TRENTINO ALTO ADIGE
Uno stanziamento per sostenere il turismo religioso
Rilanciare il turismo partendo da quello religioso. Un’occasione da cogliere al volo, anche nei tempi di crisi. Il Trentino apre la strada a un disegno di legge provinciale che va a modificare la normativa già esistente, per sostenere lo sviluppo di questo particolare settore nel settore. Con uno stanziamento per l’anno 2009 di 200 mila euro questa Provincia autonoma incardina ufficialmente il settore dei pellegrinaggi, ma non solo, in un quadro più articolato di interventi. In montagna. “Da noi turismo religioso vuol dire anche e soprattutto montagna – afferma don Giuseppe Grosselli, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del tempo libero, turismo e sport – la domanda e l’offerta di turismo religioso significano la richiesta di una proposta spirituale. La montagna può non essere semplicemente la camminata, ma anche, ad esempio, la ricerca delle chiesette alpine. Qui da noi ce ne sono più di 200″. Secondo Grasselli, “questa legge è un passo importante perché ci permette di dare una risposta più articolata a chi ci chiede di conoscere quali sono le strutture di accoglienza, magari attraverso del materiale informativo”. Quale genere di montagna è coinvolto nelle proposte di turismo religioso? “Fondamentalmente la mezza montagna – continua il sacerdote – sono anziani, giovani e gruppi familiari i fruitori. Magari anche per percorsi di una sola giornata, con proposte di catechesi, con la possibilità di essere accolti. In un certo senso si tratta anche di una forma di turismo sociale, in cui si spende sicuramente meno che nei grandi circuiti e si può andare in montagna lo stesso. Per questo, la Provincia ha evidentemente colto l’occasione di potenziarlo, perché ha un futuro ancora tutto da esprimere”.Tante iniziative. Il primo passo potrebbe essere l’introduzione di alcune figure specifiche e competenti: “Gli animatori del turismo religioso – lancia la proposta don Grosselli – potrebbero essere insegnanti di religione o comunque persone che hanno già una preparazione. È logico che in questa proposta che viene dalla Provincia c’è anche uno specifico interesse economico, ma noi come Chiesa possiamo garantire la competenza per attuarla”. Certo, la diocesi di Trento non è stata in questi anni ad aspettare un segno della politica, che oggi viene a coronamento di un lungo percorso ed ha già fatto molto da sola per raggiungere questo obiettivo, dedicandosi negli anni al recupero e all’introduzione di veri e propri percorsi devozionali: “Abbiamo già riproposto l’antico sentiero di San Vigilio – riprende il sacerdote – che va da Madonna di Campiglio a Trento passando per la Val Rendena e le Giudicarie e che ha visto la collaborazione nella realizzazione della Sat (Società alpinisti tridentini)”. E poi ci sono i percorsi della Trasfigurazione, che ogni 6 agosto costituiscono un recupero della tradizione ortodossa di lasciare per uno giorno il lavoro e recarsi a fare una camminata spirituale in montagna. Ma anche le fiaccolate estive per la Madonna, i fine anno in vetta col vescovo. Insomma, una vera e propria ricerca, si potrebbe dire, di recuperare degli autentici “sentieri dello spirito”, per dare qualità e valore alla scelta di una vacanza, basata su criteri che siano basati non solo sul luogo, ma anche su quello che questo offre. “Il turismo religioso – spiega Luciano Imperadori, collaboratore della pastorale turistica – è un modo per scoprire le caratteristiche positive della montagna che non è solo bellezze naturali, ma anche fede e spiritualità. Il turista oggi vuole, sempre più, scoprire la storia di una Regione attraverso i segni, anche religiosi ed artistici, che hanno caratterizzato la presenza dell’uomo sul territorio”.a cura di Francesca LozitoSchedaIl disegno di legge presentato in consiglio provinciale a Trento (25/02/2009 n.21) va a modificare una legge provinciale già esistente (11 giugno 2002, n. 8). Al primo articolo, nel più generale contesto del riconoscimento del “ruolo fondamentale del turismo quale risorsa per lo sviluppo dell’economia provinciale e per la crescita culturale e sociale” aggiunge l’importanza del “ruolo del turismo religioso e ne incoraggia i flussi”. Il turismo religioso viene promosso in maniera molto concreta nel suo “patrimonio storico, artistico e immobiliare religioso” e per questo sostiene “il turismo sociale, formativo e religioso. Promuove la creazione di percorsi devozionali, curando il loro inserimento nei circuiti nazionali e internazionali, anche con il coinvolgimento della Società degli alpinisti tridentini e degli accompagnatori di territorio. Favorisce la formazione di operatori specializzati nel turismo religioso”. Quanto ai contributi da destinare a chi opera in questo settore la Provincia s’impegna a portare a termine “interventi per consolidare i flussi del turismo religioso all’interno o all’esterno del territorio provinciale che assumano rilevanza particolare per la valorizzazione turistica dell’intera provincia o di parte della stessa”. La legge, infine, prevede lo stanziamento di 200 mila euro per questo specifico settore per l’anno 2009.(25 marzo 2009)