Portogallo: un santo “politico”In occasione dell’annunciata canonizzazione del beato Nuno de Santa Maria, prevista per il prossimo 26 aprile, i vescovi lusitani hanno redatto una Nota Pastorale in cui affermano che: “Per il Portogallo e per la popolazione portoghese, questo fatto è un motivo di giubilo e di speranza. Esso deve anche costituire un’occasione di riflessione sulle qualità e le virtù eroiche di questo eminente personaggio storico, degno di essere conosciuto ed imitato ai giorni nostri”. Oltre a rappresentare un grande modello di santità: “Nuno Álvares Pereira è stato un uomo di Stato, capace di porre i superiori interessi della Nazione al di sopra delle convenienze personali e delle aspirazioni di carriera, facendo della sua vita una missione a favore della patria e del popolo. In un tempo di grave crisi nazionale, scelse coraggiosamente di dare il proprio contributo alla soluzione delle enormi sfide politiche e sociali, con una dedizione illimitata. Coronato di gloria per le vittorie ottenute, proprietario di immensi territori, si spogliò di tutti i beni, optando per una radicale imitazione di Cristo”.”Viviamo in un tempo di crisi globale, determinata dalla mancanza di valori morali” e in tale contesto, conclude la nota, “la testimonianza di vita del santo Nuno rappresenterà una forza di cambiamento a favore della giustizia e della fraternità, della promozione di stili di vita maggiormente sobri e solidali, e di iniziative di condivisione di beni. Essa potrà anche costituire un richiamo ad una cittadinanza vissuta esemplarmente, e un forte invito alla rispettabilità della vita politica”. Nuno Álvares Pereira, vissuto in Portogallo tra il 1360 e il 1431, nel 1423, ormai vedovo, decise di entrare nel convento carmelitano di Lisbona da lui fondato, dopo anni trascorsi al servizio del suo sovrano, che lo aveva nominato connestabile cioè comandante in capo dell’esercito.Scozia: cellule “ips” per non distruggere embrioniLa Chiesa cattolica e il movimento per la vita scozzese hanno dato il benvenuto a una nuova scoperta scientifica che permetterà di generare cellule staminali per curare malattie come il morbo di Parkinson e il diabete senza distruggere embrioni. Un gruppo di ricerca composto da scienziati di Edimburgo e del Canada con base al centro “Medical Research Council Centre for Regenerative Medicine” dell’università di Edimburgo, ha stimolato cellule di pelle umana facendole crescere fino a diventare cellule staminali di una potenza simile a quelle tratte da embrioni. Lo riferisce il settimanale cattolico “Tablet” spiegando che queste cellule, che si chiamano “induced pluripotency stem” e sono note con la sigla “ips”, hanno la capacità di diventare qualsiasi cellula del corpo. Gli scienziati sperano che in questo modo non sarà più necessario distruggere embrioni per la ricerca e le cure. “Abbiamo così un modo più sicuro e più facile di ottenere le cellule ips”, ha dichiarato Helen Watt, direttrice del centro “Linacre”, vicino alla Chiesa cattolica. “Questa è l’ultima di una serie di scoperte che rende tecnicamente e moralmente difficile sostenere che la ricerca sulle cellule embrioniche staminali è necessaria o desiderabile”. Secondo il professor John Aldane, direttore del centro “Centre for Ethics, Philosophy and Public Affairs dell’Università di St.Andrews “la riprogrammazione di cellule adulte, provenienti dalla pelle stessa di un paziente, permette di evitare la distruzione di vita umana e di superare I rischi del rigetto da parte del sistema immunitario”.Repubblica ceca: la cattedrale torna allo StatoIl 5 marzo scorso la Corte suprema della Repubblica Ceca ha annunciato che la celebre cattedrale di Saint-Guy, situata nel cuore del castello della città, appartiene allo Stato e non alla Chiesa cattolica. Lo ha reso noto il 9 marzo l’agenzia Cathobel. La decisione arriva dopo una lunga battaglia legale, ben 17 anni, intorno a quello che può essere ritenuto uno dei luoghi classici della capitale ceca. Si tratta di una decisione definitiva, in quanto non c’è più ricorso in Cassazione, stando alle parole del portavoce della Corte suprema, Petr Knötig. Di proprietà della Chiesa cattolica nel corso dei secoli, la più grande chiesa di Praga, che fu fondata nel 1344 dal re di Boemia Carlo IV, era stata posta sotto controllo statale nel 1954, durante il regime comunista, poi caduto nel 1989. Nel settembre del 2006 la Chiesa ne era rientrata in possesso in seguito ad una decisione di un tribunale locale salvo poi restituirla a causa della non validità della decisione sancita dalla Corte suprema nel febbraio 2007. Il Portavoce della Curia, Ales Pistora, ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale e alla Corte europea, in quanto le decisione “non è giusta”. La questione ha diviso i cechi che vedono nella cattedrale sia il simbolo della fede religiosa che quello politico, in quanto essa fa parte del castello che è la sede ufficiale della presidenza della Repubblica.