COMECE

Perché “sì” all’Europa

La plenaria di primavera a Bruxelles (18-20 marzo)

Un appello ai cristiani a partecipare alle elezioni europee di giugno “perché la partecipazione al voto è un diritto ma anche un dovere”: a lanciarlo da Bruxelles, a conclusione dell’assemblea plenaria di primavera (18-20 marzo), sono i vescovi della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) in una Dichiarazione in vista delle elezioni dell’Europarlamento (4-7 giugno), già annunciata a SIR Europa dal segretario generale dell’organismo padre Piotr Mazurkiewicz (cfr. SIR Europa n.16/2009). Nel corso dei lavori, i vescovi hanno proceduto al rinnovo della presidenza riconfermando alla guida della Comece per un secondo mandato mons. Adrianus van Luyn, vescovo di Rotterdam. Riconfermato vicepresidente il vescovo ausiliare di Varsavia, mons. Piotr Jarecki, mentre all’altro vicepresidente mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, succede mons. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga. Mons. Noël Treanor, già segretario generale Comece e attualmente vescovo di Down and Connors, rientra nell’organismo quale delegato per l’Irlanda. Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, è il nuovo delegato della Conferenza episcopale italiana. Nominato segretario generale aggiunto Michael Khun.Il dovere del voto. A margine della conferenza stampa che ha concluso i lavori a Bruxelles, anticipando a Giovanna Pasqualin Traversa, per SIR Europa, parte dei contenuti della Dichiarazione che sarebbe stata diffusa poche ore dopo, mons. Adrianus van Luyn ha detto che i presuli esprimono “apprezzamento per il processo di riunificazione in corso nel continente” e “ribadiscono il proprio appoggio al progetto europeo”, ma per far sì che esso sia sempre ispirato “ai due principi fondamentali della dignità della persona umana e della promozione del bene comune occorre il forte impegno di tutti i cristiani”. Di qui l’appello “a partecipare alle elezioni perché ogni cristiano ha non solo il diritto, ma anche il dovere di contribuire attivamente attraverso il proprio voto” alla “costruzione di un’ Ue” in cui tutti i cittadini “si sentano a casa propria”. “Una bella coincidenza: un nuovo mandato nella nuova sede e sotto l’auspicio di San Benedetto e Santa Teresa Benedetta della Croce (cui è dedicata la cappella, ndr, cfr. SIR Europa n.21/2009)!”: con questa battuta il neorieletto presidente ha salutato la propria nomina. “Auspico – ha concluso – di poter continuare il nostro lavoro a favore dell’Ue, con un’attenzione particolare per i Paesi più poveri che vanno sostenuti in questo momento di grave crisi economica”. L’impegno per Iraq e Medio Oriente. Il tema principale della plenaria è stato quello dei conflitti in Medio Oriente e nell’Asia del Sud. Al riguardo mons. Reinhard Marx ha sottolineato che “per la Chiesa cattolica è importante guardare a ciò che avviene in Medio Oriente, in Terra Santa e nei Paesi che la circondano”. “Lì la situazione dei cristiani è molto difficile – ha aggiunto -, ma ora più che mai occorre ricordare che non vi è alternativa al dialogo e che solo risolvendo il conflitto israelo-palestinese sarà possibile intravedere soluzioni per gli altri problemi del Medio Oriente” dove “molti cristiani stanno abbandonando le proprie terre; particolarmente grave è la situazione in Iraq”. Rammentando che nel 2005 la Germania ha accolto oltre 500 rifugiati iracheni, il presule ha affermato: “Soprattutto in vista del ritiro degli americani, il mondo politico deve impegnarsi seriamente per dare un futuro a queste persone, cristiani ma anche appartenenti ad altre minoranze, che non potranno rientrare a breve nel loro Paese, così come per sostenere l’identità e i diritti spesso violati delle minoranze in India e in altre regioni dell’Asia”. “Certamente – ha concluso – l’Ue può ‘dettare’ il passo”. Giornate sociali cattoliche. Presentando le “Giornate sociali cattoliche per l’Europa”, evento che su iniziativa della Comece riunirà dall’8 all’11 ottobre prossimo a Danzica 500-600 cattolici di tutto il continente, “almeno per un terzo giovani”, mons. Piotr Jarecki ha spiegato: “L’ispirazione ci è venuta dalle Settimane sociali che da lungo tempo si svolgono a livello nazionale in diversi Paesi europei”. Il tema delle “Giornate”, alla cui organizzazione sta lavorando una Commissione di 26 membri provenienti da 19 Paesi europei guidata dallo stesso Jarecki, è “Solidarietà. La sfida per l’Europa”. Obiettivo, ha spiegato il presule, “cercare, alla luce della dottrina della Chiesa applicata ai problemi politici, economici e sociali con cui si trova a convivere l’Europa contemporanea, le strade di una solidarietà ‘europea’ di fronte all’attuale crisi mondiale”. Solidarietà “come sfida e meta da raggiungere coinvolgendo anche i giovani, che vogliamo introdurre nel vivo del dibattito sui valori europei”. Sede prescelta Danzica perché, “città di Solidarnosc, è la culla dei tempi nuovi”. Mons. Jarecki ha quindi richiamato il Manifesto pubblicato nei giorni scorsi dalla Commissione preparatoria delle Giornate (cfr. SIR Quotidiano 12/03), il programma delle quali verrà presentato il prossimo 20 aprile a Bruxelles e il giorno successivo a Danzica.