ELEZIONI EUROPEE

Un voto consapevole

L’appello di associazioni cristiane di 13 Paesi

“Nel momento in cui i cittadini europei si apprestano ad eleggere i nuovi deputati del Parlamento, ciascuno avverte che stiamo vivendo un tempo particolarmente carico di difficoltà ma anche determinante per il nostro futuro e per quello dei nostri figli”. Per questo un cartello di Associazioni di 13 Paesi di Europa riunite dal 2006 sotto il nome di “Iniziativa cristiana per l’Europa” (Ixe) hanno lanciato mercoledì 1 aprile a Bruxelles un appello ai cittadini europei e in particolare ai cristiani (diffuso in 11 lingue) perché in vista delle elezioni del Parlamento europeo di giugno, intervengano “nella pienezza delle proprie responsabilità nel dibattito democratico europeo”. L’appello è soprattutto un invito al voto. La storia dell’Ixe risale al 1999 quando il ZentralKomitee der deutschen Katholiken (ZdK) e le Settimane sociali di Francia si sono ritrovati per pubblicare un manifesto dal titolo “Per una coscienza europea”. Negli anni 2000 si è costituito un Gruppo di Lavoro Europeo che dal 2006 prese il nome di “Iniziativa di cristiani per l’Europa”, con la sigla “Ixe”. Ad oggi, il Gruppo Ixe riunisce membri provenienti da Austria, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Ucraina, comprende anche un osservatore della Comece.Trattato di Lisbona e Carta dei diritti fondamentali. “Applichiamo prima possibile le disposizioni del Trattato di Lisbona. Per permettere all’Europa, in questo contesto di crisi economica, di giocare pienamente il proprio ruolo sulla scena internazionale e di dotarsi di istituzioni democratiche ed efficaci, invitiamo prima di tutto i nostri governi e i cittadini europei a sostenere l’entrata in vigore del trattato adottato a Lisbona dai capi di stato e di governo: esso prevede dei mezzi reali d’azione e un fondamento più solido alla ricerca comune di soluzioni appropriate. A questo proposito, ci felicitiamo che l’Irlanda abbia accettato di riconsiderare il proprio voto negativo”. Nell’appello si richiama la Carta dei Diritti Fondamentali, “che forma un tutt’uno con il trattato, combina i diritti fondamentali classici con i diritti sociali. Garantisce, tra l’altro, l’accesso alla sicurezza sociale, all’assistenza sociale e all’alloggio; garantisce anche la protezione della famiglia, i diritti dei bambini, delle persone anziane e dei disabili, il diritto d’asilo, i principi di bioetica quali il divieto della clonazione riproduttiva, delle pratiche eugenetiche, dell’utilizzo del corpo umano a fini commerciali, ecc”. Infine Ixe sottolinea che “il trattato protegge lo Statuto delle Chiese stabilite in Europa, secondo il diritto nazionale, riconosce la loro identità e il loro contributo specifico e invita l’Unione a mantenere un dialogo aperto e regolare con loro”.Per un’Europa più solidale. “Tutti possono oggi osservare il fallimento di un sistema dominato da una moltiplicazione sfrenata degli strumenti finanziari, segnato da una mancanza di regolazione, di trasparenza e di responsabilità degli attori. Allo stesso tempo possiamo osservare la rinascita delle tentazioni protezionistiche e, anche in seno alla stessa Unione Europea, degli atteggiamenti del tipo “ciascuno per sé”. Per evitare tali disequilibri, siamo più che mai invitati a mettere l’economia a servizio dell’uomo e di ogni uomo. Ciò significa valorizzare il lavoro umano, promuovere l’impresa e ristabilire il ruolo dello Stato quale garante dell’interesse generale”.Più rispettosa delle future generazioni. “È in corso un cambiamento climatico importante, le conseguenze per le generazioni future sono evidenti e le responsabilità umane sono chiamate in causa. (…) È ormai ammesso e riconosciuto che questa situazione non può più essere gestita se non a prezzo di un reorientamento della crescita economica, alfine di ridurre il consumo energetico e più in generale delle risorse naturali non rinnovabili. Solo l’Europa unita è nelle condizioni di avviare iniziative coraggiose, ma necessarie malgrado la crisi finanziaria e economica”.Sfida demografica e immigrazione. “La terza grande sfida cui devono far fronte molti Paesi d’Europa è la sfida demografica che è determinata sia dall’invecchiamento che dalla diminuzione delle nostre popolazioni. (…) Oggi già tre quarti circa del tasso di crescita della popolazione in Europa è dovuto all’immigrazione. Questo fenomeno è destinato a proseguire” e occorre “impegnare le nostre società nell’integrazione dei migranti e in una maggiore promozione della diversità”.Appello ai cittadini. “Cittadini europei, partecipiamo alle elezioni del giugno 2009” perché “la costruzione europea è di nuovo una sfida centrale per gli Europei e il Parlamento ha, più di altre istituzioni comunitarie, la missione di incarnare i cittadini. Mai come oggi è stata così evidente la vocazione dell’Unione europea di essere un attore di pace nella propria regione e per il mondo”.