ECUMENISMO
Russia: visita di mons. Mamberti a MoscaLunedì 23 marzo, a Mosca, il vescovo Mark Egoryevskoye, presidente del Dipartimento degli affari religiosi esteri del Patriarcato di Mosca, ha accolto mons. Diminique Mamberti, segretario vaticano per le relazioni con gli Stati. Alla riunione hanno partecipato tra gli altri anche l’arciprete Vsevolod Chaplin, vice-presidente del Dipartimento e mons. Antonio Mennini, nunzio apostolico presso la Federazione Russa. Secondo quanto si apprende dal Patriarcato, durante la conversazione, il vescovo Mark ha incentrato il suo intervento sugli “aspetti positivi del rapporto tra la Chiesa ortodossa russa e la Santa Sede”, sottolineando in particolare la consegna ai russi della Chiesa di San Nicola di Bari, avvenuta il 2 marzo scorso alla presenza dei presidenti Medvedev e Napolitano. Vsevolod Chaplin ha parlato della cooperazione che la Chiesa ortodossa russa e la Santa Sede possono avere in Europa e presso le organizzazioni internazionali come l’Osce, il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea, nella “convinzione” – ha detto – che le due Chiese “hanno un vasto campo” di azione per una “fruttuosa collaborazione”, condividendo “una prospettiva comune su molti temi di attualità”. Nel comunicato si afferma anche che durante l’incontro “sono state sollevate le questioni relative alle difficoltà esistenti tra le due Chiese”.Il segretario vaticano era giunto in Russia su invito del ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, con il quale si è intrattenuto in una conversazione che ha toccato varie questioni internazionali. All’agenzia di stampa russa “Interfax”, l’arcivescovo Mennini ha detto che entrambi gli incontri si sono svolti in una “atmosfera amichevole e positiva” ed finalizzati a “rafforzare le relazioni bilaterali”.Romania: lettera del Patriarca DanielLa piena solidarietà della Chiesa ortodossa di Romania ai connazionali che vivono in Italia per “le accuse generalizzate nei loro confronti”. Ad esprimerla è Sua Beatitudine Daniel, Patriarca di Romania, in una lettera pastorale inviata il 22 marzo a tutti i fedeli ortodossi romeni presenti in nel nostro Paese. Nel testo (diffuso anche in lingua inglese www.basilica.ro/en/) il Patriarca condivide “la sofferenza causata dalle diffamazioni e dalle accuse rivolte a tutti i romeni in Italia per il male commesso da una minoranza dei nostri connazionali. Guardiamo con tristezza agli errori commessi quando non si discerne nella totalità i colpevoli dagli innocenti”. Nella lettera il Patriarca si rivolge ai colpevoli: “Chiediamo paternamente ai nostri romeni ortodossi che hanno commesso gravi reati, di pentirsi e di abbandonare le strade del male”. Poi la lettera diventa un accorato appello di solidarietà ai romeni in Italia che “con il loro lavoro danno dimostrazione di onestà, dignità e gentilezza”. In particolare, si ricordano le donne che “talvolta, a costo anche di abbandonare le loro famiglie in Romania, si prendono umilmente cura dei bambini e degli anziani nelle famiglie italiane”. Una parola anche per “tutti coloro che, con il prezzo del loro sudore, si sottopongono ai più duri lavori e che spesso vengono sfruttati da una bassa retribuzione, e a volte addirittura lasciati senza salario”. Intanto, sempre in questi giorni, il Presidente romeno Traian Basescu ha insignito il card. Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, della onorificenza “Stella della Romania”. E in un messaggio al porporato, ha espresso la sua gratitudine per “la solidarietà dimostrata dalla Chiesa Cattolica nei confronti dei romeni in diaspora, sia ortodossi, cattolici o greco-cattolici”, come anche per il supporto offerto dalla Santa Sede, i dicasteri, il Vicariato di Roma e la Conferenza Episcopale Italiana alle numerose parrocchie romene di tutta l’Italia. Si era espresso in questi termini anche l’arcivescovo cattolico di Bucarest mons. Mons. Ioan Robu che in una lettera al cardinale presidente della Cei, ha ringraziato la “Chiesa cattolica d’Italia” per la “buona e fraterna accoglienza” che “ha sempre dimostrato alle comunità romene, mettendo a disposizione chiese e spazi per un’adeguata pastorale”.Irlanda del Nord: le Chiese per il processo di paceIl ruolo della Chiese cristiane nel processo di riconciliazione e di pace. A sottolinearlo il card. card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda nel sermone pronunciato nel corso di una liturgia interconfessionale che si sono svolti domenica 22 marzo nella Chiesa metodista. Nel suo sermone, il cardinale ha ovviamente ricordato la morte di tre persone avvenute nei giorni scorsi per mano dei dissidenti della “Real Ira” ed ha sottolineato la “spontanea ed unita risposta di preghiera da parte delle Chiese”. Il cardinale ha quindi parlato dell’ “importante contributo ch le Chiese possono dare nell’allontanare le persone dalla violenza, conducendole su sentieri di pace”.