GIOVANI
La gioia della Pasqua” a ChartresUn festival che esprime “la gioia della Pasqua” per “annunciare a tutti la vittoria della vita sulla morte, della speranza sulla sofferenza”. Non solo “in cattedrale, ma anche sulla pubblica piazza e nei diversi luoghi della città”: così mons. Michel Pansart, vescovo di Chartres, presenta il “Festival di Pasqua” che si terrà in diocesi da sabato 11 a lunedì 13 aprile. Istituito nel 2002 e giunto alla settima edizione, il festival intende essere “uno spazio di dialogo tra il sacro e la creatività” e propone 60 tra concerti di musica classica , rock e rap; spettacoli per adulti e per bambini; esposizioni di pittura, scultura e fotografia. 5mila i partecipanti all’edizione 2008. Sabato mattina è in programma un pellegrinaggio verso la cattedrale: “Vi parteciperanno famiglie intere e giovani – prosegue mons. Pansart – vivendo questo evento come un momento di preparazione in forma di cammino e meditazione alla veglia che si celebrerà sabato sera”. Lunedì 13 il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, presiederà nella cattedrale di Chartres una messa animata dagli artisti che, assicura mons. Pansart, “hanno risposto molto bene all’invito”. E intanto lo scorso fine settimana (4 e 5 aprile) si è svolta la 74ma edizione del pellegrinaggio a Chartres degli studenti d’Île-de- France al quale hanno partecipato in 3mila. Per la prima volta dal 1935, anno di nascita del pellegrinaggio sulla scia di Charlese Péguy per iniziativa di due studenti della Sorbonne, le 14 routes non sono partite dalla cattedrale di Notre-Dame di Parigi, bensì dalle rispettive diocesi.”Come san Paolo” a Madrid”Missionari come San Paolo” è il tema del VI Incontro missionario giovanile, organizzato dalle Pontificie opere missionarie (Pom) della Spagna, il 25 e il 26 aprile a Madrid. Lo scopo principale è presentare la missione sullo stile di San Paolo e unirsi alla celebrazione della Giornata delle vocazioni che si celebra in Spagna il 26 aprile. L’iniziativa è rivolta ai giovani, dai 18 anni in su. L’apertura della prima giornata sarà affidata a Juan Luis Lorda, cappellano dell’Università di Navarra. Nel pomeriggio, i giovani avranno l’opportunità di partecipare ai diversi laboratori missionari, voluti dalle associazioni missionarie di giovani con lo slogan “Annunciando Cristo nei cinque continenti”. Poi i giovani potranno ascoltare la testimonianza del missionario angolano, Eduardo Tchipolo, formatore della Provincia spagnola, il quale parlerà della sua esperienza missionaria. La giornata terminerà con una veglia di preghiera alla quale parteciperà suor Glenda, religiosa cilena e conosciuta cantautrice di musica cattolica che da otto anni si dedica all’evangelizzazione attraverso la musica. Domenica 26 i partecipanti continueranno ad essere impegnati nei laboratori missionari. L’incontro si concluderà con una santa messa.Le borse del “sapere” a Roma”Lavorare per l’unità del sapere e della persona non è solo un’impresa cognitiva, ma anche morale e spirituale”. Lo ha detto mons. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, durante l'”incontro delle Palme” promosso il 4 aprile a Roma del Cuc (Centro universitario cattolico) con i borsisti dei primi tre anni. Al centro dell’intervento del segretario generale della Cei, il tema dell'”unità del sapere” come esigenza – paradossalmente – “insopprimibile”, anche in un mondo universitario segnato dalla crescente “frammentazione” e specializzazione. Il Centro universitario cattolico – dal 2002 sotto la direzione del Servizio nazionale della Cei per il progetto culturale – è stato costituito nel 1977 a partire da due iniziative che, proprio per l’analogia degli scopi perseguiti, furono poi fuse per intervento della Santa Sede. Ogni anno eroga circa 16 borse di studio a giovani laureati cattolici che aspirano a proseguire gli studi e l’attività di ricerca per inserirsi nella carriera accademica e universitaria. “ Unità del sapere e unificazione della persona sono strettamente correlate – ha fatto notare mons. Crociata – così da collocare la persona al centro del sapere”. “Ciò che mette la persona al centro attivo del suo sapere è l’essere educata e l’educarsi alla capacità del domandare e, al contrario, ciò che distrugge l’unità del sapere come esperienza della persona, e quindi, attenta all’unità della persona stessa, è il trovarsi ad ospitare molte cose imparate senza essere conosciute – ha proseguito il segretario generale della Cei – cose, cioè, che restano al livello della sola informazione”. Il domandare sta all’origine del sapere umano, e apre alla questione della verità: “Proprio questa illimitata capacità di domandare insita nella ricerca umana – ha concluso mons. Crociata – attende quell’allargamento del concetto e dell’uso della ragione frequentemente richiamato dal magistero di Benedetto XVI”, e che richiede “unità del sapere inseparabilmente oggettivo e soggettivo, sapere della verità e ricerca e adesione alla verità”.