con piacere che nella scorsa “legislatura” è stato affrontato il tema della legalità, tanto che “siamo scesi in piazza a manifestare, a marzo, contro le mafie con l’associazione Libera”, e che negli anni scorsi alcune proposte di legge dei giovani sono diventate legge regionale “come quella per la tutela degli ulivi secolari”. a cura di Antonio Rubino(11 febbraio 2009)