Italia: crisi finanziaria, l’impegno delle diocesi Le diocesi italiane s’interrogano e danno vita a iniziative per alleviare le difficoltà di quanti sono maggiormente colpiti dall’attuale crisi economica. È quanto emerge da una rassegna tra le Chiese locali. Dal Nord al Sud, molteplici sono le forme e i tempi d’intervento. A livello nazionale, nella sessione di marzo del Consiglio permanente dei vescovi verrà definita “nel dettaglio” l’iniziativa che la Conferenza episcopale italiana promuoverà a sostegno delle famiglie in difficoltà. Questo progetto, viene spiegato nel comunicato finale dell’ultimo Consiglio (Roma, 26-28 gennaio). L’iniziativa – approvata nelle sue linee fondamentali – si rivolge a “quelle famiglie che, attualmente attestate sulla soglia della sussistenza, rischiano di accrescere il numero degli indigenti”. Sulla crisi finanziaria è intervenuto anche il presidente della Cei, card. angelo Bagnasco: “è scoppiata – ha detto parlando recentemente ai vescovi – per le speculazioni avvenute in campo finanziario, grazie all’ingordigia di guadagni i più consistenti possibile nei tempi più brevi”. Ed ha aggiunto: “ora è facile che gli effetti più dolorosi si riversino soprattutto su quella parte di popolazione che in realtà non ha mai scialacquato, e che già prima era in sofferenza per una cronica ristrettezza economica”. Alla luce di questa realtà, le diocesi si stanno mobilitando. Molte sono quelle che hanno istituito un “fondo di solidarietà di emergenza per le famiglie”. Fondi che si vanno ad affiancare all’opera che quotidianamente i centri di ascolto e di accoglienza delle diocesi svolgono con l’offerta di servizi di aiuto e supporto. A Vicenza, per esempio, il Fondo sarà gestito dalla Caritas diocesana per un importo iniziale, offerto dalla diocesi grazie ai fondi dell’otto per mille, di 300 mila Euro. L’iniziativa, che sarà attiva entro il mese di aprile, prevederà aiuti fino ad un massimo di 1.000 Euro mensili per quanti perderanno il lavoro o si troveranno in eccezionale situazione di difficoltà economica. C’è chi ha istituito – come a Cesena – un “fondo di garanzia” che possa permettere alle banche di concedere aiuti anche a famiglie monoreddito, che per la perdita di lavoro non sono in grado di fornire le assicurazioni richieste dagli istituti di credito. Molte diocesi inoltre hanno deciso di finalizzare la raccolta quaresimale di quest’anno per potenziare i servizi già esistenti in diocesi che operano in favore di persone in grave disagio (come case di accoglienza, rifugi notturni per i senza fissa dimora, assistenza ai carcerati…), sia in favore di persone e famiglie incontrate nelle parrocchie e nei centri di ascolto e bisognose di un sostegno economico. Francia: i vescovi e il ministro dell’ecologia”Una responsabilità nazionale con un’evidente dimensione planetaria”: così il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, ha definito l’impegno per la protezione dell’ambiente in un incontro tenutosi nei giorni scorsi presso la sede della Conferenza episcopale francese, al quale, oltre a diversi vescovi, ha preso parte anche Jean-Louis Borloo, ministro del governo Sarkozy per l’Ecologia, l’energia, lo sviluppo sostenibile e la pianificazione del territorio. Secondo il ministro Borloo, “se non si uniscono tutti per prendere coscienza delle poste in gioco, nei prossimi anni la sorte dell’uomo sarà in pericolo”. Obiettivo dell’iniziativa, ha spiegato mons. Jean-Charles Descubes, arcivescovo di Rouen e presidente del Consiglio Famiglia e società, “valutare come la Chiesa possa unire la propria voce nella difesa dell’ecologia” in vista del summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma in dicembre 2009 a Copenaghen. “Un’importante sfida” ha sottolineato il card. Barbarin, mentre Barloo ha affermato di temere in quella sede “reazioni di egoismo” e “regolamenti di conti tra ricchi e poveri”. “Questo evento internazionale – ha osservato il ministro – potrebbe essere l’inizio della terza guerra mondiale, come il più grande accordo mai visto sul pianeta”. Quanto alle sue aspettative nei confronti della Chiesa, Barloo ha dichiarato: “Ho l’impressione di non capirvi”, rammentando nondimeno le iniziative ecumeniche e l’impegno dei papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI per la salvaguardia del creato. “Noi siamo pronti ad agire perché sappiamo che il primo atto d’amore di Dio è stato la creazione del mondo – ha replicato il card. Barbarin -. Questo dogma è il primo, tutti gli altri sono successivi. In questo affonda le radici la posizione cristiana”. Per mons. Michel Dubost, vescovo di Evry-Corbeil-Essonnes, “con questa riflessione sulla creazione potremo forse dare un senso positivo, ben al di là della paura, alla questione dell’ecologia. Temo molto una civiltà fondata sulla paura”, mentre, ha concluso, “il fatto di essere noi i gestori del creato ci apre a qualcosa di positivo”.