Elezioni europee
Il Parlamento europeo, che i cittadini dell’Ue saranno chiamati a eleggere fra il 4 e il 7 giugno prossimi sulla base di votazioni nazionali, è una delle tre istituzioni comunitarie più importanti, l’unica scelta a suffragio universale. Eletto ogni cinque anni, comprende attualmente 785 deputati, che diventeranno 736 nella legislatura 2009-2014.
Sede, composizione, lavori. Il compito principale del Parlamento (indicato anche come Assemblea, Europarlamento, Emiciclo, Eurocamera…) è di adottare le leggi comunitarie responsabilità condivisa con il Consiglio dell’Ue, dove sono rappresentati gli Stati aderenti – sulla base delle proposte avanzate dalla Commissione. Assieme al Consiglio, gli eurodeputati approvano anche il bilancio dei 27; spetta poi all’Europarlamento il “controllo politico” sulla Commissione. La sede principale dell’istituzione è a Strasburgo; la sede consueta di lavoro è a Bruxelles, mentre il segretariato si trova a Lussemburgo. Nell’aula delle sessioni plenarie i deputati si dispongono secondo una divisione in gruppi politici (Popolari, Socialisti, Liberaldemocratici, Europa delle nazioni, Verdi, Sinistra unitaria, Indipendenza e democrazia, Non iscritti) e non per gruppi nazionali. Il lavoro degli eurodeputati si svolge poi nelle commissione parlamentari, nelle riunioni dei gruppi politici, negli incontri con i cittadini. Il Parlamento lavora nelle 23 lingue ufficiali dell’Unione e tutti i suoi documenti sono disponibili al sito www.europarl.europa.eu.
Codecisione e consultazione. Per rendersi conto dell’importanza del lavoro legislativo del Parlamento Ue, è sufficiente considerare che quasi l’80% delle leggi statali sono un diretto recepimento o un adeguamento nazionale delle direttive comunitarie. “Il Parlamento europeo chiarisce il servizio giuridico dell’istituzione – condivide con il Consiglio, su un piede di parità, il potere decisionale su oltre due terzi delle proposte legislative dell’Ue”: in settori come l’ambiente, i trasporti, la protezione dei consumatori, l’immigrazione illegale, l’Europarlamento ha il potere di accettare, emendare o respingere le proposte di direttiva oppure i regolamenti avanzati dalla Commissione (procedura di codecisione). Nel corso della legislatura che si sta per concludere (2004-2009), “il Parlamento ha respinto due proposte di direttiva: una intesa a liberalizzare i servizi portuali e l’altra relativa ai brevetti sui software informatici”. Su alcune questioni, come la politica fiscale, industriale e agricola, il Parlamento può solo dare un parere (procedura di consultazione).
Attività legislativa, interventi politici. Alcuni accordi all’interno dell’architettura istituzionale Ue richiedono il via libera dell’Europarlamento, il quale, pur non potendo emendare il testo, ha la facoltà di respingerlo nella sua totalità. “È la procedura del parere conforme chiarisce invece il servizio stampa -, che si applica all’adesione di nuovi Stati membri e alla conclusione di accordi di associazione con paesi non appartenenti all’Unione. In sostanza l’ampliamento dei confini comunitari è possibile solo con l’accordo dell’Assemblea di Strasburgo”. Aldilà dell’attività legislativa, “il Parlamento fa sentire la sua voce nelle decisioni europee. Ad esempio, nonostante spetti agli Stati membri prendere le decisioni finali sulla politica estera, di sicurezza e di difesa, la Commissione e il Consiglio devono prima informare il Parlamento, e i deputati incitano ad agire prendendo parte a dibattiti pubblici” che si svolgono nell’emiciclo. Inoltre, nelle loro relazioni, raccomandazioni e interrogazioni indirizzate ai vari attori Ue i deputati esercitano un’influenza politica su Commissione e Consiglio.
Bilancio e controllo democratico. Il Parlamento, assieme al Consiglio, è poi responsabile per la definizione del bilancio dell’Unione europea. Ha l’ultima parola su più della metà delle voci di bilancio e decide sulle spese in campi come i fondi sociali e regionali, l’energia, la ricerca, gli aiuti allo sviluppo, l’istruzione e la cultura. Nel caso delle spese agricole, è invece il Consiglio ad avere l’ultima parola. Al Parlamento spetta poi il cosiddetto “controllo democratico”. Di cosa si tratta? Gli esperti giuridici di Bruxelles chiariscono: “Significa che l’Assemblea svolge un ruolo chiave nell’investitura della Commissione. Spetta infatti al Parlamento approvare ogni cinque anni la nomina del presidente” dell’Esecutivo, mentre gli altri 26 commissari designati dagli Stati membri “devono sottoporsi a delle audizioni prima che il Parlamento voti sulla Commissione nel suo insieme”. Inoltre i cittadini possono presentare petizioni al Parlamento su argomenti che rientrano nelle sfere di competenza dell’Ue. Infine occorre osservare che quando entrerà in vigore il Trattato di Lisbona, il Parlamento europeo aumenterà i propri poteri: la procedura di codecisione sarà estesa a vari altri settori, mentre il potere di bilancio coprirà tutte le spese dell’Unione.
(27 marzo 2009)