Immigrati: le “grandi città” per gli africaniSi è svolto nei giorni scorsi a Mödling (Vienna) l’incontro annuale “Pastorale dei migranti nelle grandi città europee” su “Africani in Europa. L’approccio pastorale per un incontro indispensabile”, che ha riunito i responsabili diocesani o nazionali e alcuni operatori della pastorale per i migranti di Barcellona, Basilea, Bonn, Bruxelles, Colonia, Düsseldorf, Lione, Lucerna, Lussemburgo, Milano, Parigi, Torino e Vienna. Significativi la presenza e il contributo di sacerdoti e laici di origine africana. Dagli interventi e dalle relazioni delle singole città è emerso che le persone arrivate dall’Africa subsahariana sono una minoranza nel panorama migratorio europeo, ma il loro numero è in crescita. “Per un corretto impegno pastorale – è stato detto – è fondamentale la conoscenza delle culture e delle forme di religiosità nei paesi di origine, nonché delle cause dell’emigrazione e delle condizioni sociali spesso precarie in cui si ritrovano a vivere gli africani una volta giunti in Europa. Infine, vanno considerati i cambiamenti che l’emigrazione produce anche nell’espressione della fede e il diffondersi di nuovi movimenti religiosi”. Necessari “un impegno di collaborazione tra le chiese di partenza e quelle di arrivo, l’accoglienza di sacerdoti, religiosi e operatori pastorali africani, preparati ad essere ponte tra i cristiani africani in Europa e le chiese locali, e un’azione di sensibilizzazione e di advocacy a favore dei migranti e dei rifugiati nei vari settori della società”.Inghilterra: regolarizzare i lavoratori illegaliUno studio della “London School of Economics” confermerebbe la cifra di 725.000 lavoratori illegali nel Regno Unito, dando ragione a quanto sostenuto dalla campagna “Strangers into citizens”, ovvero “Da stranieri a cittadini” che si batte perché chi ha un visto scaduto, ma vive nel Paese da almeno quattro anni e da due ha un permesso di lavoro, ottenga il diritto di rimanervi per sempre. Secondo la campagna, lanciata dal card. Cormac Murphy-O’Connor nel maggio 2006, i lavoratori illegali sono molto più numerosi della cifra di 500.000 diffusa dal ministero degli Interni. “Abbiamo sempre sostenuto che 700 o 800.000 lavoratori illegali era un dato più che realistico”, ha dichiarato Austen Ivereigh, direttore di “Strangers into citizens”. “Uno studio condotto dall'”Istituto di politica pubblica” nel 2006 ha confermato che ci vorrebbero 25 anni e 5.4 miliardi di euro per allontanare una popolazione di cinquecentomila lavoratori illegali”, ha detto ancora Ivereigh, “il nuovo studio dimostra che ci vorranno 34 anni e quasi 8,7 miliardi di euro per rimpatriare chiunque risieda in modo illegale nel Regno Unito”. Queste cifre dimostrano, secondo Ivereigh, l’impossibilità di sostenere il rimpatrio o l’allontanamento come soluzione e la necessità di una qualche forma di regolarizzazione come quella fatta dalla Spagna nel 2005 quando vennero regolarizzate 700.000 persone. Il prossimo 4 maggio, la campagna “Da stranieri a cittadini” organizzerà funzioni religiose nelle varie chiese e associazioni che appartengono a questo movimento si riuniranno in una manifestazione nel centro di Londra. Belgio: “week end” del patrimonio religiosoIl 21 e 22 marzo, nella diocesi di Malines-Bruxelles, si svolgerà il week end del Patrimonio religioso. Chiese, cappelle e musei saranno aperti per l’occasione e le visite, tenute da guide esperte, cercheranno di mettere in evidenza l’importanza non solo religiosa ma anche artistica e culturale dei tesori conservati. Una iniziativa che non mancherà di richiamare, nelle speranze della diocesi, molte persone che potranno ammirare opere di alto pregio. Ogni sito è stato invitato a mettere in mostra le proprie ricchezze, da paramenti sacri, a calici, da vetrate artistiche a statue o quadri conservati al proprio interno. Secondo Christian Kremer, responsabile dell’Aop, le associazioni delle opere parrocchiali, che controlla 800 tra chiese cappelle della diocesi, “è essenziale comprendere e rispettare questa lunga catena di generosità espressa attraverso questo patrimonio che coloro che ci hanno preceduto hanno fatto giungere fino a noi. Una eredità profonda del passato fatta anche di preghiera che dobbiamo mantenere per il futuro”. Info: www.act-asbl.be.Polonia: a difesa della vita usando InternetIl 25 marzo la Chiesa polacca celebrerà “La Giornata della Santità di Vita”, per sostenere la difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Per l’occasione è prevista la mobilitazione delle associazioni “pro-life” anche tramite internet. Secondo l’agenzia internazionale Fides, il settimanale cattolico in Polonia, “Niedziela”, in questi giorni (e fino al 24) sta promuovendo l’azione pro-life realizzata dai 5 siti cattolici polacchi: www.niedziela.pl, www.YouthFl.org, www.duchowy.pl, www.PrzystanekJezus.pl, www.PokolenieJP2.eu. Tale azione, intitolata “Salva il Santo”, prevede ogni giorno meditazioni spirituali sulla vita, la dignità e la santità della persona umana. Disponibili anche testi di preghiere.