Priorità e programmi della CommissioneRipresa economica e sociale, lotta ai cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile, attribuzione di un “ruolo centrale ai cittadini” nell’Ue, Europa quale “partner mondiale”. Sono le quattro priorità che l’attuale Commissione indica nella “strategia politica”, ovvero il programma di lavoro 2010, specificando però che esse “formeranno oggetto di un dialogo con le altre istituzioni prima di essere eventualmente confermate” dal nuovo collegio, che verrà definito in estate e prenderà il posto dell’attuale dal novembre prossimo. La strategia politica annuale “rappresenta la prima fase del sistema di pianificazione della Commissione. Con essa si avvia il dialogo interistituzionale sulle priorità dell’anno” successivo “e la stesura del progetto preliminare di bilancio”, che la Commissione presenterà nel mese di aprile. Fra i temi “operativi”, la Commissione Barroso segnala: dare seguito alla conferenza di Copenaghen del dicembre 2008 “incentrata su un nuovo accordo internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici”; “attuare il programma di Stoccolma nel settore libertà, sicurezza e giustizia”; avviare la prossima fase della strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione; “garantire la piena applicazione dell’iniziativa europea del 2008 a favore delle piccole imprese”, nota come “Small Business Act”; dare effettiva applicazione alla direttiva sui servizi e alla direttiva sui servizi postali “per aiutare i mercati a tornare competitivi negli anni successivi al 2010”. Vengono ritenuti importanti anche la revisione della struttura del bilancio comunitario e le novità che potrebbero essere introdotte dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.Ufficio europeo di sostegno all’asiloCreare un’agenzia operativa che rafforzi la cooperazione fra gli Stati membri in materia d’asilo “ai fini di una maggiore armonizzazione delle diverse prassi nazionali”. La proposta è giunta nei giorni scorsi dalla Commissione che ha adottato una proposta di regolamento per un futuro “Ufficio europeo di sostegno per l’asilo”. La proposta “si inserisce nell’ambito del Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo” in risposta a una richiesta del Consiglio europeo: tale organismo dovrebbe inoltre servire “a far convergere le norme in materia vigenti nell’Unione europea”. Il vicepresidente Jacques Barrot, commissario al settore Giustizia, libertà e sicurezza, ha chiarito: “Stiamo lavorando attivamente all’instaurazione del sistema comune europeo d’asilo. A questo fine è indispensabile un’armonizzazione non solo delle nostre legislazioni, ma anche delle pratiche, ed è importantissimo che i servizi degli Stati membri competenti dispongano di un aiuto concreto per far fronte alle necessità quotidiane e operative”. “Le equipe di sostegno inviate dall’Ufficio permetteranno inoltre di trovare soluzioni alle situazioni d’emergenza quali gli afflussi massicci di richiedenti asilo”. La Commissione spiega che “le attuali modalità d’attuazione di tale diritto mostrano che esistono grandi divergenze fra le prassi degli Stati membri per quanto riguarda le domande di protezione internazionale. Un iracheno, ad esempio, ha il 71% di possibilità di ottenere tale protezione in uno Stato membro e il 2% in un altro”. Il piano strategico sull’asilo adottato nel giugno 2008 dalla Commissione prevedeva di “completare e modificare in modo ambizioso la legislazione europea in materia: l’azione è tuttora in corso ma va puntellata rafforzando la cooperazione amministrativa fra gli Stati aderenti”. L’Ufficio dovrebbe rivestire la forma di una “agenzia Ue”, divenendo un organismo indipendente. Se la proposta dell’Esecutivo verrà adottata celermente, potrebbe essere operativa sin dal 2010.Numero verde per minori scomparsiDue anni or sono la Commissione aveva riservato in tutto il territorio dell’Ue il numero verde “116000” per la segnalazione dei minori scomparsi. Allo stesso tempo l’Esecutivo aveva esortato gli Stati membri “a introdurlo e renderlo operativo”. A tutt’oggi il numero è in servizio in cinque paesi (Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo e Romania) “e si prevede che entri in funzione in tempi rapidi in Belgio e Slovacchia”. “Il numero verde 116000 è in funzione in cinque paesi dell’Unione e questa è una bellissima notizia – ha affermato la scorsa settimana la commissaria alle telecomunicazioni Viviane Reding -. Tuttavia mi sarei aspettata che questa iniziativa venisse accolta con maggiore convinzione dagli altri Stati membri”. “L’autocompiacimento – prosegue la Reding – è assolutamente fuori luogo quando si tratta della sicurezza dei nostri figli”. Per questa ragione la “Commissione, dopo aver fatto riservare a tutti gli Stati Ue il numero 116000, come prescrive la normativa Ue, sollecita gli Stati aderenti a fornire supporto ai candidati operatori del numero di emergenza per far sì che genitori e minori possano chiamare in caso di necessità da qualsiasi punto del territorio europeo” il medesimo numero.