IRLANDA
La Chiesa cattolica definisce procedure rigorose contro gli abusi sessuali
Cinquantasei accuse di abusi su minori riportate alle autorità civili dalle ventisei diocesi irlandesi durante il 2008, ventuno che riguardavano preti già morti. Negli ultimi anni la Chiesa cattolica irlandese è stata toccata da diversi episodi di pedofilia e di abusi sessuali ed accusata di aver coperto alcuni di questi. Ed è proprio a causa di uno scandalo di presunti abusi sessuali su minori che si è dimesso il vescovo irlandese John Magee. L’accusa è di non aver denunciato alle autorità civili le accuse di abusi sui minori emerse sin nel 2005. Mons. Magee, vescovo di Cloyne, nel sud dell’Irlanda, fu poi criticato alla fine del 2008 dal ‘Comitato nazionale per la salvaguardia dei bambini’ per il caso di due preti della sua diocesi accusati di violenze su minori. Nei confronti dei due non era stata adottata nessuna sanzione ecclesiastica. Al posto di Mons. Magee è stato nominato dal Papa come amministratore apostolico mons. Dermot Clifford, arcivescovo di Cashel e Emly, diocesi vicina a quella di Cloyne. Per evitare ulteriori scandali e stabilire procedure corrette in tutta la Chiesa irlandese così da garantire che denunce di abusi su minori raggiungano subito le autorità civili la “National Board for the safeguarding of children in the Catholic Church”, “La Commissione per la protezione dei minori nella Chiesa Cattolica”, avviata nel 2006, ha appena pubblicato un rapporto intitolato “Safeguarding children”, “Proteggere i minori”.No alla confusione nelle procedure. Negli ultimi anni, si legge nel rapporto, “la maggior parte delle diocesi e degli ordini religiosi hanno prodotto e implementato le loro procedure in indipendenza gli uni dagli altri. Il risultato è una molteplicità di principi guida che esprimono diverse interpretazioni di quello che rappresenta il modo migliore di procedere per la Chiesa”. Il rapporto punta a eliminare questa confusione illustrando sette standard e uno strumento di autoverifica.Un documento definitivo. Il Comitato spera “che nel ricevere questo documento ogni diocesi, ordine religioso e organizzazione della Chiesa riveda subito le proprie politiche e procedure. Se deficit vengono identificati, per colmarli è possibile ricorrere all’Ufficio della National board for safeguarding children”. Le varie parti della Chiesa cattolica vengono invitate così a collaborare in modo stretto con la Commissione (Board) prima di pubblicare qualsiasi procedura per la protezione dei minori. Il documento diventa, nelle parole della “Board”, “il punto di riferimento definitivo per tutti coloro che sono coinvolti nella protezione dei minori nella Chiesa Cattolica in Irlanda”.Sette standard. Seguono i sette standard che devono essere adottati da ogni parrocchia e diocesi. I primi tre contengono una azione di condotta molto précisa messa per iscritto su come proteggere i minori che ogni parrocchia e diocesi devono avere, procedure su come rispondere alle accuse di abuso su minori nella Repubblica irlandese e in Nord Irlanda, prevenzione di danni ai bambini con una selezione rigorosa dei dipendenti che lavorano con i minori, il controllo sul tipo di attività che vengono fatte e precisi codici di comportamento. Seguono training e preparazione, la comunicazione del messaggio della Chiesa sulla protezione dei minori ai minori stessi, ai genitori e agli adulti e alle altre organizzazioni, accesso a consigli e sostegno e l’implementazione degli standard con criteri precisi che permettono di monitorare con attenzione se questi vengono osservati oppure no.Controlli rigorosi. Si richiedono molti controlli su quanti minori vengono avvicinati e sulle persone che li avvicinano e vi deve essere in ogni parrocchia, scuola e organizzazione una persona che si occupi di implementare queste politiche. E’ importante che qualsiasi accusa di abuso raggiunga subito le autorità civili. Dubbi e certezze. Rispondendo alla pubblicazione del documento il card. Sean Brady, Primate di tutta Irlanda, ha dichiarato che il documento prova “l’intenzione della Chiesa di proteggere i minori in ogni circostanza” e si è detto desideroso di ricevere ulteriori indicazioni dalla Commissione su altri temi nei prossimi mesi. L’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin ha tuttavia rimarcato una certa mancanza di uniformità rispetto agli standard che vengono segnalati nelle varie diocesi. “A Dublino centinaia di sacerdoti arrivano da altre diocesi e da congregazioni religiose ed è importante che la “Commissione per la protezione dei minori” indichi protocolli precisi che garantiscano che i superiori di sacerdoti che non dipendono dalla arcidiocesi di Dublino seguano le stesse norme e gli stessi principi guida di quelli che dipendono dalla arcidiocesi”.